Cittadini europei Brexit
Fonte: ilfattoalimentare.com

Il dibattito politico inglese è stato monopolizzato dalla Brexit e la nuova maggioranza di Boris Johnson sta provvedendo a orientare la direzione degli accordi con Bruxelles. Al di là delle questioni legate alla ridefinizione dei Trattati e degli accordi commerciali, in UK risiedono e lavorano tantissimi cittadini europei.

Gli italiani sono all’incirca 700mila, rendendo il Regno Unito il quinto “comune italiano” per numero di residenti. Le community in rete come Italiani a Londra pullulano di domande e confessioni di coloro che sono felici della scelta intrapresa ma, al contempo, incerti sul proprio futuro in seguito al divorzio più complesso degli ultimi anni.

Brexit cittadini europei
Boris Johnson. Fonte: Newsweek

Da cittadini europei a immigrati con la Brexit

Con gli auspici della nuova maggioranza, non più vincolata ai compromessi con il Labour, il Withdrawal Agreement Bill diventa legge dopo la votazione dei Comuni. Il testo approvato ricalibra i diritti dei cittadini europei in zona Brexit (3,2 milioni) e dei cittadini britannici in zona UE (1,2 milioni), garantendo loro la possibilità di continuare a studiare e lavorare. BoJo garantirà anche il contributo finanziario inglese, come previsto da bilancio europeo 2014-20, senza tuttavia partecipare al processo decisionale e al funzionamento delle istituzioni.

Il periodo di transizione si concluderà improrogabilmente il 31 dicembre 2020, una data che sancisce anche il termine ultimo per richiedere il Pre-Settled Status (documento che attesta la presenza di cittadini europei sul territorio nazionale inglese da meno di 5 anni) ed il Settled Status (documento che certifica il permesso di permanenza e lo status di residenti), entrambi contenuti nell’EU Settlement Scheme (la cui guida è disponibile qui in italiano).

Molto importante e da tenere in considerazione è una disposizione, contenuta nel pacchetto, che sancisce il potere in capo ai tribunali inferiori britannici di annullare le sentenze della Corte di Giustizia europea.

Immigrati Comunitari Brexit
Consolato italiano a Londra. Fonte: italoeuropeo.com

Addio Comunità Europea

Coloro che stanno considerando l’ipotesi di diventare immigrati comunitari a Londra dovranno prevedere nel proprio bilancio una spesa pari a 600 sterline (circa 720 euro) all’anno per accedere alla sanità britannica a partire da gennaio 2021. L’obiettivo della misura è quello di livellare le differenze che attualmente esistono tra immigrati UE ed extra-UE, senza distinzione di provenienza geografica. Gli italiani che si trovano già in Gran Bretagna potranno, invece, continuare ad accedere alla sanità pubblica e alla sicurezza sociale una volta ottenuto il permesso di permanenza.

La stretta ricadrà anche sugli ingressi, privilegiando nell’ordine: irlandesi, lavoratori qualificati (in particolare, scienziati ed imprenditori) e coloro che già dispongono di un’offerta o di un contratto di lavoro. Finisce così il sogno della libera circolazione delle persone e delle idee, che tanta parte trova all’interno del TUE, del TFUE e della Carta dei diritti fondamentali. I datori di lavoro e i proprietari di abitazioni in locazione saranno tenuti a non discriminare i cittadini europei trasferiti in UK fino all’introduzione del nuovo sistema di immigrazione.

Alcuni giovani italiani, studenti e lavoratori residenti a Londra, che hanno vissuto l’evolversi del caso Brexit negli ultimi tre anni, raccontano di un ambiente in cui spesso non è semplice condurre una vita sociale, sebbene non abbiano percepito forme di discriminazione sulla propria pelle. Tutti gli intervistati hanno consigliato di orientare le proprie scelte future verso Germania e Paesi Bassi e di ritenere la Gran Bretagna idonea soltanto per brevi periodi e per migliorare l’inglese.

Sara C. Santoriello

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