Gli equilibri del calcio mondiale sono stati scossi dall’entrata in scena della Cina e dei suoi Yuan. Infatti il calciomercato nell’ultima sessione invernale (tra l’altro ancora aperta in Cina) ha visto come protagoniste le società cinesi che hanno fatto una vera e propria razzia di campioni in Europa e Sud America.
Se nel recente passato la Cina era meta di calciatori e allenatori sulla via del tramonto in cerca di nuove esperienze e, soprattutto, di contratti faraonici, come hanno fatto ad esempio i vari Drogba e Anelka, oggi ad approdare in Asia sono anche calciatori giovani o nel pieno della loro carriera.

301,15 milioni di euro: è questo, secondo i dati di Transfertmarkt, finora il totale spesi dalle società della Chinese Super League (CSL) nella sessione invernale di mercato, che in Cina chiuderà il 26 Febbraio, fra operazioni esterne ed interne.
50 milioni in pù alla Premier League, da sempre considerato il campionato principe per i trasferimenti, e più di 200 milioni rispetto agli altri campionati europei: Serie A, Bundesliga, Championship, per citarne alcuni. In questa speciale classifica al quarto posto, fra la nostra Serie A e la massima serie tedesca, si piazza la China League One, la seconda divisione cinese, con 61,90 milioni spesi. A dimostrazione degli ingenti investimenti nel calcio attuati dal colosso asiatico. Investimenti questi che sono solo la punta di un iceberg programmato dal governo cinese nell’intento di avvicinare la popolazione al calcio e raggiungere gli stessi risultati raccolti in altri sport. Infatti ad oggi la partecipazione ai Mondiali di Corea e Giappone, peraltro chiusa con tre sconfitte, è stato il momento ‘più alto’ per la nazionale cinese di calcio. Troppo poco per un movimento sportivo che alle Olimpiadi casalinghe di Pechino arrivò primo nel medagliere finale.

Dunque, non resta che attendere i prossimi sviluppi sul calcio cinese che si appresta a salire prepotentemente sul palcoscenico del calcio mondiale.
Ivan D’Ercole

















































