Domosofia 2018: il sogno di Domodossola prende vita
Domosofia 2018

Quattro giornate memorabili hanno ravvivato il tempo libero dei circa 17.000 abitanti della piccola città di Domodossola: da giovedì 19 a domenica 23 settembre scorsi, infatti, la città è stata sommersa da conferenze e rappresentazioni teatrali a cielo aperto arricchite dalla partecipazione di ospiti di fama mondiale. Tema di questa seconda edizione di Domosofia è stato il sogno.

Destreggiandosi tra 27 conferenze e 43 importantissimi ospiti, il sogno è stato trattato in tutte le sue facce: dal sogno di una rinascita italiana del direttore del giornale “La Stampa” Maurizio Molinari, al sogno leopardiano del Professor Giulio Giorello, a quello digitale di Gordon e così via. Insieme a loro, anche personalità come Luca Dotti (figlio di Audrey Hepburn), il giornalista Alberto Mattioli, la scrittrice Fiamma Satta e la Presidente dell’ospedale “Bambin Gesù”, Mariella Enoc, hanno fatto illuminato il cuore dei tanti domesi accorsi numerosi per gustarsi un po’ di sana cultura.

Il tutto si è concluso con le meravigliose parole di Mogol che, con sorriso paterno e un brillante discorso sul cammino del pop, ha stimolato la fantasia dei cittadini, ricatapultati a terra dagli excursus sull’Europa moderna pronunciati dallo storico Emilio Gentile e dall’ambasciatore Giancarlo Aragona. Solo dopo l’ultima parola di saluto, pronunciata dal Sindaco di Domodossola Lucio Pizzi, dal cielo sono iniziate a scendere le prime gocce di pioggia, mentre il bel tempo ha incorniciato il Festival per tutta la sua durata. Da non dimenticare, infine, la cena “Mangio, dunque sono. A tavola con Domosofia” di lunedì 24 in cui sono stati offerti agli ospiti numerosi prodotti tipici ossolani.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare l’istitutore di Domosofia, il Vicesindaco di Domodossola, Angelo Tandurella. Di seguito l’intervista completa.

1. Con quale principale obiettivo avete deciso di organizzare il Festival di Domosofia?

«Gli obiettivi principali sono due: il primo è offrire a cittadini e visitatori la possibilità di soffermarsi, approfondire e confrontarsi su tematiche riguardanti il mondo e la vita con un approccio multidisciplinare e divulgativo; il secondo è quello di rendere Domosofia il veicolo di promozione turistica della nostra città.»

2. Rispetto all’edizione precedente, avete modificato qualcosa?

«Abbiamo aumentato il numero di ospiti e conferenze, sperimentato nuove location sempre collocate nelle aree centrali della città e introdotto nel programma delle sovrapposizioni temporali, in maniera tale da abituare il pubblico a scegliere gli appuntamenti cui partecipare e, dunque, indurre una distribuzione che ci servirà soprattutto in futuro per non avere sovraffollamento e garantire che i luoghi del festival rimangano piacevolmente vivibili.»

3. Da un punto di vista di affluenza e interesse da parte degli spettatori, potete ritenervi soddisfatti?

«Assolutamente sì. L’anno scorso il festival ha raggiunto le 4500 presenze; quest’anno abbiamo superato le 6500. Anche i dati delle visite sul sito www.domosofia.it e l’attività sui nostri canali social dimostrano un balzo in avanti notevole.»

4. Come Inge Feltrinelli ci ha insegnato, la cultura è vita. Purtroppo, però, al giorno d’oggi prevalgono egoismo e paura. Come fare a diffondere questa consapevolezza e raggiungere i giovani, la categoria che ne ha maggior bisogno?

«Egoismo e paura sono lo scenario che i media ci trasmettono, ma non rappresentano lo spirito con cui la maggior parte delle persone vive. La partecipazione quasi festosa a Domosofia, che ha sempre cercato di lanciare messaggi positivi, testimonia come ci sia una grande sensibilità al confronto con gli altri e la volontà di guardare al domani con fiducia ed energia. I giovani sono molto recettivi e rispondono agli stimoli culturali, se si confezionano momenti di dialogo in cui chi interloquisce non si pone su un livello superiore e da bacchettone. A Domosofia sono stati numerosi gli appuntamenti dedicati ai più giovani e tutti hanno riscosso un grande favore di pubblico.»

5. Da qualche tempo ormai la città di Domodossola pullula di interessanti eventi tra svago e cultura. Considerato che il motore principale dell’economia ossolana è il turismo, quali altri eventi o manovre potrebbero favorirne l’incremento?

«Bisogna proseguire sulla strada tracciata: proporre eventi di qualità che abbiano una cadenza precisa e ogni anno migliorarli; rafforzare il marchio turistico “Ossola” attraverso il progetto di promozione turistica integrata VisitOssola, che tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo vedrà la luce con la pubblicazione di un nuovo e finalmente completo portale web. La nostra speranza è che il combinato di queste azioni possa ulteriormente convincere delle potenzialità turistiche del territorio ossolano e stimolare investimenti tesi a far aumentare i posti letto disponibili per i visitatori.»

Domosofia 2018: il sogno di Domodossola prende vita
Domosofia 2018 – seconda edizione

Per leggere qual è stato il programma delle giornate di Domosofia 2018, clicca qui.

Cristina Barbero

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