Gennaro Sangiuliano è il nuovo Ministro della Cultura

È stato nominato Ministro della Cultura da Giorgia Meloni solo da pochi giorni e Gennaro Sangiuliano, ex direttore del Tg2 e giornalista per testate di destra ed estrema destra come il Sole 24 ore e Libero, già inizia a far parlare di sé.

Fervido militante della destra estrema, Gennaro Sangiuliano rivendicò le proprie radici ideologiche qualche anno fa attraverso la pubblicazione su Facebook di una foto che lo ritrae accanto a Giorgio Almirante. La didascalia recitava, eloquente, “credo nelle mie idee”, quelle stesse idee che ha ritenuto fondamentale portare avanti durante i quattro anni di conduzione del Tg2. Sangiuliano, infatti, ha contribuito alla reinterpretazione delle idee destrorse dell’Italia di Meloni, post-postfascista, in chiave liberale e ben radicata nella storia del conservatorismo italiano e mondiale, come ha ben sottolineato Guido Caldiron nel suo ritratto del neoministro pubblicato per il Manifesto.

Sangiuliano si è anche reso protagonista, assieme a Vittorio Feltri, della scrittura di una serie di biografie dai tratti apologetici di personaggi dalla statura politica e culturale indubbiamente ambigua. Tra i suoi libri più conosciuti c’è la biografia del più grande populista americano degli ultimi dieci anni nonché fautore della aggressione antidemocratica a Capitol Hill, Donald Trump, assieme alla storia della vita di Vladimir Putin, un altro personaggio politico che ha in questo momento lo sciagurato merito di star mettendo in crisi le democrazie occidentali nel loro insieme. Sul piano culturale, invece, ampio spazio viene lasciato tra i suoi libri alla trattazione della vita di un altro fervente conservatore, Giuseppe Prezzolini: al fondatore della rivista La Voce Sangiuliano dedicò anche uno speciale televisivo, nell’ottica di una riabilitazione dei canoni della destra che quasi suona come un presagio visti gli esiti delle elezioni e la sua nuova carica da Ministro della Cultura.

E per quanto il Ministro vanti per il suo telegiornale una certa imparzialità nei tempi dedicati alle diverse forze politiche in campo, in realtà il suo orientamento politico e quello del giornale sono chiari da diverso tempo: lui stesso non ha mai fatto mistero della militanza giovanile tra i neofascisti del M.S.I. pur dichiarandosi “liberale”. Anche la partecipazione alla convention conservatrice “Italian Conservatism” organizzata da Nazione futura, un’associazione politicamente vicina al partito di Meloni, non permette alcun tipo di ambiguità sul tipo di orientamento del nostro nuovo Ministro. E le polemiche sulla sua carriera da giornalista non tardano ad arrivare: tra i primi a schierarvisi contro c’è Roberto Saviano, che ricorda la querela sporta ai suoi danni da Sangiuliano nel lontano 2018 e non esita a definirlo “mediocre giornalista e biografo inginocchiato”, ponendo l’accento sul servilismo mostrato da Sangiuliano nei confronti di uomini noti ai napoletani per i loro rapporti con la criminalità organizzata, come Mario Landolfi, Italo Bocchino, Nicola Cosentino e Amedeo Laboccetta.

Nonostante non si possa negare a Gennaro Sangiuliano una forte preparazione sul piano giuridico, vista la laurea in Giurisprudenza conseguita all’Università di Napoli Federico II, il Dottorato di Ricerca in Diritto ed Economia, un Master in Diritto Privato Europeo, infine, e Diploma IASD (Istituto Alti Studi per la Difesa), non è ben chiaro per quale motivo un giornalista così fortemente orientato in senso politico debba presiedere al Ministero della Cultura. Sebbene non si voglia qui negare l’adeguata preparazione di Sangiuliano, resta il fatto che questa si sia svolta sul piano giuridico e non culturale in senso lato, cosa essenziale per la gestione adeguata di un Ministero che si deve fare carico del nostro vasto patrimonio ambientale e culturale.

Ci si chiede, dunque, se la scelta da parte di Giorgia Meloni non sia stata dettata dalla volontà, già espressa con i sottili cambiamenti dei nomi dei ministeri, di portare a termine il suo progetto sovranista in ogni campo, e usare anche il Ministero della Cultura per diffondere la propaganda fratellista, che assume i colori di una rivendicazione patriottica, populista e neofascista. L’unica consolazione è la possibilità per i disillusi di sinistra di ricredersi: pensavamo che non ci potesse essere MiC peggiore di Franceschini, e invece…

Giulia Imbimbo

Nata a Napoli a ridosso del nuovo millennio, sono una studentessa di Lettere Moderne, divoratrice di album e libri. Credo nella capacità della cultura umanistica e dell'espressione artistica di rifondare i valori della società contemporanea.

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