Se l'intelligenza artificiale (AI) diventa parte del programma politico delle Elezioni 2022
Ricostruzione delle proposte programmatiche contenute nei programmi politici verso le Elezioni 2022 in materia di intelligenza artificiale

Tutti gli schieramenti in corsa per le prossime Elezioni politiche 2022 hanno inserito all’interno del proprio programma politico l’implementazione delle ICT per il miglioramento delle condizioni materiali di vita e d’impresa. In linea con i processi di digitalizzazione, già in corso in ampi settori quali la Pubblica amministrazione, il piano programmatico dei candidatǝ comprende riferimenti espliciti e/o velate allusioni all’intelligenza artificiale (AI).

L’influenza non sorprende, viste le potenzialità associate allo strumento e l’allenamento sul tema arriva dal complesso lavoro di regolamentazione avviato in seno al Parlamento europeo, su cui nessuno resta in disparte. Emerge un consenso generale sul ruolo guida dell’Unione europea nella trasformazione e, ancor di più, nella regolamentazione del digitale e della tecnologia, la cui centralità sembra armai alla portata di tuttǝ.

L’AI nel programma del Centro-destra

All’interno dell’Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra verso le Elezioni 2022 troviamo il supporto all’imprenditoria giovanile, incentivi alla creazione di start up tecnologiche e a valenza sociale e, nel capitolo sulle infrastrutture strategiche, il potenziamento e lo sviluppo delle infrastrutture digitali, oltre all’estensione della banda ultralarga in tutta Italia.

Scompare dal programma elettorale di Fratelli d’Italia l’intelligenza artificiale, presente, invece, all’interno degli “Appunti Per Un Programma Conservatore” in più punti, dove era possibile trovare proposte come:

  • «Attivare un sistema di intelligenza artificiale per la collocazione e la formazione attiva. Va costruito un sistema organizzato, oggi inesistente che deve rientrare in un programma di politiche attive basato su un sistema di intelligenza artificiale che a regime rintracci l’elenco dei giovani che terminano ogni anno le scuole superiori e l’università e li agganci a imprese del settore, agenzie per il lavoro e centri per l’impiego, attivando un sistema concorrenziale tra gli operatori che avranno una dote finanziaria ingente per la loro collocazione», nonché sottoporre «costantemente (financo tutti i giorni) le persone prive di lavoro ad un obbligo formativo permanente». «Il giovane non potrà più scegliere se lavorare o meno, ma è vincolato ad accettare l’offerta di lavoro per sé, per la sua famiglia e per il Paese, pena la perdita di ogni beneficio con l’applicazione anche di un sistema sanzionatorio» – si legge, in grassetto, nella versione originale.

Resta, tuttavia, presente e probabilmente correlata agli auspici di Atreju la volontà di agire e promuovere la formazione e l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro (“rilanciare, con adeguate tutele, gli strumenti del contratto di apprendistato e dei tirocini“); così come anche il processo di riforma delle politiche attive per il lavoro (“riorganizzare e rafforzare il sistema dei servizi per l’impiego e gli altri strumenti, pubblici e privati, di intermediazione tra domanda e offerta; coinvolgere maggiormente il sistema dell’istruzione superiore e universitaria e delle imprese“). Nonché la possibilità di utilizzare pienamente le “risorse europee destinabili alla formazione professionale e alle politiche attive del lavoro“.

L’intelligenza artificiale è largamente presente nel programma elettorale della Lega, frutto della presenza dell’eurodeputata Alessandra Basso all’interno della Commissione AIDA del Parlamento europeo:

