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Fonte immagine: Wikimedia.org

Lo scorso 8 novembre i cittadini americani sono ritornati alle urne per le elezioni di metà mandato, le cosiddette midterm elections. I cittadini hanno votato per rinnovare la Camera dei rappresentanti, il cui mandato dura 4 anni, un terzo dei senatori e ben 36 governatori. Una vittoria “zoppa” per i repubblicani, che speravano nella red wave pronosticata dai sondaggi; ma c’è più di un campanello d’allarme per il Presidente Biden.

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Le elezioni americane di metà mandato rappresentano un momento cruciale per il Presidente degli Stati Uniti: se il numero di eletti non corrisponde a quello del numero dei deputati uscenti, si perde la maggioranza in una delle Camere e di conseguenza, per approvare e varare riforme, la mediazione con gli avversari politici diventa indispensabile. Joe Bidenil cui indice di gradimento non è alle stelle, aveva già messo in conto la cosa, varando un numero consistente di riforme nel corso dei primi due anni.

Ciò che è accaduto al momento delle elezioni, però, era assolutamente imprevedibile. I sondaggi annunciavano che i repubblicani avevano grosse chance di ribaltare i numeri al Senato e alla Camera, così come è stato il trend degli ultimi anni che ha visto il Presidente perdere la maggioranza, e di conseguenza il controllo, almeno in una delle due Camere (per vedere un risultato positivo è necessario tornare indietro di oltre vent’anni quando l’inquilino della Casa Bianca era Bill Clinton). 

I risultati delle midterm elections: niente red wave

Le cose non sono andate esattamente come prospettavano i sondaggi: prima delle elezioni, al Senato, dove la situazione era di parità assoluta, il controllo era garantito ai democratici grazie al potere decisivo della Vicepresidente Kamala Harris, che ricoprendo la carica di presidente del Senato, poteva esercitare il “tie-breaking vote”, prendendo parte alle votazioni in caso di parità. 

A seguito delle elezioni i democratici hanno mantenuto il controllo, ottenendo un nuovo seggio in Pennsylvania da John Fetterman, a danno di Pat Toomey (ma è doveroso segnalare che manca ancora il voto della Georgia dove, vigendo un sistema elettorale maggioritario a doppio turno, è stato indetto un ballottaggio a dicembre e che, in caso di vittoria dei Repubblicani, restituirebbe la stessa identica situazione pre-voto). La Camera, invece, passa ai repubblicani con 8 seggi vinti rispetto alla situazione pre-elettorale e i democratici scesi a 212, con nove seggi in meno. 

In Florida vi è stata l’unica “red wave” repubblicana: Desantis si conferma come probabile nuovo candidato per le presidenziali nel 2024. Si tratta di una maggioranza davvero risicata, che ci fa dedurre che non ci sia nessun vincitore in queste elezioni e che, pur restituendo uno scenario migliore del previsto, costringe Biden a mantenere un delicato equilibrio fino al termine della sua non esaltante permanenza alla Casa Bianca.

Marianna De Rosa

Nasco e cresco a Napoli. Studio Giurisprudenza alla Federico II. Appassionata di diritto, politica ed esteri. Spero di aiutare a rendere il politichese una lingua comune. Tre cose che non possono mancare nella mia vita: un buon libro, un bicchiere di vino e una partita di tennis.

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