giorgio vanni

Chiudete gli occhi e tornate all’ultima volta che siete stati felici da bambini.
Vi appariranno le console, gli amici, le schifezze mangiate alle quattro del pomeriggio. In sottofondo sentirete sicuramente incalzare una voce…
Gotta cath’em All!”, “Ciuurma!”
Sì, è quella di Giorgio Vanni. Equivalente maschile di Cristina D’Avena, voce di tante sigle indimenticabili per le generazione nate a cavallo degli anni 90/2000: Dragon Ball, Pokemon, One Piece, Yu Gi Oh, Naruto solo per citare le più famose (eccola, la vedo, sta per scapparvi la lacrimuccia).

Ma chiariamo: Giorgio Vanni non è solo nostalgia:

Oltre a cantare e produrre le nuove sigle italiane (pensiamo al successo di Dragon Ball Super, My Hero Academia, Pokemon Go) incasella inediti dalla ritrovata carica dance, come l’ultimo Toon Tonz, pezzo che da anche il titolo al suo nuovo album.

giorgio vanni intervista

Noi abbiamo avuto la fortuna di intervistare in esclusiva questo totem di spensieratezza, sempre col sorriso sulle labbra, che più di tutti interpreta e incarna la felicità, il sogno, la libertà, elementi sempre più sacrificati e incastrati in spazi sempre più ridotti nella nostra quotidianità.

Eccola di seguito:

Solitamente siamo immersi nella routine: lavoro, famiglia, impegni. Ti fermi mai a pensare che la tua voce abbia fatto da colonna sonora all’immaginario di tanti ragazzi oggi cresciuti? Come vivi questa responsabilità?
Sì, mi rendo spesso conto che io e Max Longhi (partner d’avventura, dal lontano 1998) abbiamo riempito le case, i cuori, le teste, le voci di tanti ragazzi. Quando questo pensiero sovviene, mi fermo , svengo e rinvengo (ride, ndr). Senz’altro abbiamo costruito qualcosa di bello e questo lo riconosco in questi momenti d’incontro, nei concerti, dove arriva tantissimo affetto da tutti voi e che io non posso che ricambiare al massimo del mio entusiasmo.

La tua professione è di tipo creativo, con tutti i pro e i contro che un lavoro del genere comporta. Come vivi tutto ciò? Prevale l’ansia o lo stimolo?
Lo vivo con una moderata tensione, ma soprattutto con un grande stimolo creativo e, devo dire, anche una certa riconoscenza verso la vita e il mio pubblico che mi ha permesso di fare quello che amo. Prevale sicuramente lo stimolo.

Ci parli del tuo progetto Toon Tunz?
In questo progetto troverete tante nuove sigle come My Hero Academia, Yu Gi Oh Gx, ci sono dei pezzi mashup come Beyblade suonati dal vivo con la mia band I Figli di Goku. Poi c’è un inedito fortissimo, Toon Tunz, che da anche il titolo all’album, arricchito con un featuring di Amedeo Preziosi che ci sta dando grandi soddisfazione. Toon Tunz è la coronazione, nonché continuazione, del lavoro della Lova Music, che ora vede me, Max Longhi e Daniele Cuccione al timone e che ci sta dando tantissime soddisfazione (è approdato nella classifica FIMI degli album più venduti ndr).

giorgio vanni intervista

Cosa ne pensi dell’ormai consueta pratica di alcune serie animate di lasciare la sigla in originale? Non si priva a i bambini e ai ragazzi di quelle colonne sonore significanti che ricorderanno da adulti con nostalgia? Insomma, le prossime generazioni non avranno un Giorgio Vanni?
Sembra che non ci sarà né un Giorgio Vanni né una Cristina D’avena in futuro. Questione di business, si produce molta meno musica originale, cosa che reputo sbagliata: la musica identifica tantissimo il cartone animato e lascia tracce importanti nei ragazzi.

Come i vedi il tuo futuro da qui ai prossimi dieci anni?
Per quanto riguarda me e chi fa il mio mestiere, penso che il futuro dobbiamo costruircelo sul web. Ad esempio, io e Max Longhi abbiamo prodotto e lanciato la sigla di Dragon Ball Super su Youtube: ad oggi conta cinque milioni di visualizzazioni per una sigla che originariamente doveva rimanere solo in giapponese.

Progetti futuri?
Stiamo collaborando con tanti youtuber Me contro Te, iPantellas, The Show. Abbiamo un’altra collaborazione in cascina che si realizzerà a breve ma che al momento è top secret.
Inoltre, stiamo producendo alcune sigle di anime importanti come Death Note, One Punch Man.  Le  realizzeremo a prescindere anche se non ci sarà una precisa richiesta da parte di un’emittente.

Una paura, un sogno.
Ogni tanto mi viene l’ansia di invecchiare: non vorrei mai smettere di fare questo mestiere, di fare questo tipo di musica.

Giorgio Vanni

Qual è stato quel momento della tua carriera dove ti sei detto “ok, sono soddisfatto”:
Quando sono salito sul palco di Lucca Comics, con più di 13 mila persone, o quest’anno al Comicon di Napoli, dove la piazza era gremita e ho sentito l’affetto autentico del pubblico.

Lasciaci con un tuo pensiero:
Ai ragazzi dico sempre che i social sono importantissimi. Come ogni cosa, diventano negativi se gestiti male. Io, al contrario, li uso e mi diverto tantissimo come potete vedere dai miei profili Instagram e Facebook. E, prometto, continuerò ad usarli al meglio possibile. Fatelo anche voi (ci abbraccia ndr).

Enrico Ciccarelli