De Magistris candidato in Calabria

Luigi de Magistris ha ufficializzato la propria candidatura alla presidenza della Regione Calabria, annuncio che giunge a pochi mesi dalla scadenza del mandato come sindaco di Napoli. L’ex pubblico ministero che ha fatto paura alla politica corrotta, all’imprenditoria collusa e alla ‘ndrangheta territoriale torna in Calabria, in un momento in cui la regione vive un periodo di smarrimento, tra arresti di vertici politici di primo piano ed errori che l’hanno portata ad essere zona rossa a causa di una classe dirigente inadeguata.

Dopo l’esperienza partenopea De Magistris lancia una nuova sfida, in un territorio abbandonato dalle istituzioni in cui vige un’anarchia di responsabilità. Sinora sembra che abbia percorso e voluto missioni difficili: la sua candidatura come sindaco di Napoli venne minimizzata e talvolta nemmeno presa in considerazione dai giornali locali. Qualcuno lo ricorderà, nei sondaggi de Magistris non compariva mai; ingenuamente o meno si voleva dare l’idea di un personaggio isolato, con delle personali spinte di arrivismo. Venne considerato un folle; anche la sua cerchia più stretta inizialmente non era convinta della scelta di abbandonare il percorso politico intrapreso a livello europeo per proporsi come candidato sindaco di Napoli. Infatti rappresentava un’alternativa ai veterani partiti politici locali ed era sostenuto con il solo contributo di liste civiche. Invece, anche quella volta de Magistris fu lungimirante o forse semplicemente appassionato e fece appassionare la sua città a un’utopia da realizzare, che lo portò a vincere le elezioni a Napoli con il suo movimento arancione.

La sfida che si prospetta in Calabria, le cui elezioni dovrebbero tenersi l’11 aprile, vive per certi versi di un riflesso passato, ma questa volta c’è in gioco qualcosa di più importante. Non solo la storia personale e travagliata di Luigi de Magistris con la “sua” Calabria, ma anche la realtà sociale, politica ed economica che vive attualmente la regione: il fallimento dei commissari sanitari, vertici politici indagati per concorso esterno in associazione mafiosa. Nell’aula bunker di Lamezia Terme è iniziato il secondo maxi processo contro la mafia nella storia d’Italia. E ci sono stati altri 48 arresti qualche giorno fa, in un’operazione condotta da Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Catanzaro. Le indagini coinvolgono anche i piani alti dell’UDC, in particolare il segretario nazionale Lorenzo Cesa. Che secondo gli inquirenti «si impegnava ad appoggiare il gruppo per soddisfare le mire dei sodali nel campo degli appalti. Con le condotte in parola contribuivano a salvaguardare gli interessi delle compagini associative di tipo ‘ndranghetistico di riferimento, in particolare le cosche dell’alto Jonio catanzarese e del basso Jonio crotonese».

L’impresa di de Magistris sembra coinvolgere una vasta coalizione. Per adesso i suoi compagni di viaggio saranno i civici capeggiati da Pino Aprile, Michele Conia, sindaco di Cinquefrondi (un paesino in provincia di Reggio Calabria) con il partito demA e alcuni movimenti. L’ex magistrato ha ricevuto anche l’endorsement di Mimmo Lucano, ma ha auspicato che la sinistra si mostri compatta esprimendo un solo candidato «altrimenti – avverte – consegniamo la regione alla Lega». Per quanto concerne i grandi partiti le spaccature sono tante, sia nel M5S che nel PD, anche se per quest’ultimo si apre il cantiere elettorale Irto – Viscomi. Naturalmente la destra correrà da sola .

La scelta di de Magistris non può non scatenare reazioni, tensioni e attacchi personali. Qualcuno lo accusa di voler raggiungere esclusivamente la poltrona e che la Calabria non ha bisogno di persone “esterne” e di candidature calate dall’alto. Ma a questo proposito, preziose sono le parole pervenute da Lucano: «Qui a Riace abbiamo realizzato un borgo senza barriere e ne sto pagando un prezzo giudiziario. Occorre abiurare un mondo fondato sulle identità autoctone, altrimenti c’è la disumanità e la barbarie. Ricordo che proprio de Magistris diceva che il problema non è l’immigrazione ma l’emigrazione dal sud verso il nord. Ecco occorre frenare questa diaspora di calabresi che vanno al nord che produce marginalità. Ma prima occorre liberare questa terra per sconfiggere gli schiavisti che albergano nei nostri campi, le mafie, l’egemonia della sanità privata».

Il lavoro da fare è ancora tanto e attualmente la destra risulta in testa. De Magistris si sta recando spesso in Calabria provando a tessere liste e alleanze. Carlo Tansi, candidato presidente e leader del movimento Tesoro Calabria, correrà da solo in rappresentanza di una parte del centro – sinistra. E lo stesso de Magistris esclude logiche di coalizione: «Lo schema che ho in mente è più o meno simile a quello con cui è iniziata anche l’avventura a Napoli. Io mi rivolgo alle persone, alla gente. Non è populismo, sono quelli che votano e devono contare. Non mi farò includere in uno schieramento liturgico della politica tradizionale, non sono un candidato di centrosinistra. Costruiremo insieme un programma chiaro e forte. Candideremo persone che hanno storie individuali e collettive credibili. Voglio dare voce a chi non l’ha avuta, potere a chi considera il potere come servizio per il bene comune e non come luogo per perseguire interessi di parte. Sono consapevole dell’impresa che appare impossibile, ma nulla è impossibile se c’è la volontà e lotterò con entusiasmo per la vittoria insieme alla maggioranza del popolo calabrese».

Bruna Di Dio

Bruna Di Dio
Intraprendente, ostinata, curiosa professionale e fin troppo sensibile e attenta ad ogni particolare, motivo per cui cade spesso in paranoia. Raramente il suo terzo occhio commette errori. In continua crescita e trasformazione attraverso gli altri, ma con pochi ed essenziali punti fermi.

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