Il vischio, il pettirosso e l'albero: le leggende di Natale

Nel periodo più magico e suggestivo dell’anno, non mancano racconti, fiabe e leggende. Natale è sinonimo di famiglia, amore e affetto e in particolar modo i più piccoli sono desiderosi di aprire le orecchie e osservare tutto ciò che accade. Quali sono le leggende più suggestive che richiamano i bambini all’attenzione? Quella della nascita del vischio, del pettirosso e dell’albero di Natale.

 La leggenda del vischio

Il vischio è uno dei simboli del Natale e si utilizza per decorare le case di tutto il mondo: sotto il vischio, gli innamorati si scambiano un bacio come simbolo del loro amore. La nascita del vischio è legata alla leggenda di un vecchio mercante che viveva da solo, senza moglie e senza amici, senza alcun tipo d’affetto.

Una fredda notte invernale, il vecchio mercante non riuscendo a dormire, decise di uscire e di andare in giro per i boschi. Durante la passeggiata notturna incontrò uomini, donne e bambini che erano tutti diretti verso lo stesso luogo. Qualcuno si avvicinò a lui chiamandolo “fratello” e invitandolo a seguire la calca: ma quell’appellativo non gli era consono. Da buon mercante era estremamente convinto che non esistessero fratelli, ma solo clienti che rappresentavano la sua unica fonte di guadagno. Tutto d’un tratto, il suo cuore gli suggerì di unirsi alla folla. La decisione era nata da un forte esame di coscienza, da un’analisi approfondita che lo aveva condotto ad una sola conclusione: tante volte, con i suoi clienti, aveva suscitato sentimenti di pena e di compassione; aveva aumentato i prezzi e aveva speculato sui più poveri. 

Unito e in compagnia di tante persone, il vecchio mercante arrivò alla Grotta di Betlemme: era il giorno di Natale ed era nato Gesù bambino. Ognuno di loro, dal più ricco al più povero, aveva portato qualcosa in dono al Bambinello: tutti, tranne che lui. Così, accovacciato all’ingresso della grotta e in lacrime, il vecchio mercante chiese a Gesù di perdonarlo per tutto il male che aveva commesso e per aver trattato male quelli che per lui erano clienti, ma in realtà erano i suoi fratelli. Piangendo si appoggiò ad un albero e le sue lacrime diedero vita al vischio. Ecco perché il vischio è uno dei simboli natalizi.

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Il vischio

La leggenda del pettirosso

Un altro racconto affascinante è la leggenda del pettirosso: il suo intento è quello di piegare perché le piume di questo uccello meraviglioso sono rosse e perché la sua nascita è correlata al Natale. 

Durante la notte di Natale, nella grotta di Maria, Giuseppe e Gesù, il fuoco si stava spegnendo: la preoccupazione era quella di riscaldare il piccolo Bambinello appena nato. Nella grotta si era intrufolato un uccellino marrone che era così contento di essere lì che non sarebbe andato via per nessuna ricchezza in cambio. 

Quando il fuoco stava cominciando a spegnersi, il pettirosso spiccò il volo e si avvicinò alla brace: cominciò a battere e a muovere le ali per ravvivare il fuoco. L’uccellino cominciò a diventare rosso per il calore del fuoco: poteva abbandonare quel posto, ma cominciò a pensare al freddo che poteva nuocere al bambinello e scelse di continuare a stare lì. Finalmente il fuoco era tornato alto e vivo: il pettirosso si voltò verso la mangiatoia e vide il sorriso di Gesù bambino che finalmente si stava riscaldando. Il suo cuore era colmo di gioia e felicità: il suo colore in petto è rimasto rosso. Ecco perché il pettirosso è il simbolo della devozione al bambin Gesù. 

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Il pettirosso

La leggenda dell’albero di Natale

Senza ombra di dubbio, il simbolo del Natale è l’albero decorato: palline, luci, angioletti e nastrini di ogni specie sono gli addobbi preferiti. La leggenda in questione è una delle più commoventi, perché è il simbolo della solidarietà e della carità verso il prossimo. 

Era giunto il giorno della vigilia di Natale: un piccolo boscaiolo, figlio di umili contadini, uscì di casa dopo aver pranzato per andare a recuperare nel bosco un ceppo di quercia utile ad accendere il camino. Ma la notte sopraggiunse presto e il boscaiolo si perse senza riuscire a trovare la strada di casa: allora scelse di trovare un posto per passare la notte nel bosco. La luce della luna illuminava solo alberi spogli: non c’erano grotte o capanne per stare al caldo e per ripararsi dalla neve che candida cominciava a scendere dal cielo. Le lacrime cominciarono a scendere e i suoi pensieri erano rivolti ai suoi genitori, ai regali e alla cena di Natale. Finalmente il boscaiolo aveva trovato un posto dove riposare: era un abete grande, con delle radici possenti che divennero il suo cuscino per dormire e passare la notte.

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L’albero di Natale

L’abete, commosso e intenerito dal boscaiolo, decise di avvolgere i suoi rami intorno al gelido corpo del piccolo per infondergli calore e affetto. Il giorno di Natale, tutto il villaggio si mobilitò alla ricerca del figlio dei due contadini che era ancora lì, protetto dal calore dei rami dell’albero. Per festeggiare il suo ritrovamento, l’albero fu addobbato con tutto ciò che avevano a disposizione: sciarpe, cappelli e guanti che con il tempo sono diventati nastri, palline e festoni natalizi. Era nato l’albero di Natale. 

Arianna Spezzaferro

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Arianna Spezzaferro, nata a Napoli il 12/04/1993, è laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Amante della cultura umanistica, della filologia romanza e della lettura, aspira a diventare un'insegnante di Letteratura italiana, perché crede fermamente di poter trasmettere, in futuro, ai suoi alunni l'interesse vivo per tale disciplina. Attualmente scrive per Libero Pensiero News come coordinatrice della sezione Cultura e delle rubriche.