  • «Favorire, anche mediante incentivi fiscali, le attività di ricerca, sviluppo e innovazione da parte delle imprese e incentivare l’attività di studio e sperimentazione nei seguenti settori: (tra gli altri, ndr) telemedicina, data analytics, intelligenza artificiale, digital health, bioingegneria, biotecnologie e dispositivi medici e sanitari»;
  • «Dal 2018 l’Italia sta sperimentando (progetto Lega) e sviluppando nuove tecnologie satellitari (satelliti, droni, intelligenza artificiale, uomo) per la sicurezza e la manutenzione programmata dei siti culturali»;
  • «L’innovazione deve essere governata e regolata con competenza e responsabilità. Appuntamenti importanti a livello europeo attendono anche l’Italia: la regolamentazione dei mercati e dei servizi digitali, nuove norme per le comunicazioni elettroniche, la definizione dell’altruismo digitale per la condivisione di dati dal pubblico al privato, un Data Act in grado di rivoluzionare il concetto stesso di privacy nella dimensione digitale. Questi atti normativi e soprattutto un inedito regolamento dell’Intelligenza Artificiale non possono essere deliberati in Europa con leggerezza. Il contributo italiano dovrà essere quello di sottolineare e prevenire i rischi e gl’impatti per i diritti e le libertà dei cittadini, specialmente per quanto concerne la privacy e la protezione dei dati personali, da affidarsi ad una governance effettiva, scrupolosa ed indipendente. Una via mediterranea alla digitalizzazione deve essere pensabile e possibile anche per consentirci una protezione strategica e pedagogica su aree geografiche che possono necessitare di un’alternativa italiana che promuova, sicurezza, libertà e diritti a nuove forme di colonialismo tecnologico da parte di poteri statali, ma anche privati»;
  • «Introdurre l’uso dell’Intelligenza Artificiale (AI) nella PA, per automatizzare molti processi decisionali basati su semplici procedure di scelta del tipo “Sì/No”».

Infine, Forza Italia parla di AI verso le Elezioni 2022 con riferimento all’innovazione del sistema di produzione aziendale (“acquisizione di tecnologie funzionali a spostare l’intelligenza del sistema hardware e software-embedded AI dentro l’impresa; aumento della dotazione del Fondo per favorire lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di Intelligenza Artificiale, Internet of Things e Blockchain per filiere produttive italiane“) e della scuola (“introduzione del coding e della didattica digitale, con copertura con la banda larga“). Ritroviamo, altresì, l’argomento nel capitolo del programma dedicato al Sud come “Cantiere di innovazione della Giustizia” con la proposta di: «Incrementare l’informatizzazione, le infrastrutture digitali e le risorse materiali degli uffici giudiziari, potenziando ed innovando i sistemi informativi ministeriali ed introducendo strumenti di intelligenza artificiale».

L’AI nel programma del Centro-sinistra

Il Partito democratico, a firma Marianna Madia, sostiene che il primo algoritmo sia l’essere umano, per cui «L’Italia deve esercitare un ruolo primario nella rivoluzione digitale, in particolare per quanto riguarda l’intelligenza artificiale e la robotica».

Nel programma ufficiale, l’intelligenza artificiale compare due volte, con il medesimo approccio rappresentato nella Commissione AIDA del Parlamento Europeo dall’eurodeputato Brando Benifei:

  • «Vogliamo proteggere il diritto delle persone a esprimersi liberamente in uno spazio digitale sicuro. Vogliamo che sia garantita la trasparenza sui dati e sui contenuti intermediati dalle grandi piattaforme online. Vogliamo garantire agli utenti dei servizi digitali, nel solco delle normative europee, una piena cittadinanza digitale, un efficace controllo dei propri dati personali, insieme a un’efficace regolazione contro gli abusi delle applicazioni dell’intelligenza artificiale, contro le interferenze delle strategie di disinformazione, contro forme di tracciamento e di riconoscimento biometrico o l’uso di software di sorveglianza».
  • «Dobbiamo affermare, seguendo le linee delle recenti normative europee, il diritto al pieno controllo economico dei propri dati acquisiti dalle piattaforme digitali per il loro utilizzo nell’erogazione dei relativi servizi. Ciò vale per i cittadini ma anche per i lavoratori e le lavoratrici delle piattaforme. Intendiamo inoltre regolamentare l’utilizzo di big data e dell’intelligenza artificiale: tale impiego deve trovare un limite nel rispetto della privacy e della sicurezza delle persone che porti a vietare l’uso sistematico di software di sorveglianza, il riconoscimento biometrico dai luoghi pubblici, l’impiego di sistemi di scoring sociale basati sui dati personali; l’impiego di sistemi di riconoscimento emotivo, l’adozione di tecnologie digitali dai comprovati effetti discriminatori. Riteniamo essenziale promuovere un approccio critico al digitale nel ciclo dell’istruzione, a partire dall’educazione civica digitale fino alla digital literacy e all’educazione sull’uso del dato, all’impiego di elementi di informatica di base, alla difesa dalla disinformazione…».

