Home Cultura La Covid-19 ha cambiato le abitudini degli italiani anche in ufficio

La Covid-19 ha cambiato le abitudini degli italiani anche in ufficio

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Scaldavivande elettrico

Relazioni sociali, lavoro, stile di vita: da quando il coronavirus ha cominciato a diffondersi, tutto è cambiato drasticamente. Pratiche del tutto nuove si sono sostituite a quelle tradizionali per limitare la diffusione del contagio e altre, invece, le abbiamo sperimentate forzatamente. Si dice che in media occorrano almeno 66 giorni affinché una nuova abitudine possa considerarsi formata. In questo periodo di emergenza sanitaria, di tempo per acquisire nuove abitudini ne abbiamo avuto fin troppo. E così abbiamo cominciato a cuocere il pane nel forno di casa, a correre al parco non potendoci più allenare in palestra, a organizzare aperitivi virtuali. La chiusura, durante il primo lockdown, di bar e ristoranti e le varie restrizioni subite in seguito alla riapertura hanno prodotto anche un’altra conseguenza. È, infatti, progressivamente aumentato il numero di coloro che hanno scelto di portarsi a lavoro il pranzo preparato a casa.

Certamente mangiare in ufficio, davanti alla propria scrivania, non è piacevole come fare una pausa al ristorante insieme ai colleghi, e lo stesso dicasi delle pietanze consumate. I piatti presenti nel menù sono senza dubbio più appetitosi del monotono panino a cui tanti lavoratori hanno finito per fare l’abitudine durante questi mesi di pandemia. Per fortuna non mancano delle valide soluzioni per consumare un pasto caldo anche mentre si è in attesa del prossimo meeting col capo. Lo scaldavivande elettrico risponde perfettamente a questa esigenza, essendo un contenitore porta pranzo che permette di gustare pietanze dalla temperatura, dal sapore e dall’aroma uguali a quelli di un piatto appena cucinato.

Ma non solo! Gli scaldavivande elettrici sono semplici da utilizzare e pratici da portare con sé. Di varie forme, dimensioni e colori, si prestano alle necessità più diverse e soddisfano anche gli amanti del design. Ce ne sono, infatti, di tantissimi tipi. Si va da quelli più semplici con il solo contenitore e la vaschetta in acciaio inox, fino ai modelli multiaccessoriati. Questi ultimi, essendo dotati di posate e di vaschette a più scomparti, risultano particolarmente adatti ai più sbadati – che sono soliti dimenticare a casa la stoviglieria – ma anche ai più pignoli, che vogliono evitare di far mescolare tra loro le pietanze.

Che si preferisca un modello oppure un altro, una cosa è certa: lo scaldavivande elettrico rappresenta la soluzione migliore per conservare, trasportare e consumare i pasti in modo igienico, comodo e caldo anche mentre si è al lavoro. Basterà avere a propria disposizione una presa elettrica in cui inserire la spina per permettere al dispositivo di riscaldare il contenuto della vaschetta. Per alcuni modelli è anche possibile utilizzare una presa usb, in modo tale da riscaldare il pranzo durante il tragitto in auto oppure in camper.

Inoltre, gli scaldavivande elettrici non richiedono una manutenzione particolarmente accurata. Le vaschette in acciaio inox contenute al loro interno, infatti, sono facilmente estraibili e comodamente lavabili in lavastoviglie. Tuttavia, il principale punto di forza di questi contenitori resta ovviamente la loro capacità di riscaldare il cibo in modo veloce, efficace e soprattutto in completa sicurezza. Attraverso il controllo digitale della temperatura, sarà poi possibile selezionare quella ideale per la pietanza contenuta che, una volta pronta, non dovrà che essere consumata.

Nella speranza che ci venga restituita al più presto quella “normalità” di cui siamo stati privati –  fatta anche di pause pranzo al ristorante e di aperitivi in compagnia di amici e colleghi – lo scaldavivande elettrico rappresenta lo strumento migliore per rendere più gradevole il momento del pranzo in ufficio. E una volta che la pandemia sarà finalmente diventata un ricordo lontano, sarà comunque possibile continuare a utilizzare questo pratico contenitore portatile: stavolta, però, per organizzare pic-nic all’aria aperta e riappropriarsi di quegli spazi e di quei momenti di convivialità a cui siamo stati costretti a rinunciare per il benessere della collettività.

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