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Mancano pochi giorni all’uscita di “INFERNVM”: il nuovo attesissimo album di Murubutu e del suo collega e amico Claver Gold, per la prima volta impegnati nella realizzazione di un intero progetto a quattro mani. L’inaspettata unione avverrà nel nome della Poesia: stando infatti alle anticipazioni rilasciate dai due rapper, sarà un concept album riguardante l’Inferno dantesco, uscirà il 25 marzo e sarà pubblicato da Glory Hole Records. Si tratta di una data tutt’altro che casuale: secondo gli studiosi la celebre discesa agli Inferi di Dante Alighieri cominciò infatti proprio il 25 marzo 1300, tanto che a partire da quest’anno, proprio in quel giorno, si celebrerà il Dantedì, giornata nazionale dedicata al Sommo Poeta.

INFERNVM, il nuovo album di Murubutu e Claver Gold
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Insomma una vera chicca per i fan di questi due artisti, da sempre contraddistinti da un amore viscerale verso la Letteratura e da molti considerati fra le più abili penne del panorama musicale italiano contemporaneo. Due stili diversi ma complementari, accomunati dall’utilizzo di un lessico mai banale e da una precisione descrittiva senza pari. È per questo lecito aspettarsi, perlomeno relativamente al mondo hip hop, uno degli album più interessanti del 2020, considerato che i due non sono affatto nuovi a collaborazioni in grado di toccare vette difficilmente superabili in fatto di storytelling.

La prima di queste risale al 2012 ed è La rana e lo scorpione: reinterpretazione in chiave umana della celebre favola di Esopo. La traccia fu un grande successo e mise subito in risalto la splendida capacità di Murubutu e Claver Gold di mescolare i propri stili creando un mix perfetto fra l’ineguagliabile abilità descrittiva del primo e la devastante vena introspettiva del secondo. Da lì in poi una serie di pezzi di strepitoso successo a livello underground, tanto che ormai, ogniqualvolta un featuring fra i due viene annunciato, tra i fan cominciano ad allargarsi sorrisi entusiasti.

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A maggio 2014 esce Le Sirene, pezzo contenuto in “Gli ammutinati del Bouncin’ (Ovvero mirabolanti avventure di uomini e mari)”, terzo album in studio del Professore (Murubutu, ndr): fra alte citazioni letterarie e descrizioni di una precisione disarmante, si racconta qui il delirio nostalgico di un uomo rimasto vedovo che non riesce a fare i conti con l’assenza della moglie.

Nel 2015 è la volta de L’amica di Annalisa: un toccante ritratto della depressione, nel quale la prima strofa di Murubutu annuncia i primi sintomi della malattia che colpisce Annalisa e che, atteggiandosi da amica le “posa la mano fredda sulla testa” iniziando a colorarle di nero le giornate. Si tratta però di una falsa amica, e infatti la seconda strofa di Claver descrive lo straziante tracollo della protagonista che non trova più appigli e cede agli antidepressivi sotto i colpi di “pensieri che pesano e le tengono la testa bassa”.

Nel dicembre del 2016 il duo si ricompone nell’album “Dead Poets” di DJ Fastcut e dà vita a Per non guardare indietro, pezzo nel quale il Professore compare solo con una breve introduzione per lasciare poi il racconto fra le mani di Claver che, col suo tipico stile schietto e ricco di metafore dipinge una faticosa storia di immigrazione ambientata fra la Sicilia e gli Stati Uniti.

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A Novembre 2017 Murubutu offre la sua cupa e misteriosa voce per comporre Dies Irae: il primo pezzo di Requiem”, l’autobiografico album di Claver Gold. A dimostrazione del legame di amicizia fraterna che lega i due, questa traccia aprirà tutti i concerti del “Requiem tour” del rapper ascolano, stendendogli un tappeto rosso sonoro per ogni ingresso sul palco e creando un’atmosfera quasi tribale ad ogni data.

L’ultima collaborazione, nonché, se mai ce ne fosse bisogno, la definitiva conferma di quanto i due sappiano unirsi a creare poesia totale, risale a febbraio 2019 all’interno di “Tenebra è la notte e altri racconti di buio e crepuscoli”, quinto e ad oggi ultimo album in studio di Murubutu. Si tratta dell’ottava traccia, Le notti bianche: reinterpretazione in chiave contemporanea dell’omonimo racconto di Fedor Dostoevsky, uno dei punti di riferimento letterari del Professore. Nel brano, forse il più riuscito dei due, viene tratteggiato lo slancio romantico e quasi ossessivo di un uomo solo che, in preda a un turbine di emozioni e ricordi, si mette a cercare in giro per la città, di notte, la donna di cui è misteriosamente innamorato. Ma i ricordi e le proiezioni mentali possono ingannare e così, quando finalmente riesce ad incontrarla e tutto sembra risolversi, “non esiste realtà che resti all’altezza del sogno, lei non sarebbe stata più quella più bella del solo ricordo”. La disillusione prende il sopravvento e il protagonista sceglie di tornarsene a casa.

"INFERNVM": Murubutu e Claver Gold insieme nel nome della Poesia
fonte: lostingroove.com

All’interno di una scena come quella hip hop, non di rado interessata da dissing e vane liti fra presunti artisti più attenti a far parlare di sé piuttosto che alla qualità dei propri testi, il simbiotico rapporto che lega questi due maestri della parola, nonché le tematiche da loro prese in esame nei testi sono qualcosa di quantomeno inconsueto. Fra Murubutu e Claver Gold sembrano esserci – più che un’affinità data dal modo di vestire o da altri parametri puramente estetici – una profonda interiorità condivisa e un’intesa totale sulle ambizioni narrative che il rap può avere, considerato quest ultimo, lontano anni luce dai cliché che solitamente lo rivestono, come uno strumento che si addice perfettamente a raccontare e reinterpretare storie di fantasia o, più spesso, estrapolate dalla Storia e dalla Letteratura. Occhi puntati quindi al 25 marzo, quando “INFERNVM” vedrà finalmente la luce interrompendo così un’attesa che tra i fan inizia a farsi estenuante.

Daniele Benussi

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