TUTTI PAZZI PER IL LOCO BIELSA
mondiali.it

Marcelo Bielsa, “Il Loco”, ha concluso la stagione trionfando in Championship e riportando il suo Leeds in Premiership. Sedici anni di Purgatorio, interrotto dalla sapiente guida del tecnico argentino che aggiunge quindi un altro traguardo di notevole pregio alla sua già ricca carriera.

IL TECNICO

Fin da giovane, Marcelo Bielsa ama e apprezza il calcio: pur essendo nato in un’aristocratica famiglia argentina, inizia da subito a giocare a calcio, nonostante i contrasti dei propri genitori. Da calciatore è un onesto difensore centrale, ma nonostante riesca a militare nella squadra del suo cuore – il Newell’s Old Boys – il buon Marcelo non lascia un ricordo degno di tal nome.

Forse, quindi, consapevole dei propri limiti, appende da subito gli scarpini al chiodo ed inizia a pensare ad un altro modo di vivere il calcio. Si impegna, quindi, come talent scout ed inizia a girare l’Argentina alla ricerca di giovani da attenzionare. Missione, la sua, particolarmente fortunata se è vero, come è vero, che riesce a scovare diverse grandi promesse che, in futuro, faranno la storia del calcio argentino. Si pensi, a solo titolo di esempio, ad Abel Balbo, Nestor Sensini e Gabriel Omer Batistuta; Bielsa, però, evidentemente non pago delle sue “scoperte”, decide di cimentarsi in panchina.

Subito agli esordi con il suo Newell’s conquista il titolo nazionale. Conclusa, quindi, la sfortunata esperienza in Libertadores inizia a girovagare allenando in Mexico, Spagna, Francia e… quasi Italia. Se in Spagna e in Francia, infatti, vedendo all’opera l’Espanyol di Barcellona e il Marsiglia si riesce ad ammirare lo spirito del Loco, in Italia ciò non avviene e ciò a causa di un accordo saltato in extremis con la Lazio. Allenatore senza tanti fronzoli, Bielsa si contraddistingue sin dall’inizio per un gioco particolarmente offensivo, che punta molto sull’attacco e su una mentalità volta ad imporsi – anche dal punto di vista del gioco – sull’avversario. Famoso, a tal proposito, è il sistema 3-3-1-3 che utilizza nella Selección che guida, da favorita, nel Mondiale del 2002 in Giappone e Corea potendo disporre di elementi come Samuel, Veron, Batigol. Dopo la terribile delusione del Mondiale asiatico, a rendere onore a Bielsa è la vittoria con l’Argentina Olimpica del 2004 che, trascinata da Tevez, si impone ad Atene. Il trionfo olimpico, però, fa nascere nel tecnico il desiderio di beneficiare di un vero e proprio periodo “sabbatico” che si conclude nel 2007 quando torna a mettersi in gioco alla guida della nazionale Cilena con cui si impone sull’amata Argentina nel 2010. Di fatto, getta proprio lui le basi per la costruzione della nazionale cilena che arriva alla vittoria della Copa Sudamericana nel 2015.

In Spagna, poi, vive una significativa esperienza con il Bilbao con cui raggiunge la finale di Coppa del Re e di Europa League per poi trasferirsi in Francia al Marsiglia con cui vuole contrastare il dominio del Psg. Nel 2016, quindi, sfiora il trasferimento alla Lazio ma l’affare salta (per la gioia e la fortuna di Simone Inzaghi) e allora prende la via di Leeds. Il resto è storia recente.

IL PERSONAGGIO E IL TRIONFO DI LEEDS

Una carriera entusiasmante, quella di Bielsa, che riesce ad affermarsi in tutti i Paesi in cui va, insegnando calcio: il merito va non solo alle sue indubbie capacità tattiche ma forse anche al suo “essere” Marcelo Bielsa, ovvero un personaggio estroverso, camaleontico, avverso agli stereotipi e ai luoghi comuni ed incurante delle opinioni altrui. In altre parole, El loco: colui che, sin da giovane, lascia la sua aristocratica famiglia per volere la professione di calciatore; che smette presto di giocare a calcio per dedicarsi alla professione di talent scout; è colui che pratica per primo un gioco offensivo poco concentrato sulla linea difensiva; è quello che, dopo la vittoria alle Olimpiadi, nel pieno della sua carriera, molla tutto concedendosi tre anni di stop.

Tutte queste caratteristiche, questo modo di pensare e di agire, la sua mentalità aperta e libera che si traduce in un calcio offensivo e coinvolgente hanno reso Bielsa “Il Loco”, ovvero l’anticonformista. Un anticonformista, però, molto apprezzato, in patria e in tutto il Sudamerica, e che diventa ben presto un modello da seguire in un periodo di grande cambiamento come quello attuale. Le fortune di Bielsa, però, non si limitano ai confini del Sudamerica ma si estendono ben oltre. In una ipotetica traversata transoceanica il viaggio fortunato di Bielsa parte dall’Argentina e, dopo le soste fortunate di Bilbao e Marsiglia, con uno sguardo languido alla fortunata esperienza delle Olimpiadi greche del 2004, vira a Nord, verso la terra di Albione, dove il Loco ha appena concluso un vero e proprio miracolo calcistico riportando il Leeds in Premier League dopo ben 16 anni di Championship.

La promozione è giunta alla fine di un campionato entusiasmante, una vera e propria cavalcata trionfale che ha fatto letteralmente innamorare tutta Leeds del Loco tanto da ipotizzare di dedicargli una via, la Marcelo Bielsa Way. Bielsa, però, ben consapevole di come va la vita, è già pronto a vivere una nuova avventura, magari ancora con la tuta del Leeds e con l’obiettivo di diffondere ancor di più un calcio libero, coraggioso, spumeggiante: loco.

Salvatore Fiori

Fonte immagine in evidenza: Mondiali.it

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui