A tu per tu con l’Euroscetticismo: cosa pensano i cittadini dell'UE
Fonte: Ispionline

Nonostante le difficoltà del momento, e l’onda di euroscetticismo che avvolge gli elettori europei, l’UE potrebbe rafforzare il proprio peso come grande attore globale. È probabile che tale obiettivo possa dipendere dalle politiche che verranno realizzate nell’imminente futuro e dalla narrazione che ne verrà fatta.

Esistono difatti delle questioni cruciali su cui i cittadini chiedono chiarezza e scelte di politica estera da analizzare perché divergenti dall’opinione pubblica: è in questo campo d’azione che sembra giocarsi tutto. Un campo entro cui può crescere l’onda di euroscetticismo e di europessimismo nei cuori di quei cittadini che dell’Europa unita dovrebbero invece essere i primi garanti.  

Nel rapporto presentato dall’European Council on Foreign Relations (ECFR) sono stati analizzati sentimenti e umori nutriti dai cittadini nei confronti della politica estera dell’UE: dalle 60.000 interviste realizzate sono emerse sia le paure e preoccupazioni rispetto all’andamento delle politiche europee e internazionali, che le aspettative future degli elettori. 

Euroscetticismo: quali sentimenti provano gli europei

Ciò che emerge è un cambio di visione del mondo da parte degli elettori europei: gli Stati Uniti non sono più visti come il garante della sicurezza internazionale, la situazione attuale risulta esposta a possibili mine conflittuali, mentre una grande percentuale dei cittadini immagina la disgregazione dell’UE nel giro di un paio di decenni.

Il sondaggio ha inoltre permesso di mappare gli umori degli elettori: i sentimenti dominanti nei 14 Stati presi in esame sono stress, paura e ottimismo. In Italia, Grecia e Ungheria è lo stress a dominare. Francia, Slovacchia e Repubblica Ceca rientrano nel gruppo della paura. Più rilassata invece la situazione in Spagna, Germana e Olanda in cui sopravvive un sentimento di ottimismo e di speranza verso l’Europa.

Euroscetticimo sentimenti elettori dell'UE
Immagine presa dal rapporto “What europeans really feel: The battle for the political system” – European Council on Foreign Relations

Preoccupazioni e speranze nell’UE 

La principale paura degli elettori europei, stando al sondaggio, è che l’eventuale disgregazione dell’UE possa comportare la perdita della capacità competitiva con grandi realtà come Cina, Russia e Stati Uniti. Nel caso invece di un teatro di conflitti tra le citate tre potenze, gli elettori preferirebbero che l’Europa restasse neutrale, con qualche eccezione.

Ancora, le ansie attorno a temi quali economia, disuguaglianze e sicurezza, mentre tra le principali questioni da affrontare è l’immigrazione a ricoprire un ruolo particolare. Non meno importante la questione ambientale: oggi, con il fiume verde inonda gran parte degli Stati, l’emergenza climatica è vista come priorità.

Tanti fattori, questi, che hanno portato gli europei a criticare le politiche intraprese dai leader e dirsi sempre più vicini all’euroscetticismo. Eppure, le speranze non sono morte e chiedono anzi di essere ascoltate.

Si chiede, ad esempio, di ridisegnare la fisionomia di un’Europa che sappia porsi come attore politico forte in grado di agire in modo indipendente nel panorama internazionale, in grado di incrementare il dialogo al proprio interno e di rafforzare le proprie difese. Immigrazione e ambiente, i temi considerati primari secondo gli intervistati, necessitano di interventi concreti, attraverso un severo controllo e azioni condivise da tutti gli Stati facenti parti dell’Unione Europea. Si chiede, insomma, di non tradire la fiducia tradotta in voti, che in occasione delle elezioni di maggio è stata indirizzata anche ai movimenti che si focalizzano sulle questioni ed emergenze ambientali.

L’Italia alle prese con l’euroscetticismo

Dopo l’esperienza antieuropeista salviniana, che ha fatto leva sull’euroscetticismo, il nuovo Governo si presenta certamente più europeista. I risultati ottenuti dai partiti nazionalisti alle elezioni europee, come il Fronte Nazionale di Marine Le Pen in Francia e il partito della Lega di Matteo Salvini in Italia, non posso essere ignorati. 

L’Italia, come anticipato, rientra nel gruppo dei Paesi stress: a differenza della Spagna che rientra a sua volta tra i Paesi dell’eurozona che ha subito la crisi, gli intervistati si descrivono come arrabbiati. 

Mentre molti cittadini di altri Stati europei ripongono maggiore fiducia nell’UE rispetto al proprio Stato nella difesa degli interessi nazionali su scala internazionale, il 37% degli italiani non ha fiducia né nell’Unione europea né negli Stati Uniti (solo il 6% ha fiducia in Trump). 

Sulla questione immigrazione gli intervistati credono che l’Italia abbia ricoperto un ruolo fuori misura nella gestione della situazione migratoria, dato interessante se analizziamo alcuni dati. Difatti, secondo i dati Eurostat di marzo, gli immigrati da paesi terzi nell’UE sono stati 2,4 milioni nel 2017. La Germania ha accolto il numero più elevato, quasi 917.100, seguita da Regno Unito, Spagna, Francia e Italia, che ha registrato un numero di immigrati pari a 343.400. Ciò nonostante, la percezione degli italiani circa il fenomeno immigrazione è che il numero di persone accolte sia superiore: il 73% della popolazione sovrastima le percentuali.

UE commissione incontro
Fonte immagine: Wikipedia

Sfide della nuova Commissione Europea per contrastare l’euroscetticismo

La nomina di Ursula von der Leyen a presidente della Commissione europea apre numerosi interrogativi, anche se il suo intento appare chiaro: “Voglio difendere lo stile di vita europeo”

Affrontare le questioni appena poste e ascoltare le esigenze dei cittadini che abitano i Paesi membri sono i primi passi che l’UE dovrà compiere se vuole contrastare la percezione negativa che gli elettori hanno e alimentare un senso di fiducia e stabilità. 

I risultati sono fondamentali per rinvigorire la credibilità sia all’esterno e sia tra gli elettori. Sarà necessario consolidare il senso di appartenenza all’Unione, e rinvigorire l’identità affinché i cittadini si sentano sì italiani, spagnoli, francesi, ma anche e soprattutto europei

Sarà opportuno allora che la nuova Commissione esca dalle proprie stanze e inizi a interrogarsi, ascolti le idee e i sentimenti degli elettori e che, come si legge sul rapporto, si pensi a connettere idee, perché Connecting is more important than convincing. Il rischio è di perdere credibilità e potere, e soprattutto di perdere definitivamente i propri legittimatori: gli elettori. 

Alba Dalù

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