Agüero, Manchester City vs QPR

Come puoi riassumere la carriera di un giocatore con una sola partita? Si dice che per quanto tu possa fare nella tua vita, le persone ti ricorderanno per una e una singola cosa fatta, che essa sia buona o cattiva non importa alla memoria collettiva. Sergio Agüero è uno di quei calciatori che hanno fatto tanto nella propria carriera, dall’oro Olimpico con l’Argentina del 2008 al meraviglioso quinquennio a Madrid, con la maglia dell’Atletico, nel quale si è imposto come uno dei maggiori prospetti del calcio mondiale; eppure come fai a ripercorrere la carriera del Kun senza iniziare, come primissimo ricordo legato al suo nome, da quel fatidico 13 maggio 2012, da quel Manchester City – QPR che ha riportato il titolo sulla sponda blu di Manchester dopo quasi 50 anni?

Il tweet con cui Agüero ha annunciato l’addio al City a fine stagione.

È sempre stata incredibile l’abilità dei telecronisti inglesi di trovare le parole giuste al momento giusto, descrivendo con ammirevole maestria ciò che accade nel rettangolo di gioco. Ed è impossibile non rimanere affascinati dal meraviglioso tempismo con cui la voce di Peter Drury introduce all’azione che farà esplodere l’Etihad Stadium, semplicemente ricordando il motivo per il quale eravamo sintonizzati davanti allo schermo quel pomeriggio: “Why do you love the game?This is why you love the game“. Il Manchester United aveva appena conquistato 3 punti allo Stadium of Light di Sunderland, che avevano il retrogusto di titolo strappato ai rivali cittadini, inspiegabilmente sotto al minuto 91 per 2-1 contro un QPR avvelenato alla ricerca di punti salvezza. Poi il lampo, dal diciottesimo corner della partita, di Edin Dzeko che consegna gli spettatori a due minuti folli, che passano dal recupero di Joleon Lescott al pallone consegnato ai piedi del Kun Agüero da Nigel de Jong, con l’argentino che pesca Mario Balotelli per l’uno-due, dribbla un difensore e batte un Paddy Kenny che fino a quel momento aveva respinto almeno 10 tentativi dei Citizens di riprendersi ciò che gli era appartenuto per una stagione intera.

Agüero
Il momento del tiro per il 3-2 contro il QPR
fonte immagine: manchestereveningnews.co.uk

Ancora una volta, la voce di Peter Drury pesca la parola più giusta per descrivere il miracolo avvenuto in quel caldo pomeriggio di Manchester, con la firma del Kun Agüero ben impressa nella mente collettiva: “Staggering“, che nella nostra lingua significa sia sbalorditivo che sconvolgente. Una parola che possiamo utilizzare per riassumere quei folli 90 minuti di gioco, ma anche per descrivere l’impatto che Agüero ha avuto in questi dieci anni vissuti con il Manchester City, durante i quali è diventato il miglior marcatore nella storia del club, pronto ad agganciare o magari superare David Silva tra i giocatori con più titoli con i Citizens e soprattutto a -7 da Andy Cole per il podio dei giocatori con più reti segnate in Premier League, tutto questo con sole 265 partite giocate indossando la maglia numero 10 (dopo aver indossato per qualche anno la 16, in verità) di un club che per anni ha provato a mettersi alla pari delle Big Four, e che grazie al ragazzo di Buenos Aires si è potuta sedere al tavolo dei grandi, e non come una comparsa.

I primi 200 goal con la maglia del Manchester City di Agüero

Sarebbe anche difficile descrivere l’importanza di ogni singolo gol di Agüero per questo club. Il poker contro il Leicester del 2018 quasi alle prese con un delirio di onnipotenza, la doppietta contro lo Swansea al suo primo match o il meraviglioso gol contro lo United nel 4-1 casalingo del 2013: ogni rete è servita per dire alle squadre inglesi e non solo che il Manchester City aveva smesso di essere l’altra squadra, l’ombra di un team dalla storia troppo gloriosa e accecante per farsi notare. E con quel meraviglioso messaggio lasciato sui propri social ai tifosi ha chiuso, con la stessa innata eleganza con cui si è mosso in questi 10 anni sul campo, la sua esperienza in maglia celeste, con ancora due mesi da giocare e la chance di regalarsi un altro titolo di Premier League e magari la tanto agognata Champions League. E chissà se nel destino del Kun Agüero non ci sia un altro gol decisivo, magari della stessa importanza di quello realizzato il 13 maggio 2012, quando ha piazzato il nome del Manchester City sulla cartina calcistica del mondo intero.

Andrea Esposito

fonte immagine: premierleague.com

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