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Fonte immagine: mondolavoro.it

Il Master è un percorso post laurea che si caratterizza per la durata di almeno un anno, una struttura ben definita, garantendo, al termine del corso, il conseguimento di titolo universitario. Spesso denigrato fino a qualche decennio fa, oggi aver conseguito almeno un Master rappresenta un “elemento” che fa la differenza in sede di selezione da parte di coloro che sono addetti alle risorse umane. Una carta vincente che molto di più di una laurea garantisce l’inserimento nel mondo del lavoro. Infatti, una delle caratteristiche di un Master di I e II livello post laurea è la presenza di uno stage al termine dei moduli teorici. Questo rappresenta un accesso privilegiato al mondo del lavoro, in quanto consente di trasformare le conoscenze in competenze, di muovere i primi passi nei settori in cui ci si sta specializzando e di farsi conoscere come probabile risorsa su cui investire.

Molti sono i corsisti che al termine della fase di stage hanno ottenuto una proposta di lavoro trasformando quella che doveva essere una breve esperienza lavorativa, in un lavoro stabile e retribuito. A riprova di ciò, un’indagine di Almalaurea ha evidenziato che il tasso di occupazione è del 70,9% ove il corsista abbia svolto uno stage. Tuttavia, quest’ultimo dato va a evidenziare una disparità di genere tra l’1,3% degli uomini che ricevono una proposta di inserimento al termine dello stage e il 24,9% delle donne. A differenza di chi ha sempre screditato i Master, sempre secondo i dati di Almalaurea, contenuti nel report 2021 sulla Condizione occupazionale dei diplomi master, “a un anno dal conseguimento del master, il tasso di occupazione è complessivamente pari all’86,9%: 84,4% per i diplomati di master di primo livello e 90,0% per i diplomati di secondo livello”. Dati che se confrontati con l’anno accademico precedente risultano essere più bassi, in quanto, a seguito dell’emergenza sanitaria dettata dalla pandemia da Covid-19 in generale le assunzioni sono calate. Superato questo ostacolo, il dato sembra nel complesso confortante in quanto rispetto a coloro che provano ad accedere al mondo del lavoro solo con una laurea impiegano quasi cinque anni per ottenere un lavoro stabile, a differenza del Master dove invece è maggiormente garantito.

Quanto ai livelli occupazionali, coloro che conseguono questo titolo di studio ottengono il primo lavoro in media dopo 4,2 mesi, ovviamente questo periodo tende ad allungarsi o accorciarsi in base all’area di studio. A un anno dal conseguimento del master di secondo livello, in media, il 21,1% svolge un lavoro autonomo. Il 53,6% di coloro che hanno ottenuto un lavoro hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Mentre, per il lavoro a tempo indeterminato, il 52,1% dei diplomati di master di primo livello e il 55,3% di quelli di secondo livello hanno un contratto a tempo indeterminato. 

I diplomati master che ottengono un lavoro dopo il conseguimento del titolo presentano percentuali diverse a seconda dell’area di specializzazione. Circa il 49,6% svolge una professione intellettuale, scientifica e di elevata specializzazione; il 4,2% svolge una professione nell’alta dirigenza; il 34,5% svolge una professione tecnica; mentre solo l’11,7% svolge una professione meno qualificata. Con riguardo alla retribuzione, rispetto al 2020, coloro che concludono un Master ottengono uno stipendio medio di 1.745 euro. Più nel dettaglio un Master di secondo livello frutta in sede lavorativa uno stipendio netto di 2.026 euro mensili contro i 1.523 euro per coloro che hanno conseguito un master di primo livello. In conclusione, conseguire un master di primo o secondo livello indubbiamente ripaga, sia in termini di opportunità lavorativa che economicamente.

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