Plastic or Planet National Geographic Bologna
Planet o Plastic?

È stata presentata a Bologna, presso il complesso di Santa Maria della Vita in via Clavature 8/10, la mostra fotograficaPlanet or Plastic?” nata dalla collaborazione tra National Geographic, Genus Bononiae. Musei nella città e la Fondazione Carisbo.
L’esposizione, che sarà aperta al pubblico dal 13 aprile al 22 settembre 2019, nasce dall’esigenza di sensibilizzare il mondo intero ad una tematica fin troppo attuale e urgente e dalla necessità di restituire consapevolezza di ciò che è stato fatto e si continua a fare a danno del nostro pianeta e, di conseguenza, di noi stessi.

"Planet or Plastic?", a Bologna la mostra del National Geographic
“PLANET OR PLASTIC?” – John Stanmeyer

L’invenzione della plastica affonda le proprie radici nella seconda metà del XIX secolo, quando l’Inglese Alexander Parkes brevetta il primo materiale plastico semi-sintetico e, successivamente, i fratelli americani Hyatt la formula della celluloide. Da allora, la plastica, riciclata solo in minima parte e quindi in continuo accumulo, conta una produzione pari a 8,3 miliardi di tonnellate, di cui 6,3 sono da considerarsi rifiuti e, in quanto non biodegradabili, decisamente dannosi per l’ambiente in cui possono persistere per 400 anni o più.

La mostra, a cura del direttore di National Geographic Italia, Marco Cattaneo, con il contributo della scrittrice e documentarista Alessandra Viola, consiste in un percorso interattivo firmato dai grandi reporter di National Geographic e vede il proprio fulcro nel progetto artistico di Mandy Barker, “Soup“.

“PLANET OR PLASTIC?” – Mandy Barker, artista.
Foto Paolo Righi

Il lavoro della fotografa consiste nel portare davanti all’obiettivo, su fondo nero, numerosi detriti di plastica raccolti dalle spiagge di tutto il mondo e riassemblati in disegni esteticamente impeccabili ma essenzialmente sconcertanti. La stessa Baker ha dichiarato di aver voluto creare, intenzionalmente, un effetto contraddittorio all’interno delle proprie foto: la bellezza dei suoi soggetti si scontra con la cruda verità di una realtà compromessa dalla barbarica invasione della plastica.

Bologna National Geographic mostra-Planet-or-Plastic

Al termine dell’iter visivo di all’incirca 40 foto e due video-installazioni, “Planet or Plastic?” propone la visione del documentario di National Geographic Punto di non ritorno (in lingua originale “Before the flood”), con la regia del premio oscar Fisher Stevens e dell’attore – e Messaggero della Pace per conto dell’ONU – Leonardo di Caprio. Un resoconto minuzioso e puntuale che riassume con estrema coscienza gli otto grandi temi affrontati dalla mostra, a partire dall’eccessiva quantità di plastica prodotta fino all’impatto che esercita sull’ambiente e sulla catena alimentare – la plastica, infatti, finisce in mare mettendo in pericolo la vita degli animali marini, si accumula creando delle e vere e proprie isole galleggianti e, con il tempo, si riduce a piccoli frammenti che vengono ingeriti da pesci, cetacei e uccelli.

Plastic or Planet National Geographic Bologna
“PLANET OR PLASTIC?” – la mostra a cura di National Geographic e Genus Bononiae. Musei nella città.

Mossa da un fine educativo, “Planet or Plastic?”, colpendo sensi ed emozioni, si prefissa come obiettivo il superamento del muro dell’indifferenza: la mostra chiede la partecipazione dei visitatori che avranno a disposizione un grande contenitore dove gettare le proprie bottiglie di plastica. Le bottiglie così riciclate saranno materiale primo di un’installazione architettonica itinerante, la cui realizzazione è affidata al concorso internazionale di idee Plastic Monument – Architectural Design Competition. Bandito da YAC (Young Architects Competitions) e con il supporto di Bio-On, il made in Italy nel settore delle bioplastiche, il concorso verrà aperto in parallelo con la mostra e terminerà a luglio 2019, quando il progetto vincitore verrà selezionato da una giuria di competenza che vanta architetti del calibro di Kengo Kuma, Carlo Ratti e Italo Rota.

Il progetto detiene il patrocinio del Comune di Bologna e il sostegno di Basf, Coop Alleanza 3.0 e Rossetto e Sharp, grandi aziende attivamente impegnate nella lotta a favore della tutela dell’ambiente.

“PLANET OR PLASTIC?” – Panoramica della mostra e “Iceberg” di Francesca Pasquali. Foto Paolo Righi

“Planet or plastic?” non è una denuncia, ma una testimonianza critica di un morbo in fase degenerativa che ha trovato rappresentanza e forza comunicativa negli scatti proposti, così come nell’opera d’arte contemporanea Iceberg, di Francesca Pasquali, interamente costruita con semplici cannucce bianche.
Una panoramica su quanto è stato ed è, nel tentativo di fermare e porre rimedio a ciò che potrebbe essere, prima del diluvio, prima che sia troppo tardi.

Basti pensare, come ha fatto presente Alessandra Viola, che se al minuto viene venduto all’incirca un milione di bottiglie di plastica, in due secondi se ne distribuiscono tante quante quelle necessarie per raggiungere la cima dell’Everest. E questa è solo la punta dell’iceberg.

Pamela Valerio