Caccia e inquinamento da piombo: il nuovo report del WWF
Immagine: tuttologico.altervista.org

«La caccia non è che un atto inumano e sanguinario, degno solamente di selvaggi e di uomini che conducono una vita senza coscienza, che non si armonizza con la civiltà e col grado di sviluppo a cui noi ci crediamo arrivati». Nel 1895 in “Contro la caccia e il mangiar carne”, Lev Tolstoj espose le proprie ragioni nel libro che poi verrà definito come il Manifesto del veganismo. L’attività venatoria è stata, è, e sarà sempre una questione di etica, non solo per ciò che concerne l’importanza della vita animale ma anche per la problematica inerente la tutela dell’ambiente. Come documentato dal WWF, l’inquinamento da piombo legato alla caccia, seppur questione poco conosciuta, rappresenta l’ennesimo delitto di una lunga lista di crimini che l’uomo compie nei confronti della natura.

Caccia e “Cartucce avvelenate”: il nuovo report del WWF

Nel 1988 l’entomologo statunitense Edward O. Wilson coniò il termine biodiversità, vocabolo con il quale si indica l’infinita ricchezza di vita presente sulla Terra. Piante, microrganismi, animali o più in generale «la varietà e variabilità degli organismi viventi e dei sistemi ecologici in cui essi vivono» come definito dalla Convenzione ONU sulla Diversità Biologica. Da decenni le attività dell’essere umano, anch’esso facente parte di questo complesso e variegato insieme, hanno un sempre maggior peso sugli ecosistemi, sugli habitat naturali e sulla biodiversità.

Tra le attività di origine antropogenica che minano gravemente le fondamenta naturali su cui si regge l’intera società umana c’è la caccia. Intesa come pratica sportiva finalizzata esclusivamente all’abbattimento di animali selvatici per scopi ricreativi, la caccia fa parte della lunga lista di hobby che minacciano la natura e la salute dell’uomo. Secondo il nuovo rapporto “Cartucce avvelenate” del WWF, l’inquinamento da piombo dovuto alla dispersione nell’ambiente di miliardi di pallini del suddetto materiale, è causa della morte indiretta di milioni di uccelli ogni anno in tutto il mondo.

Tenero, denso, malleabile, duttile, di color bianco azzurrognolo, il piombo, utilizzato nell’edilizia e nella produzione di batterie e munizioni per armi da fuoco, è tra i metalli pesanti più comuni. Sono molti gli studi che nel tempo hanno accertato la presenza di tale metallo nell’atmosfera, nelle acque, nel tabacco e nel cibo. Vietato nella produzione di vernici, smalti, sistemi di distribuzione dell’acqua, poiché altamente tossico per l’uomo, il piombo resta il principale materiale con il quale si realizzano le munizioni da caccia.

Caccia e inquinamento da piombo: il nuovo report del WWF
Infografica: wwf.it

«Si calcola che ogni anno vengano dispersi nelle zone umide dell’Unione europea tra le 1400 e le 7800 tonnellate di piombo»: lo afferma il WWF secondo cui tale dispersione rappresenta una grave minaccia per la natura e la fauna selvatica. Ogni anno, in tutto il mondo, milioni di uccelli (acquatici, terrestri, protetti e non protetti) vengono uccisi indirettamente dalla presenza nell’ambiente del suddetto materiale. I pallini di piombo dispersi nelle zone di caccia vengono scambiati per “grit” (sassolini ingeriti per favorire la frantumazione del cibo nello stomaco) e inghiottiti dagli uccelli. A tale “ingestione primaria” ne segue una “secondaria” che vede i rapaci nutrirsi di prede già avvelenate. È così che l’inquinamento da piombo presente negli ecosistemi, si accumula nella fauna selvatica, nella catena alimentare e, di conseguenza, nell’organismo umano.

Gli effetti sulla salute umana sono numerosi e spesso colpiscono il nostro organismo in maniera irreversibile. Cervello, fegato, reni, ossa: con il passare degli anni l’esposizione cronica al piombo può provocare negli adulti malattie cardio-vascolari con un aumento della pressione del sangue e danni renali. I bambini risultano essere ancor più vulnerabili, anche se si prende in considerazione l’esposizione a basse dosi del suddetto materiale, classificato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro come probabile cancerogeno umano: il piombo può essere causa di progressiva perdita dell’udito, affaticamento e lentezza cronica, deficit dell’apprendimento e QI ridotto.

Nelle zone umide, ecosistemi con un altissimo tasso di biodiversità (paludi, acquitrini, torbiere specchi d’acqua naturali etc.) l’inquinamento da piombo causato dalla caccia arreca danni sostanziosi non solo alla fauna: anche l’acqua, bene primario per gli animali e l’uomo, è infatti pericolosamente esposta alla dispersione di siffatto materiale.

Eliminare l’inquinamento da piombo

Con il Decreto del Ministro dell’ambiente 184 del 17/10/2007 – “Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a ZSC e a ZPS“, tredici anni fa l’Italia disponeva il «divieto di utilizzo di munizionamento a pallini di piombo all’interno delle zone umide, quali laghi, stagni, paludi, acquitrini, lanche e lagune d’acqua dolce, salata, salmastra, nonché nel raggio di 150 metri dalle rive più esterne a partire dalla stagione venatoria 2008/09», muovendo così un primo timido passo verso la risoluzione della problematica legata alla dispersione di piombo nelle Zone speciali di Conservazione e in quelle di protezione speciale per gli uccelli selvatici. Un passo che non poteva essere sufficiente.

Facendo proprie le proposte dell’ECHA (European Chemical Acengy) e le affermazioni dell’ISPRA contenute nel documento “Il piombo nelle munizioni da caccia: problematiche e possibili soluzioni“, il WWF ha richiesto l’eliminazione del piombo dalle munizioni di caccia, appoggiando la proposta avanzata dalla Commissione europea atta a bandire tale materiale dalle zone umide.

Come ampiamente dimostrano i fatti, non tutte le storie in ambito di tutela ambientale hanno un lieto fine, non sempre i governi nazionali o le istituzioni internazionali tengono conto della crisi ecologica, quasi mai adottano azioni di salvaguardia della natura in maniera repentina ed efficace. Forse la forte pressione del mondo scientifico e di quello ambientalista, oppure la legge dei grandi numeri, ha portato l’Europa finalmente ad agire: il 29 ottobre scorso il Parlamento europeo ha infatti approvato la messa al bando delle munizioni contenenti piombo in tutte le zone umide europee. «L’Italia ora deve fare un passo in avanti adeguandosi al voto europeo e dunque disporre che nell’attività venatoria venga bandito il piombo e si utilizzino dalla prossima stagione leghe non tossiche. Chiediamo che l’Italia vada oltre e vieti l’ utilizzo e il possesso delle  munizioni da caccia contenenti  piombo in tutte le aree dove si svolge l’attività venatoria, in tutte le forme, dalla prossima stagione venatoria 2021/22. I cacciatori hanno tutto  il tempo di smaltire ora le vecchie  cartucce e prepararsi per la prossima stagione “lead free.» commenta il WWF.

Marco Pisano

Sono Marco, un quasi trentenne appassionato di musica, lettura e agricoltura. Da tre e più anni mi occupo di difesa ambientale e, grazie a Libero Pensiero, torno a parlarne nello spazio concessomi. Anch'io come Andy Warhol "Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare". Pace interiore!

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