cinema filangieri (fonte immagine: albludiprussia.com)

«Te piace ’o presepio?» è il marchio dell’opera eduardiana “Natale in casa Cupiello”: spettacolo portato in scena per la prima volta nel 1931 dalla Compagnia del “Teatro Umoristico I De Filippo” – formata dai 3 fratelli Eduardo, Titina e Peppino – come atto unico che raccontava di un pranzo natalizio napoletano, durante il quale emergono gelosie, drammi e turbe familiari. E il palcoscenico su cui recitò la compagnia era quello del Teatro Kursaal che diventerà poi il cinema Filangieri.

Al primo piano del palazzo Mannajuolo, invece che le sale da tea, nel 1925 venne creato quello che è stato considerato per anni il centro del teatro e del cinema napoletano: il cinema-teatro Kursaal. Il palazzo si trova in via Filangieri, quando inizia via dei Mille, ed è un esempio di architettura Liberty a Napoli. È stato realizzato tra il 1909 e il 1911 da Giulio Arata in collaborazione con l’ingegnere Mannaiuolo, proprietario dei suoli. Oltre ad avere architetture esterne estremamente scenografiche ha anche (e soprattutto!) un’altra particolarità: nella parte centrale dell’edificio è stata costruita la scala principale ellissoidale, in marmo a sbalzo e con balaustra in ferro battuto. Questa scala collega i cinque piani dell’edificio. L’edificio è costituito da due corpi di fabbrica che si uniscono ad angolo con un prospetto a grandi vetrate che fanno bella mostra su via dei Mille, mentre le altre facciate si affacciano sia su via Filangieri che sulle rampe Brancaccio. Nel 2017 il regista Ferzan Ozpetek ha girato all’interno di questo splendido palazzo alcune scene del suo film “Napoli velata”: l’inquadratura inziale parte proprio dalla famosa scalinata ellissoidale e si sofferma sulla sua straordinaria bellezza.

fonte immagine: visit-campania.it

Il cinema Kursaal diverrà l’attuale cinema Filangieri che da oltre un anno rimane con le serrande abbassate assieme agli altri cinema. Le notizie sul futuro della sale cinematografiche non sembrano molto positive: una sequela di rinvii di grandi film attesi dal pubblico e periodi di chiusura nell’epoca in bilico a causa della pandemia. Dopo la chiusura del primo lockdown le sale hanno riaperto nel periodo estivo. Ma con l’arrivo dell’autunno c’è stata un’ulteriore chiusura che getta nello sconforto un po’ tutto il mondo dell’arte: non solo cinema, ma anche teatri, musei, sale da concerto. In questo contesto infelice ecco che però proprio l’arte prova a salvare sé stessa. A Napoli 8 cinema e teatri hanno accolto per un mese (dal 20 febbraio al 21 marzo 2021) altrettante opere di giovanǝ artistǝ: Exit Strategy, a cura di Lucas Memmola, per mostare che l’arte non deve chiudere.

fonte immagine: exitstrategynapoli.com

Il cinema Filangieri ha ospitato Bathroom Dance di Gabriella Siciliano. L’artista racconta così la sua opera: Nella mia ricerca spesso mi affascina notare come si sono trasformate, nel corso dei secoli, le pratiche rituali e aggreganti dell’uomo.
Credo fortemente che il cinema oggi sia uno spzio che svolge pienamente questa funzione rituale. 
Prima della chiusura dei cinema per la pandemia, l’ultimo film che ho visto è stato Joker di Todd Phillips. Ho estrapolato un frame dal film e l’ho reinterpretato pittoricamente, per campiture di colore, utilizzando materiali simbolo del nostro tempo ispirandomi ai tessuti dei nativi americani. 
La scena in questione è “Bathroom Dance” che vede il protagonista muoversi in una danza liberatoria, per poi bussare alla porta della sua amata e baciarla. Il frame in questione coglie il momento esatto in cui la porta viene aperta, ma ancora non si vede chi c’è dall’altro lato. 
Il frame dà vita a un momento di attesa e di incognita come la condizione che stiamo vivendo in questo periodo.
L’audio sottolinea questo senso di sospensione riproducendo in loop 26 secondi della scena.

Nell’anno due della pandemia i riflettori sono spenti ( e rimangono ancora spenti), e nonostante ciò 8 luoghi di cultura hanno provato a dare speranza attraverso una collettiva nelle vetrine di cinema e teatri. L’arte non muore mai.

Valentina Cimino

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