UE, Italia: un'altra procedura di infrazione per la scarsa qualità dell'aria
Foto Claudio Furlan - LaPresse 08 Gennaio 2020 Milano (Italia) cronaca Conferenza Panoramiche della città di Milano avvolta dallo smog, dal 39esimo piano del Palazzo della Regione Lombardia Photo Claudio Furlan/Lapresse 08 January 2020 Milan (Italy) Pollution of the metropolitan area of Milan as seen from the 39th floor of Regione Lombardia

L’Italia e in particolare le regioni del nord continuano a fare i conti con picchi di inquinamento oltre i limiti di legge. A soffocare maggiormente sono soprattutto i grossi centri urbani come Torino, Roma, Napoli, Milano dove la percentuale di vettori inquinanti (per intenderci: auto ed edifici) che emettono in atmosfera polveri sottili sono più numerosi e dove le conformazioni dei territori non permettono un buon ricircolo dell’aria. Lo sforamento in questione non è passato inosservato: l’UE infatti ha avviato un procedimento volto a sanzionare l’Italia per scarsa qualità dell’aria.

UE, Italia: un'altra procedura di infrazione per la scarsa qualità dell'aria
Lo smog su Torino. Fonte foto: La Stampa

Procedura di infrazione per l’Italia

In questo anno influenzato dalla pandemia da Covid-19, l’Italia ha quindi subito una procedura di infrazione dalla Commissione Europea per eccessivo inquinamento. La normativa europea in merito al tema della qualità dell’aria fissa il limite per i PM10 a 50 µg/m3 (microgrammi per metro cubo) per metro cubo e 25 µg/m3 per i PM2.5 e inoltre prevede un massimo di massimo 35 sforamenti per ogni anno. Le città italiane come il capoluogo sabaudo e quello meneghino superano di molto il limite dei 35 giorni ammessi dalla legge in questione.

L’esposizione al materiale particolato può influire negativamente sulla funzione polmonare e causare o aggravare malattie cardiovascolari e respiratorie, infarti cardiaci e altre malattie. In UE, ogni anno, perdono la vita a causa dell’inquinamento atmosferico quasi 350.000 persone. I pericoli dovuti all’inquinamento dell’aria non sono solo un male per la salute, ma anche per le casse dello Stato che deve sborsare, ogni anno, ingenti quantità di denaro per la cura di quei cittadini vittime delle emissioni nocive.

Azioni per limitare e ridurre le polveri sottili in UE

Le azioni utili alla purificazione dell’aria sono molteplici: rigenerazione urbana per rendere più efficienti gli edifici più vecchi, un imponente piano di forestazione urbana, riduzione dell’uso dell’auto, creazione di tetti verdi, uso delle energie rinnovabili per la produzione di energia elettrica. Fortunatamente, nel corso degli anni, la cultura ambientalista è cresciuta in ogni parte del globo, soprattutto a causa delle sempre più evidenti conseguenze del cambiamento climatico. Questo ha permesso di cambiare alcune punti di sviluppo nell’agenda politica di tanti Paesi e in tante città. Nella capitale francese ad esempio la Sindaca Anne Hidalgo, rieletta lo scorso mese di giugno con l’appoggio dei Verdi, ha promesso che creerà nuove foreste urbane per migliorare la qualità della vita, per ridurre le ondate di calore e per assorbire le polveri sottili dannose per la salute. Oltre a ciò la prima cittadina di Parigi ha tra i suoi obiettivi l’idea di rendere la città 100% ciclabile e limitare fortemente l’uso delle auto.

Azioni concrete, dunque, che stanno prendendo piede (con molta più fatica) anche in tante città d’Italia come Torino e Milano. Proprio in quest’ultima è partito il progetto ForestaMi che ha come obiettivo la piantumazione di 3 milioni di alberi. E’ scientificamente provato che gli alberi sono ottimi filtri in grado di migliorare la qualità dell’aria, di aumentare la biodiversità e di ridurre i fenomeni di ruscellamento in zone fortemente urbanizzate.

Per rendere più salubre l’aria che respiriamo è altresì importante cambiare il modo in cui noi ci muoviamo all’interno dei centri urbani, indipendentemente dalla loro estensione superficiale.

Ottavio Currà

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