Amministrative Roma, elezioni, la corsa al trono di Virginia Raggi sindaca
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Che Roma non sia una città facile da governare sembra chiaro. Che la guida della Capitale faccia gola è certo. Per questo gli occhi sono puntati sulle amministrative che si sarebbero dovute tenere in primavera e che sono state posticipate in autunno causa pandemia. Il sindaco pare vogliano farlo tutti e non voglia farlo nessuno. A pochi mesi dalle elezioni 2021 c’è ancora incertezza sui nomi dei candidati. A destra più che altrove. Qualcosa di chiaro, però, c’è: tra il M5S e il PD nessuna convergenza, almeno al primo turno. La sindaca uscente Virginia Raggi correrà da sola la sua seconda maratona.

Aridaje! Roma ha bisogno ancora di te! 

Nelle ultime settimane si era fatta strada l’ipotesi di una possibile candidatura alle amministrative di Roma di Nicola Zingaretti, presidente della regione Lazio. Opzione considerata praticabile solo se i 5S fossero rimasti al loro posto in Regione senza far cadere la maggioranza. Le trattative portate avanti con il PD dal suo partito non sono state gradite a Virginia Raggi che ha spinto per avere chiarezza. Dopo la benedizione di Beppe Grillo, con il suo tweet e con quel discusso Aridaje! Virgì, è arrivata quindi la sanzione finale. Il dado è stato tratto e lo strappo è stato totale. Ci ha pensato Giuseppe Conte a spegnere ogni miccia. «Il Movimento5Stelle su Roma ha un ottimo candidato: si chiama Virginia Raggi, il sindaco uscente. Il Movimento l’appoggia in maniera compatta e convinta, a tutti i livelli». L’ex presidente del Consiglio dissipa ogni dubbio così con un intervento pubblicato su La Stampa. E continua: «Dispiace che a Roma non si siano realizzate le condizioni per pianificare con il Pd una campagna elettorale in stretta sinergia. Non so chi verrà indicato dal Pd come candidato ufficiale e rispetteremo le loro scelte. Ci auguriamo però che la loro decisione non metta in discussione il lavoro comune che da qualche mese è stato proficuamente avviato a livello di governo regionale».

La candidatura di Virginia Raggi alle elezioni 2021 di Roma è considerata da molti l’ultimo baluardo del M5S. Un tentativo per tenere insieme i pentastellati capace di ricordare la loro essenza, quella da cui tutto è nato e che nel “vaffa” si è costruita.   

Virginia Raggi attende le primarie del PD e i leader di destra

Sfumata l’opzione Zingaretti, è stata ufficializzata la scesa in campo alle amministrative di Roma di Roberto Gualtieri, ex ministro dell’economia. Decisione già palesata mesi fa e che diventa ora ufficiale. Gualtieri sarà uno dei protagonisti delle primarie per il sindaco che si terranno il prossimo 20 giugno. Un dialogo con Virginia Raggi sembra escluso. «L’amministrazione Raggi ha governato male, questo lo sanno tutti i romani. Noi siamo alternativi a Raggi e proponiamo un rilancio e un cambiamento di Roma che in questi anni ha conosciuto un declino drammatico». Sono le parole di Gualtieri rilasciate in un intervento su Rai2 pochi giorni fa.

Non solo PD, la sindaca uscente dovrà fare i conti anche con Carlo Calenda, capo politico di Azione lasciato da solo nella corsa dai democratici e appoggiato da Italia Viva. A destra c’è ancora tanta incertezza sul candidato alle elezioni 2021. Tante le ipotesi, poche le certezze. Tra i vari nomi su cui si discute c’è Maurizio Gasparri. Di certo la destra unità presenterà alle amministrative di Roma, e delle altri grandi città, un solo nome.  

Amministrative di Roma: resoconti e prospettive

«Non sono stati anni tranquilli, sono cresciuta a pane e mazzate, ci siamo fatti le spalle grosse». Lo ha dichiarato la sindaca ospite al programma Di Martedì su la 7 la scorsa settimana. Alla fine del suo mandato però Virginia Raggi non è stanca, anzi. Adesso non le resta che attendere i nomi degli avversari.

Le elezioni a Roma sembrano essere tutt’altro che una partita tra sindaci. Plausibile è l’idea che un accordo su piccola scala, chiamiamola piccola, possa essere il preludio di un progetto più grande: la coalizione nazionale. Per questo non sono esclusi colpi di scena. Mentre ancora si dibatte sul primo turno, già si ipotizzano gli accordi per un eventuale ballottaggio.

Alba Dalù

Greenpeace

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