“Casa nostra” di Leiner, l'adozione raccontata in note
Fonte: Red&Blue Music Relations

La genitorialità adottiva presuppone piena capacità di mettersi in gioco e grande entusiasmo al fine di costruire un rapporto biunivoco di reciproca scoperta dall’immenso e inestimabile valore. L’incontro tra l’adottato e i genitori adottivi e l’intero processo di adozione devono essere pertanto riconosciuti, per i soggetti coinvolti, come una profonda occasione di rinascita interiore che si concretizza nel momento del varcare insieme per la prima volta l’uscio di casa sino all’approdo del minore all’età adulta e alla conseguente maturità.

Accogliere un figlio nato da altri con le sue caratteristiche di imprevedibilità e alterità dettate dal precedente vissuto psichico e corporeo, riuscire ad abbattere eventuali diversità e conflitti dovuti alla scarsa conoscenza iniziale e ad erigere, passo dopo passo, una solida relazione d’amore coinvolge componenti emotive, cognitive, psicologiche, affettive e comportamentali non indifferenti.

Le innumerevoli sfumature e i significati più reconditi e autentici che stravolgono felicemente le vite di chiunque scelga il percorso dell’adozione sono tematiche, ahimè, affrontate ben poco, specialmente in ambito musicale. Con il nobile intento di mettere nero su bianco il proprio passato, di raccontare la propria esperienza e di palesare la più profonda gratitudine nei confronti dei genitori adottivi che lo hanno accolto con gioia, Leiner ha recentemente pubblicato un inedito dall’emblematico titolo “Casa nostra”, disponibile a partire dal 18 dicembre in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali.

Il videoclip ufficiale dell’ultimo inedito di Leiner “Casa nostra”

Desideroso di trascinarci nel suo mondo interiore e di renderci partecipi di qualche curiosità in merito “Casa nostra”, l’ultimo dei suoi singoli ad oggi usciti, Leiner ha gentilmente concesso un’intervista ai nostri microfoni:

Ciao Leiner, ti ringraziamo per la tua disponibilità. Nel corso di quella che finora è stata la tua esperienza in ambito musicale, hai avuto modo, nonostante tu sia rimasto sempre e comunque fedele a te stesso, di calarti in molteplici vesti. Alla luce di ciò, quali caratteristiche attribuisci alla tua figura artistica?

«Sono ampiamente grato alla vita: le varie opportunità che mi ha riservato sono state molto utili al fine di trasporre in musica i miei messaggi. In questo dato momento, non saprei descrivere con precisione la mia persona; quel che sento è di aver appreso diverse nozioni, sia per quanto concerne l’ambito musicale che per quanto riguarda l’analisi delle situazioni che si presentano nell’arco della mia quotidianità. Provo un profondo benessere personale: il sentirmi allineato con me stesso, si ripercuote anche nel rapporto che ho con chi mi circonda e, più in generale, con l’altro.»

Per chi ama le parole, la loro musicalità e i loro accostamenti, le canzoni rappresentano un mondo affascinante e ricco di suggestioni. Qual è la tua opinione in merito? Quale significato ha per te la musica?

«Considero le parole del testo di un brano di vitale importanza in quanto permettono di definire concetti che altrimenti sarebbero impossibili da comunicare: esse sono la chiave per avvicinarci reciprocamente e rievocare esperienze del proprio vissuto emotivo, sensazioni e ricordi che ci fanno sentire vivi e presenti. A mio parere, è proprio nel testo di un brano che risiede l’originalità del prodotto musicale. Non mi reputo particolarmente poetico, ma fatto sta che nelle canzoni che scrivo cerco di tirare fuori quanto mi porto dentro. L’obiettivo che mi pongo è quello di riuscire ad arrivare dritto al cuore dell’ascoltatore utilizzando un linguaggio accessibile ai più.»

La scelta di attingere, pur proponendo un moderno elettro-pop, ad elementi sonori tradizionali nella tua canzone fresca d’uscita “Casa nostra” è dettata unicamente dal gusto personale oppure c’è dell’altro?

«Personalmente sono molto aperto alla sperimentazione sonora. Come già sottolineato all’inizio dell’intervista, trovo molto stimolante avere molteplici strumenti da utilizzare: più ingredienti ci sono da riporre nel pentolone in fase compositiva, più il piatto da servire risulta completo ed appetitoso. Sono dell’idea che ogni elemento di una canzone necessiti di ciò che io chiamo “vibrazione emotiva”:  in riferimento al mio ultimo singolo “Casa nostra”, la parte gospel è stata inserita per far comprendere la gratitudine per quanto mi ha trasmesso la mia famiglia adottiva.»

Far emergere attraverso un brano musicale ricordi passati, seppur non troppo remoti, non è un processo così immediato come si suol credere: tra il linguaggio interiore della memoria e quello esteriore della narrazione in note c’è un costante rapporto dinamico. Detto questo, come sei riuscito a trasmettere, senza cadere nella banalità, in “Casa nostra” quanto di più intrinseco ti porti dentro della tua adozione?

«La musica, soprattutto quella leggera, presenta alcuni schemi prestabiliti: bisogna saper porre un sorta di filtro tra i pensieri e la forma più adatta per palesarli. Trovare, come si suol dire, le parole giuste per sviluppare un certo tipo di tematiche, specialmente se queste ti toccano nel profondo dell’animo, richiede uno sforzo non da poco; il rischio di risultare banali e non veritieri è dietro l’angolo.»

Allo sviluppo sociale dei minori concorrono sia il rapporto con i propri genitori che il rapporto che si andrà successivamente ad instaurare con i propri pari. Quanto ti ritieni fortunato ad avere una famiglia che ti ha sempre amato e supportato in ogni tua scelta?

«In diverse occasioni, ho avuto la prova che il rapporto con la propria famiglia è un aspetto non da sottovalutare, in quanto fondamentale per la propria crescita. L’aver vissuto questo legame in maniera particolare rispetto ad altri, non ha fatto altro che rafforzarlo. Onestamente, se sono chi sono oggi, devo gran parte dei meriti a miei genitori adottivi: mamma Gloria e papà Francesco mi hanno fatto sempre sentire a casa, fornito un grandissimo supporto e teso la mano nel momento del bisogno. È a dir poco meraviglioso avere accanto qualcuno che ti ricordi le tue origini, che ti tenga coi piedi per terra e che ti doni amore incondizionato.»

Vincenzo Nicoletti

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