P.A. di Ercolano, lavori di pubblica utilità
Fonte: Napoli da Vivere

Chi ottiene la messa prova potrà avere la possibilità di svolgere lavori di pubblica utilità presso il Parco Archeologico di Ercolano: è questo l’accordo trovato con il Presidente del Tribunale di Napoli.

Un accordo giunto il mese scorso, precisamente il 19 luglio, preceduto da un incontro in cui hanno partecipato una serie di soggetti in rappresentanza del settore Penale e di Giustizia, tra cui naturalmente il Sindaco di Ercolano, nonché il Direttore reggente dell’Ufficio Interdistrettuale di esecuzione penale esterna per la Campania Claudia Nannola. Tale accordo prevede che chi commette reati di lieve entità e abbia ottenuto la messa alla prova può affrontare il percorso di recupero svolgendo lavori di pubblica utilità a titolo gratuito proprio all’interno degli scavi archeologici di Ercolano. Tra le attività predisposte, il soggetto si impegnerà a supportare l’intero Parco, ovvero oltre alla cura degli spazi verdi, avrà la possibilità di supportare i funzionari tecnici e amministrativi, valorizzare i progetti e collaborare in base alle proprie competenze, oltre ad assistere i visitatori con disabilità motoria e sensoriale; avranno accesso ai lavori di pubblica utilità all’interno del Parco Archeologico di Ercolano un massimo di dieci persone, le quali, naturalmente, riceveranno su garanzia del Parco stesso, tutte le tutele a garanzia dell’integrità fisica e morale, altresì nel rispetto delle misure di sicurezza. Inoltre, tale attività avrà la durata di 4 anni con la possibilità di rinnovare.

Forse qualcosa si smuove; certamente un accordo simbolico ma un accordo di prospettiva che può e deve aprire nuovi scenari per rendere effettivo quanto già scritto nella Costituzione italiana: la pena deve tendere alla rieducazione. Una sfida per le Istituzioni e per tutto il settore penale, non solo un’opportunità territoriale per Ercolano e per le singole persone, ma una possibilità reale per recuperare o comunque per mostrare una dimensione di vita, sociale, completamente diversa. I lavori di pubblica utilità non restituiscono e non offrono un lavoro (materialmente tutto resta invariato) ma offrono un lavoro spirituale apparentemente insignificante che però può restituire dignità, conoscenza, futuro soprattutto. Offre la possibilità di guardare il mondo sotto un’altra prospettiva: quella umana, quella del sacrificio. Certamente andrebbero affiancati a questi interventi di recupero mezzi e strumenti che possano garantire una autonomia economica, svincolando da facili accordi e da ricadute criminali. Forse uno dei limiti della giustizia penale è evadere la causa e soffermarsi esclusivamente sugli effetti. I lavori di pubblica utilità presso il Parco Archeologico di Ercolano avranno certamente una ricaduta sociale e territoriale oltre che personale dovendo il soggetto essere parte attiva, socialmente utile, potrà diventare il trampolino di lancio per nuovi accordi e per altrettanti siti, stimolando nuove riflessioni e progetti di recupero più completi, adeguati, dalla prospettiva olistica. Un modo, il seguente, per ricucire lo strappo avvenuto tra la persona che ha commesso uno sbaglio e la società, una modalità che non isola ma che per certi versi cerca la soluzione nella società stessa, in quella parte della comunità “sana”.

Non poche responsabilità ricadranno sul Direttore Sirano degli scavi archeologici di Ercolano, il quale si è ritenuto soddisfatto e pronto:  “Il Parco archeologico di Ercolano vuole aggiungere il proprio contributo al processo di trasformazione di Ercolano da città nota solo dalla cronaca nera a luogo di resistenza civile e di occasioni solidali di reintegro all’insegna dei valori culturali che dalla storia di questo sito promananoNella convinzione che il reintegro nella società rappresenti non solo un’opportunità di recupero e riparazione ma anche di apertura di percorsi di vita rinnovati, questa convenzione vuole coniugare la Giustizia in tutte le sue forme e capacità all’interno di una visione di comunità accogliente in cui i cittadini in area penale sapranno impegnarsi ma dalla quale si faranno anche trasformare“.

Bruna Di Dio

Intraprendente, ostinata, curiosa professionale e fin troppo sensibile e attenta ad ogni particolare, motivo per cui cade spesso in paranoia. Raramente il suo terzo occhio commette errori. In continua crescita e trasformazione attraverso gli altri, ma con pochi ed essenziali punti fermi.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui