Marzo 2021, con un tweet sulla sua pagina personale, Sergio Agüero annunciava il suo addio al Manchester City dopo 10 anni a difesa dei colori dei Citizens, conditi da 260 reti, 15 titoli e la consapevolezza di essere diventato una vera e propria leggenda, in un club che prima di lui aveva pochissima storia e altrettanto poco rispetto in Inghilterra. E se trovare le parole per descrivere uno degli addii più importanti degli ultimi anni è stato complicato per molti, cercarne di nuove per parlare del suo ritiro dal calcio giocato suona come una missione impossibile. Ma se ci fosse un solo termine capace di descrivere come si è conclusa la carriera del Kun, sarebbe “ingiustizia”.

La storia del Kun Agüero era arrivata ad un nuovo capitolo, chiamato FC Barcelona. Un capitolo desiderato e cercato con insistenza, per riunirsi con l’amico di una vita Lionel Messi e ricreare quella coppia vista con la maglia dell’Albiceleste (sogno che non si è realizzato, ma per ben altri motivi). Ma quella scintilla di magia che era scattata con la maglia dell’Atletico Madrid e con i Citizens non è mai scattata in blaugrana, quasi a presagire che non ci sarebbe stato un vero e proprio lieto fine. Eppure il Kun, da campione qual è, è riuscito a venir fuori da quei problemi muscolari che ne hanno minato la preparazione atletica, ed ha trovato il primo gol con il Barcelona nella partita che più di tutte conta, nel Clasico contro il Real Madrid. Ma quando la strada sembrava iniziare a mettersi in discesa, quel maledetto 31 ottobre si è messo di traverso.

La scena del Kun sofferente in campo, contro il Deportivo Alaves, è stata una pugnalata nel cuore di tutti coloro che amano questo sport, ed ha confermato quel dannato presagio che aleggiava su di lui e su quella che è stata la sua esperienza al Barcelona. L’annuncio del problema di aritmia cardiaca non solo ha portato alla memoria ciò che è successo ad altri calciatori come Daley Blind o più recentemente a Christian Eriksen, ma ha portato con sé la sensazione che l’ultima prodezza di Agüero sarebbe stata proprio quella contro i Blancos, e purtroppo così è stato.

Sergio Agüero ha ufficialmente smesso con il calcio giocato il 15 dicembre 2021. E per quanto sia bello leggere gli attestati di stima di colleghi e compagni di squadra, e vedere il suo ex allenatore Pep Guardiola volare direttamente da Manchester per essere presente nel giorno dell’annuncio, la sensazione di ingiustizia non scompare. Perché campioni di questo calibro dovrebbero poter scegliere autonomamente se e quando ritirarsi, perché nessuno dovrebbe essere privato di fare ciò che ama, qualunque cosa essa sia. E senza mentire a noi stessi, non eravamo pronti a dire addio a uno dei migliori attaccanti di questa generazione, non in questo modo, non senza vederlo spingere palloni in rete fino alla fine del suo viaggio. Ma il destino ci ha messo lo zampino, e per noi l’unica cosa che ci è possibile dire è: Gracias Kun.

Andrea Esposito

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