Simona Molinari Taormina

Simona Molinari ha festeggiato i primi 10 anni di carriera a Taormina lo scorso 8 Luglio: circondata da colleghi e amici di una vita, la sua ecletticità ed il suo humor sono stati accompagnati in musica dall’Orchestra Jazz Siciliana, diretta da Domenico Riina. Il nuovo singolo “Maldamore” apre le porte ad un nuovo disco di inediti in cui Simona conferma la sua versatilità.

Cantautrice e musicista jazz, nata a Napoli nel 1983, Simona Molinari è tra le voci più apprezzate del panorama musicale italiano. Rappresenta una delle poche artiste capaci di coniugare generi e palati differenti, attraverso uno stile inconfondibile. Nel 2009 sale per la prima volta sul palco del Festival di Sanremo con i brano “Egocentrica“, per poi tornarci successivamente nel 2013 duettando con Peter Cincotti sulle note del brano “La felicità“. Con Cincotti propone anche il brano “Dr Jakyll Mr Hide“. E dieci anni dopo, la Molinari sceglie Taormina per festeggiare il primo traguardo della sua carriera musicale.

Simona Molinari, nel corso della sua carriera, ha anche realizzato versioni personali di grandi classici della musica italiana: da “Nel blu dipinto di blu” a “Grande Grande Grande”. Una delle più famose è “In cerca di te” di Natalino Otto, che rielabora anche questa volta insieme a Peter Cincotti.

Nel presente: «Cos’è l’amore?– dice Simona – In ogni momento della vita me lo sono chiesta e ogni volta avrei dato una definizione diversa. Nella canzone non c’è la mia definizione di oggi, ma la presa di coscienza che molto spesso, fino ad ora, ho chiamato amore ciò che in realtà era semplicemente: mal d’amore».

Simona Molinari Taormina maldamore

 

A tre anni di distanza dall’ultimo album “Casa mia” (2015), Maldamore è il singolo che precede un nuovo lavoro di inediti che sarà pubblicato a breve. All’interno del brano, di cui è stato realizzato anche un videoclip molto particolare, sono presenti alcune citazioni provenienti da altri brani celebri. Passa il tempo, tutti cantano l’amore, ma il senso è che il mal d’amore è ogni volta inedito?

«Tutti gli innamorati raccontati dalle canzoni, spesso, parlano d’amore e mal d’amore. Nessuno è in grado di definirlo in maniera univoca. Sono molto contenta del videoclip: è stata un po’ provocatoria la scelta di questo luogo ameno che poi si trasforma. Il regista è mio fratello ed è la prima volta che lavoriamo insieme. È stato bellissimo riscoprire non solo il fratello ma anche l’artista che è in lui.»

Lo scorso 8 Luglio hai festeggiato a Taormina i tuoi 10 anni di carriera. Come hai strutturato la serata? Come ci si sente ad essere arrivati a questo traguardo?

«È stato bello festeggiare lì a Taormina, circondarsi di persone che hanno fatto parte di questi 10 anni, di cui gli ultimi 3 anni tra l’Italia ed il mondo. Abbiamo eseguito pezzi miei ed un tributo a Ella Fitzgerald. Anche qui abbiamo spaziato tra l’ambito jazz e non.»

Quali collaborazioni ti aspettano? 

«Ci saranno delle collaborazioni nel prossimo disco, che ora non posso anticipare. Di sicuro ci saranno tante sorprese.»

Qualcuno in passato ti ha definita un’artista jazz-pop. Pensi che questa espressione possa descrivere al meglio il tuo percorso artistico?

«Sì, credo di essere sempre stata un po’ a cavallo tra il jazz ed il pop. La volontà è quella di avvicinare il jazz al pop e viceversa, di riuscire a fare un giusto mix tra le cose perché entrambe le cose mi appassionano.»

Simona Molinari Maldamore Taormina Pensi che ci sia una costante tra i tuoi lavori passati e quelli in fase di pubblicazione, un tratto caratteristico mantenuto nel corso del tempo?

«Penso che possa essere riscontrabile nel tipo di scrittura. Sono più o meno sempre io a scrivere e credo, riascoltando anche alcuni lavori passati, che ci sia una crescita da un certo punto di vista, ma che resti costante lo stile di scrittura dei testi. Forse quello che è cambiato maggiormente è il tipo di arrangiamento».

Simona Molinari si è esibita al Premio Charlot lo scorso 27 luglio a Salerno, presso l’Arena del Mare. Tra gli ospiti presenti anche Amara, Michele Zarrillo e Samuel Pietrasanta.

Sara C. Santoriello