Qual è il sogno di un anticapitalista? Probabilmente quello di assistere alla chiusura di una banca e al suo posto veder costruire una libreria di tre piani. Ma a Napoli tutto ciò non è un sogno, potete aprire gli occhi: il 27 febbraio verrà inaugurata la maxi libreria di tre piani “The Spark Creative Hub” nei pressi di Piazza Bovio 33, a Napoli, la quale sorgerà proprio al posto di una banca.

Quasi tutto pronto a Napoli: l’inaugurazione della libreria è alle porte, c’è tanta curiosità in giro e molte sono le aspettative, perché The Spark Creative Hub non offre solo i 20 mila libri, ma garantisce all’interno dei suoi locali spazi di co-working e sarà anche la sede di una casa editrice. Si tratta di una maxi libreria che vuole offrire di più non solo nella cura e nella progettazione di un design accogliente dell’architetta Michela Musto, ma The Spark Creative Hub sarà sinonimo di “The Spark Manker Lab”, offrendo un laboratorio digitale con stampanti 3D, corsi di fotografia e tanto altro; infatti, saranno ben 30 le attività proposte.

Fonte: “Repubblia.it”

Non basta più vendere il libro, ma forse oggi c’è bisogno di “vivere il libro” e The Spark Creative Hub dà una possibilità a Napoli: partire dai libri per offrire spunti tematici attraverso l’approfondimento ed offrendo spazi di condivisione e studio, il cui design possa attirare e creare un’atmosfera piacevole in cui trascorrere del tempo prezioso. Dal libro ai dibattiti sociali, al design e all’architettura, dalla cura delle necessità collettive alla cura per quelle individuali, dando la possibilità non solo di assimilare contenuti ma di produrli. Si tratta quindi di uno spazio che possa finalmente creare la sintesi di quanto appreso, un luogo certamente aperto alle nuove e vecchie generazioni, uno spazio da cui ricominciare e dare respiro ai progetti, alle idee.

Tante le librerie storiche che hanno chiuso in questi anni, non meno a Napoli, ma raramente accade che al posto di una banca possa sorgere uno spazio culturale o addirittura una libreria. Quante volte al posto di librerie storiche sono sorte attività commerciali di abbigliamento, fast food, umiliando la storia di certi spazi, umiliando chi ha lavorato per anni e con sacrificio ha dovuto affrontare la concorrenza indisciplinata del mercato digitale e tecnologico? The Spark Creative Hub si propone come riscatto e concorrenza legale giusta ed è sicuramente un riferimento per Napoli e per gli studenti universitari della Federico II, i quali si troveranno davvero a pochi passi dalla struttura.

Chi è l’ideatore di tutto ciò? L’ideatore del progetto The Spark Creative è Francesco Wurzburger, fondatore di altre due librerie al Vomero, che ha deciso insieme ad amici ed alcuni familiari di lanciare questa grande sfida per la città, per i suoi cittadini, per il Sud e per il mondo del lavoro. Di Wurzuburger sappiamo: “che vive da sempre un rapporto simbiotico col libro. È riuscito a fare del suo amore per quel mondo magico che è l’editoria, il suo lavoro. Ha fatto esperienza in tutta la filiera libraria maturando competenze che lo hanno portato a dirigere realtà di successo e a creare gruppi di lavoro vincenti. Sempre affascinato dalle nuove sfide lavorative, approda a The Spark con l’intento di dar vita ad uno spazio innovativo, laboratorio del libero pensiero”, quanto emerge dal sito ufficiale di The Spark.

Francesco Wurzburger è certamente l’ideatore di The Spark Creative Hub, ma tra i fondatori di questo suggestivo progetto spiccano diversi nomi, tra cui quello di Alessandro Di Rienzo che siamo riusciti ad intercettare, il quale senza mezzi termini afferma: “Molti amici mi dicono che è da folli e coraggiosi aprire una libreria di questi tempi e che è da pazzi volerci lavorare. Non lo credo francamente“, e aggiunge “Le librerie mutano nei decenni, subiscono i forti cambiamenti dei processi di produzione e di distribuzione ma resistono più dei cinema“. A chi dice che aprire una libreria di questi tempi è una pazzia, Di Rienzo risponde con una plausibile soluzione: “una libreria per vivere ha bisogno di poter far conoscere cose che un portale di vendita online non sa fare“. Allora un grosso in bocca al lupo a The Spark Creative Hub e ad Alessandro Di Rienzo che di lui dice: “Più che follia c’è della presunzione nel provarci e in questo mi ci riconosco decisamente“, in riferimento al progetto.

Bruna Di Dio

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