Il Daino: «Bua è uno spaccato del mio attuale stato d'animo»

A circa un anno di distanza dal suo ultimo disco torna sulle scene Il Daino con il suo nuovo singolo “Bua“ rilasciato da Emic Entertainment.

Ad un primo ascolto, senza addentrarsi nel contenuto, il brano presenta sonorità limpide ed omogenee in totale contrapposizione con la voce roca de Il Daino. Le parole incedono con la giusta foga sulla base. Queste particolarità stilistiche adottate dall’artista aggiungono valore al pezzo e rendono lo stile del rapper pisano unico nel suo genere.

Le tematiche principali del brano “Bua” sono la rievocazione nostalgica dell’infanzia e il desiderio di fuggire dalla monotonia vivendo la vita con una prospettiva differente e con maggiore semplicità, proprio come avviene durante la fase dell’infanzia.

La redazione di Libero Pensiero ha avuto il piacere di incontrare Il Daino che ha risposto ad alcune nostre domande in merito al suo nuovo singolo “Bua“, alla sua carriera e ai suoi progetti futuri.

Hai iniziato a muovere da giovanissimo i primi passi nel mondo dell’hip hop? Cosa ha fatto scattare in te la scintilla che ti ha fatto innamorare di questo genere?

«Ho cominciato suonando come chitarrista e cantante in un gruppo grunge e frequentando quel tipo di ambiente. Nonostante fossi sempre stato un ascoltatore il mio primo contatto come artista con l’hip hop è arrivato verso i miei vent’anni. Dopo lo scioglimento della band in cui suonavo sentivo il bisogno di passare a qualcosa che fosse più di impatto. In quegli anni in Italia stava prendendo piede un tipo di rap più hardcore che si rifaceva a quell’immaginario che ho sempre cercato di portare nei miei testi. Ho deciso quindi di fondere queste due anime: il risultato è il mio attuale progetto Il Daino. Anche le amicizie fatte in quel periodo e le persone che hanno deciso di lavorare con me ai miei nuovi progetti hanno giocato un ruolo fondamentale. È stato un processo in cui i miei generi di riferimento si sono contaminati a vicenda. Tutto questo continua ancora oggi.»

Da qualche anno a questa parte Lucca, città in cui hai vissuto e che è stata per te fondamentale per la tua crescita artistica, è diventata una realtà consolidata della cultura rap. Parte del merito è della Dogana Crew, collettivo lucchese di cui sei entrato a far parte nel 2012. Che tipo di influenza hanno avuto su di te e sul tuo modo di intendere la musica?

«I ragazzi della Dogana Crew sono stati fondamentali per me. Ricordo con piacere il primo testo scritto, la prima registrazione in studio, la prima collaborazione di un fratello al mio primo EP. Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza il supporto di persone che hanno creduto in me e si sono sempre battute per portare avanti le mie idee. A distanza di quasi 10 anni qualcuno ha smesso di fare musica, qualcuno è scappato all’estero, qualcuno porta avanti altri progetti. Nonostante le diverse strade intraprese, il senso di fratellanza e amicizia che ci ha legato per tutti questo tempo non sparirà mai. I primi anni che ho passato con la mia crew saranno sempre l’epoca d’oro della mia carriera. È grazie a loro che ho imparato che la musica unisce le persone come null’altro al mondo e che per quanto la vita può essere dura fare arte sarà sempre una perfetta via di fuga.»

Hai maturato uno stile musicale molto particolare che si discosta leggermente dai canoni estetici del tuo genere di riferimento. Cosa vuole comunicare Il Daino attraverso le sue canzoni? Quali sono le emozioni che vuoi suscitare nell’ascoltatore?

«Ho sempre amato molto il contrasto tra testi con un contenuto forte e musica più leggera. Dato che l’ascoltatore non se lo aspetta fa in modo che le parole risaltino. Credo molto nel valore terapeutico della scrittura. Diciamo che non cerco propriamente di comunicare qualcosa di preciso nelle mie canzoni; parlo però di cose in cui forse molte persone possono rispecchiarsi: da un amore finito male alla frustrazione nel fare un lavoro che ci fa schifo per pagare affitto e bollette, da problemi di dipendenza fisica a problemi di dipendenza emotiva. Penso che molti dei problemi che mi affliggono siano comuni alla mia generazione e che purtroppo non ci siano molti rapper che ne parlano. L’amore non è sempre pulito e bello, una certa vita porta più casini che soldi, quando da bambino ti dicevano che potevi diventare tutto quello che volevi ti stavano mentendo. Non mi interessa creare un personaggio come fanno in molti ma far capire come la penso, parlare come mangio, sfogarmi.»

Puoi spiegarci meglio come è avvenuta la lavorazione del tuo ultimo singolo recentemente uscito “Bua” e qual è il significato della canzone?

«Ho conosciuto i ragazzi di Emic Entertainment e ci siamo subito messi a lavorare per produrre un singolo che siglasse l’inizio della nostra collaborazione. Avevo già in mente un testo del genere e quando è arrivato il beat mi è sembrato che calzasse a pennello. Ho seguito molto il flusso di coscienza: è un uno spaccato del mio stato d’animo nel momento in cui l’ho scritta. Nel brano elenco una serie di cose che credo non stiano andando troppo bene nella mia vita e chiedo un bacio sulla bua“ per alleviare le mie preoccupazioni, come si fa da bambini. Se dovessi trovare un significato al testo del mio singolo è che dovremmo cercare di essere tutti un po’ più spensierati riguardo alle cose che non funzionano in noi e un po’ più grati riguardo alle cose che invece funzionano.»

Io ancora in testa mi faccio mille progetti/ per ora dammi solo un bacio sulla bua“: dall’ascolto emerge una sorta di desiderio di ritornare ai tempi dell’infanzia di fronte alle difficoltà e alla complessità dei rapporti umani tra adulti, in modo tale da poter affrontare la quotidianità in maniera più semplice. Il consiglio de Il Daino per affrontare al meglio la vita è prendere esempio dai bambini?

«Certamente, i bambini guardano la realtà in maniera più semplice e forse per quello sono perennemente felici. Un altro tema ricorrente nelle mie canzoni è la nostalgia. Cosa c’è di più nostalgico dell’infanzia? Insomma, chi non vorrebbe ritornare a quel periodo roseo delle nostre vite! È un concetto che mi piace molto e che è stato reso perfettamente anche a livello musicale e nella copertina del singolo.»

Gli album de Il Daino all’attivo sono ben cinque (“Giorni Perduti“, “Acqua“, “Gozzilla“, “Oggetti Smarriti“ ed “Ephemeroptera“) a cui prossimamente farà seguito il disco al quale attualmente stai lavorando. Ti ritieni soddisfatto di quella che finora è stata la tua carriera? Quali obiettivi ti sei prefissato per il futuro?

«Se mi guardo indietro penso agli obiettivi che ho raggiunto. Il mio percorso come rapper è però ancora lungo; la strada è in salita e di progetti ce ne sarebbero ancora da realizzare! Abbiamo in cantiere un disco ufficiale e non vedo l’ora di portarlo a termine e suonarlo tra la gente. Credo che, a questo giro, ci sarà un’evoluzione enorme sia a livello artistico che musicale. Restate sintonizzati che presto ne vedremo delle belle. Un saluto a tutti!»

Vincenzo Nicoletti