John Mayer, una promessa delle sei corde diventata realtà
Fonte: rollingstone.com

Cantautore e chitarrista americano dal talento indiscusso molto apprezzato nel suo paese di origine e all’estero per lo stile musicale che spazia dall’acoustic pop rock al blues, John Mayer con la sua elevata inclinazione artistica e per le sue interpretazioni dal carico emozionale profondo ha dato un’impronta fondamentale alla musica moderna. Vincitore di ben sette Grammy Awards, ha condiviso il palco con mostri sacri del calibro di B.B. King ed Eric Clapton, nonché riempito svariate volte il Wembley Stadium inglese.

Foto scattata in data 26 ottobre 2013 in occasione del concerto di John Mayer tenutosi allo stadio di Wembley

Nato e cresciuto a Bridgeport, all’età di tredici anni John Clayton Mayer inizia a studiare musica con una chitarra a noleggio, ispirato dalla scena di “Ritorno al futuro“ in cui Marty McFly suona la celeberrima perla di Chuck Berry “Johnny B. Goode“. Grazie ad una registrazione di Stevie Ray Vaughan regalatagli da un vicino di casa, si accinge poco dopo ad intraprendere i primi passi nel vasto e al contempo affascinante mondo del blues, appassionandosi ad un genere ancora oggi intramontabile.

Non gli ci vuole molto per apprendere i segreti del suo strumento prediletto: all’incirca due anni dopo averlo imbracciato per la prima volta, con la sua prima band Villanova Junction comincia a farsi conoscere localmente suonando storici evergreen in bar e piccoli locali. A diciassette anni viene ricoverato per una settimana a causa di un’alterazione del normale ritmo cardiaco. Nonostante il per nulla rassicurante episodio aritmico, il giovane e tenace John Mayer non si perde d’animo iniziando, una volta tornato a casa, a comporre il suo primo brano: il cantautore in lui è nato.

Finito il liceo, lavora per un benzinaio al fine di comprarsi una Fender Stratocaster Stevie Ray Vaughan Signature 1996; a testimonianza delle sue reali intenzioni di intraprendere una carriera in ambito musicale, poco dopo si iscrive al prestigioso Berklee College Of Music di Boston. A seguito di due semestri tra alti e bassi, incoraggiato dall’amico Clay Cook abbandona l’Università per intraprendere un progetto congiunto ad Atlanta, fiorente capitale dello stato americano della Georgia.

A causa di alcune divergenze musicali, il duo LoFi Masters formato da ambo i compagni di studi non ha lunga vita. Come si suol dire, non tutti i mali vengono per nuocere: è nel corso del suo percorso solista che John Mayer raggiunge un livello artistico ed un’originalità notevoli dando libero sfogo al le proprie doti vocali e sprigionando il suo indubbio estro in fase di composizione.

La scalata verso l’affermazione come chitarrista di fama mondiale da parte del ragazzetto del Connecticut inizia nel 1999, anno della pubblicazione sotto un’etichetta discografica indipendente dell’EP d’esordio “Inside Wants Out“. Pur non conquistando il riscontro in termini commerciali sperato, l’album è ben apprezzato dalla critica: malgrado la giovane età, l’estrema competenza di John Mayer nella realizzazione di pattern ritmici con chitarra acustica è lampante.

Il 2001 è l’anno di “Room for Squares“, primo album in studio dal cantautore messo sotto contratto da niente poco di meno che la storica Columbia Records. Lo statunitense si eleva ad icona di un range vocale e stilistico conturbante: la timbrica vocale profondamente baritonale sporcata di tanto in tanto da tecniche di distorsione vocale classicheggianti, quali il farsetto, e la presa ritmica inconfondibile rapiranno cuori e menti di milioni di seguaci.

”Your Body Is A Wonderland”, celebre brano di John Mayer tratto dall’album ”Room for Squares”

Senza curarsi del successo ottenuto, il musicista non si è mai adagiato sugli allori. Nelle successive sei fatiche discografiche, dimostrerà di essere sempre pronto a spingersi oltre e a dare il meglio di sé stesso con l’obiettivo di schiudere nuovi canali sonori, arrangiamenti e veicolare le sue espressioni artistiche.

John Mayer ha accolto la musica nella sua vita forgiandola come libera espressione di pensieri, sentimenti ed emozioni fatti di dedizione e consapevolezza. Sono queste peculiarità che lo hanno portato ad ergersi da promessa delle sei corde a genio indiscusso della chitarra con il quale pochissimi nel panorama musicale odierno possono rivaleggiare.

Brani consigliati: “Your Body Is A Wonderland“, “Slow Dancing In A Burning Room“, “Neon“, “Gravity“, “New Light“.

Vincenzo Nicoletti

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