Alleanza Verdi-Sinistra non menziona l’AI nel suo programma, ma tocca spesso il tema del digitale in materia di scuola, lavoro e famiglia: «Il tempo per la cura di sé, degli affetti, degli ambienti, per lo sviluppo della propria cultura e dei propri talenti deve diventare l’orizzonte in cui ripensare tutto il lavoro anche attraverso l’uso responsabile delle nuove tecnologie soprattutto nell’ambito del digitale»; «Far fronte a cambiamenti, come quelli determinati dall’era digitale, che stravolgono completamente il rapporto di tutti e di tutte con la conoscenza e con le relazioni umane...». Tra gli obiettivi di medio termine figurano le azioni giuridiche per il Riconoscimento Internazionale delle nuove leggi della robotica.

Più Europa non parla esplicitamente di intelligenza artificiale nel suo programma elettorale “Una Generazione Avanti“, ma esprime l’urgenza di incentivare la formazione su competenze “hard” per il mercato del lavoro, quale il digitale; si propone «l’affidamento anche a soggetti privati della gestione di siti culturali» perché «la concorrenza porta alla scelta di strategie utili ad accrescere la praticità e fruibilità dei beni culturali, come per le tecnologie digitali di cui l’area si avvale, l’accessibilità dei percorsi e la pubblicazione di risorse»; infine, l’estensione dei diritti politici grazie al digitale e una particolare attenzione alla fiscalità internazionale con un posizionamento sulla tassazione delle imprese extraunione.

L’AI nel programma del Movimento 5 Stelle

Nel capitolo “Dalla parte delle nuove tecnologie per un Paese digitale e moderno” del programma del M5S compare l’intelligenza artificiale, al fine di «definire un piano industriale basato sulle tecnologie strategiche per il futuro: come manifattura digitale, fintech, valute digitali, intelligenza artificiale e robotica, agrifoodtech, aerospazio, web3, semiconduttori, scienze della vita, creazione di contenuti digitali, metaverso, fino ad arrivare a frontiere come nanotecnologie e quantum computing». Nel periodo più caldo della campagna elettorale, in fase di posizionamento, Giuseppe Conte ha attaccato pubblicamente Giorgia Meloni per la proposta di Atreju sull’utilizzo dei dati personali dei giovani provenienti dagli istituti di formazione per la collocazione lavorativa in impresa. È stato ripreso da DataPizza, con l’intento di chiarire che un punto simile non sarebbe eticamente attuabile per l’incrocio di dati formalmente non oggettivi come i voti.

L’AI nel programma del Terzo Polo

Il programma elettorale verso le Elezioni 2022 di Azione-Italia Viva menziona due volte l’argomento:

  • Sviluppare competenze e leadership in settori strategici. «Si intende istituire un fondo pubblico/privato per le tecnologie deep tech, incluse le Digital Ledger Technologies (più conosciute come blockchain) con modello di bandi e gestione fondi tipo DARPA statunitense. Sulla sfida dell’intelligenza artificiale, prendendo spunti da altri Paesi europei e per dare piena implementazione alla strategia italiana di IA, è necessaria un’unità dedicata nel Ministero per l’Innovazione tecnologica oltre al coordinamento interministeriale previsto dalla strategia»;
  • «La transizione digitale sta cambiando radicalmente il funzionamento delle nostre economie. L’Unione europea deve assumere un ruolo guida nella promozione di una digitalizzazione giusta e democratica e dello sviluppo delle nuove infrastrutture tecnologiche (Cloud, 5G, intelligenza artificiale), per assicurare la creazione di nuovi posti di lavoro sicuri e competitivi e per sostenere le imprese nell’integrazione delle nuove tecnologie. In questo contesto, la piena implementazione della Legge europea sui mercati digitali e della Legge sui servizi digitali risulta prioritaria».

Sara C. Santoriello

5 x mille Survival
Giornalista pubblicista, aspirante politologa. Mi alimento di dubbi e curiosità. Sono una femminista lonziana, appassionata dell'aspetto Social nei Media. Scrivo di Politica, Genere, Etica e Tecnologie. Coordino la sezione Femminismi per Libero Pensiero. PhD Student in Scienze Sociali e Statistiche all'Università di Napoli "Federico II".

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