L'Associazione Cattolici Vegetariani promuove una Pasqua alternativa
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Si avvicinano le festività pasquali e per i cristiani è consuetudine cibarsi dell’agnello. L’uccisione di questo animale sta a simboleggiare l’atto compiuto dallo stesso Gesù che si sacrifica per gli uomini e li purifica versando il suo sangue. Ma in vista di tale ricorrenza religiosa c’è chi si dissocia da questa tradizione, non trovando in essa alcuna giustificazione teologica. Abbiamo intervistato così la presidentessa dell’Associazione Cattolici Vegetariani, Marilena Bogazzi, con la quale abbiamo discusso dell’abitudine alimentare partendo da un’angolatura differente.

Marilena Bogazzi, ci parli delle origini dell’Associazione Cattolici Vegetariani. Come è nata e di cosa si occupa attualmente?

«Associazione Cattolici Vegetariani nasce nel 2009 per riunire tutti coloro che vivono il carisma dell’amore nei confronti del creato come conseguenza dell’Amore per il Creato e che sentono la scelta vegetariana come intimamente collegata alla vocazione cristiana, convinti che il concetto di “prossimo” si possa estendere a ogni essere vivente».

Si avvicina la Pasqua e per il cristianesimo non è possibile fare a meno di mangiare l’agnello. Quale è il motivo principale per cui l’Associazione Cattolici Vegetariani decide di rivedere le tradizioni cattoliche di tipo alimentare?

«Non c’è nessun senso cristiano nel celebrare la Pasqua uccidendo agnelli. Prima di tutto perché il cristianesimo ha cancellato qualsiasi tipo di sacrificio animale; Gesù stesso ha scelto – a dirlo è stato Benedetto XVI – di non mangiare l’agnello per la sua ultima cena: sarebbe stata usanza ebraica del suo tempo consumare l’agnello, mentre lui scelse di celebrare l’ultima cena in quartiere esseno: gli esseni erano vegani, rifiutavano i sacrifici animali già all’epoca e nei loro quartieri non poteva scorrere sangue animale né si poteva mangiare carne. Pensa sia un caso? Per celebrare la Pasqua in modo cristiano occorre nutrirsi dell’Eucarestia, non della carne di cuccioli di pecora».

L’Associazione Cattolici Vegetariani considera fondamentali determinati passi dei testi sacri per spiegare la propria scelta alimentare?

«Ci sono tantissimi passi nella Bibbia che supportano la scelta cristiana, il principale è il “comando al vegetarianesimo” costitutivo dell’essere umano fin dalla sua creazione descritto chiaramente in Genesi 1,29: “E Dio disse: ecco, Io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo“ (Gen 1,29), questo perché in origine non era contemplata la violenza, essendo l’essere umano creato a “immagine e somiglianza di Dio” che è Amore».

Come vedono le altre correnti all’interno della Chiesa cattolica la vostra scelta di essere vegetariani? Qual è il vostro rapporto con loro?

«La Chiesa è universale e comprende numerosi carismi particolari, probabilmente non tutti hanno compreso appieno le nostre motivazioni, alcuni hanno anche criticato ma va bene, il dialogo è sempre positivo. In generale comunque la Comunione ecclesiale riesce a superare i differenti punti di vista, perché uniti da Qualcuno di più grande. Noi siamo disponibili al dialogo con tutti».

Possiamo definire l’Associazione Cattolici Vegetariani come un attore religioso progressista all’interno della Chiesa cattolica?

«Ricorderò sempre che un caro amico Vescovo ha definito la nostra associazione come “profetica”; progressista non saprei, dipende cosa intendiamo: il vegetarianesimo è sempre stato presente nella tradizione cristiana, basti pensare che i Padri della Chiesa furono tutti vegetariani e che uno di questi, San Girolamo, il traduttore della Bibbia, scrisse un intero testo sul vegetarianesimo arrivando a dire che l’alimentazione carnea era incompatibile con una vita cristiana… e parliamo del IV secolo d.C.».

Viste le vostre posizioni etiche in merito all’alimentazione, esiste qualche legame tra l’Associazione Cattolici Vegetariani e l’animalismo politico?

«Non so di preciso in che termini intende “animalismo politico”, so per certo che siamo molto felici quando incontriamo persone, gruppi, movimenti che intendono tutelare la vita animale e con tutti coloro che ritengono che il rispetto di ogni forma di vita sia un punto fondamentale di un’etica che include anziché escludere. Collaboriamo con chiunque abbia a cuore la “questione animale”, perché la riteniamo un valore universale che riguarda – e interroga – ogni essere umano indipendentemente dal resto».

Da tempo immemore, le varie interpretazioni dei testi sacri di tipo antropocentriche hanno allontanato gli animalisti dalla Chiesa cattolica. Tuttavia l’Associazione Cattolici Vegetariani dimostra che il pensiero teologico non considera necessariamente gli animali come esseri senza un’anima e per questo inferiori. Tale associazione riconosce di fatto le straordinarie capacità emotive e cognitive degli animali, in modo da ritenerli meritevoli di essere parte della storia di salvezza. Questa intervista arricchisce dunque la galassia animalista conosciuta fino ad ora, e in un certo qual modo suggerisce ai movimenti animalisti di interrogarsi in merito all’esigenza di una nuova relazione con quei fedeli sensibili alla causa animale, affinché venga raggiunto il benessere dei non umani anche attraverso l’ambito religioso.

Gabriele Caruso

Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, nutre un forte interesse verso l'antropologia culturale e la sociologia. I suoi principali temi di indagine sono l'antispecismo e le questioni inerenti all'Irlanda del Nord.

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