peggiori momenti 2021
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È giunto il momento di fare il bilancio dei peggiori momenti offerti dalla scena politica italiana. Il 2021 è stato un anno che si chiude come è iniziato, con ironica apatia. Indiscusso protagonista è il COVID-19 con varianti al seguito, in grado di far emergere tutte le fragilità di un sistema incapace di vedere e ascoltare.

Dopo aver vissuto le zone rosse delle festività natalizie, per molti il primo semestre del 2021 ha significato inconsistenza del futuro. In un Paese diviso a macchie gialle e arancioni (poi bianche, come la Sardegna, prima innalzata a modello e poi regredita in meno di un mese), ci è sembrato di vivere con fusi orari diversi sebbene fossimo separati soltanto dai confini regionali. Per alcuni vigeva l’obbligo di mascherina all’aperto, mentre per altri, mantenendo restrizioni minime, si intravedeva una nuova normalità. Ciascunǝ ha sopportato il peso invisibile del coprifuoco. Sono cambiati i modi di vita, le aspettative e i programmi.

Nei nostri peggiori momenti del 2021 ci siamo affidati all’oroscopo, non trovando alternative nella scienza. Il Mercurio retrogrado tra gennaio e febbraio ha fatto saltare la testa a molti Leone. Il più famoso è il capo politico del M5S Giuseppe Conte, che ha subìto gli sbalzi di potere di Matteo Renzi. La parabola di questo intero anno era contenuta nell’andamento del Governo giallo-rosso: raggiunto l’equilibrio, la situazione si complica. Da un giorno all’altro abbiamo vissuto l’incubo del ritorno alle urne, mentre dalla sala dei bottoni si sussurrava il nome unico di Mario Draghi. Il primo Presidente del Consiglio con una buona padronanza dell’inglese, costruita a suon di incarichi nel corso della sua lunga carriera tecnica, la cui autorevolezza gli ha concesso uno stile comunicativo silente.

Il nuovo Governo della kalokagathìa nato dalle ceneri delle ideologie, osteggiato soltanto da Sinistra italiana e Fratelli d’Italia, ha rimesso al centro l’unità per traghettare il Paese fuori dalla crisi pandemica e verso le prossime elezioni del Quirinale – dove peseranno, se qualcuno lo avesse dimenticato, i voti presi nel 2018 e non quelli del 2023.

Unico vero scossone – per popolarità dell’imputato, del luogo e dello scenario – è il “J’accuse” di Fedez sul palco del Primo Maggio all’Auditorium contro i vertici Rai, da cui abbiamo appreso che esiste una componente politica nella scelta della dirigenza. Inosservato o quasi il suo appello (“Caro Mario…“) per volgere l’attenzione a lavoratrici e lavoratori impossibilitati alla professione. Infine, l’attacco diretto al senatore Ostellari e alla Lega, con annesso abecedario delle dichiarazioni omofobe, in difesa del ddl Zan.

Gli applausi non richiesti

La vendetta è arrivata qualche mese dopo. Dall’aula del Senato scroscianti applausi hanno visto in poche ore fallire un progetto di legge che voleva estendere protezione e diritti. Con la “tagliola” è saltato l’esame dei singoli articoli, bloccando l’iter del testo. Questo è stato il peggior momento per la scena politica italiana, in vetta alla classifica per aver rappresentato l’istante esatto in cui è stata la politica ad uscire di scena. Com’è possibile che in un’aula di rappresentanza venga meno il confronto?

Ancora oggi ci si chiede perché Enrico Letta abbia accettato di essere ospite ad Atreju, la Convention di FdI. Su quel palco, ricevendo numerosi applausi, il Segretario del PD sosteneva la maggioranza con rielezione di Draghi a Palazzo Chigi.

A seguire Giorgia Meloni, padrona di casa, chiariva il posizionamento del partito sull’elezione al Colle: «Vogliamo un patriota, Berlusconi ha difeso l’interesse nazionale» – e ricorda la caduta del suo ultimo Governo nel 2011, l’arrivo di Monti e la firma degli accordi UE. Tornando indietro nel tempo, nell’incontro di ottobre a Villa Grande veniva siglato il “Patto delle pere” per un centrodestra compatto sul sistema maggioritario e sul Quirinale. Chiusura in bellezza per la leader dei conservatori: Palazzo Chigi è l’ufficio stampa dell’Eliseo (nel suo jeu de rôle Letta reciterebbe nei panni di Rocco Casalino).

Dunque, anche senza ragionare per sillogismi, chi lo avrebbe mai detto che quella figura sarebbe stata il Cav. A sinistra c’è stato un dibattito interessante sul tema: si è associato il nome di Pertini al patriottismo, rievocando gli errori storici di chi risponde al presente con il passato.

Primati italiani

Il dentista del braccio in silicone a Giletti: "Mi sono ...
Odontoiatra di Biella ospite a Non è l’Arena con Giletti

Nella seconda metà del 2021 – anno d’oro per le vittorie sportive – l’Italia è risultata campionessa nel lancio di fake news su pandemia e proteste. Completano i peggiori momenti del 2021 per la scena politica italiana una serie di eventi e dichiarazioni che non sappiamo come siano finiti lì. In ordine sparso:

  • Come simbolo di rinascita” viene scelta la primula per la campagna vaccinale. Ricorda la campagna del 2018 della coalizione “Civica popolare” guidata da Beatrice Lorenzin.
  • L’avvocato del leader di Forza Nuova Roberto Fiore, arrestato dopo l’assalto alla CGIL a seguito di un corteo No Green Pass (e No Vax), chiede i domiciliari perché il suo assistito condivide la cella con un positivo: «È un attentato alla sua vita».
  • Voghera, colpo di pistola parte dall’assessore Massimo Adriatici e uccide un uomo. Matteo Salvini: «È normale con il porto d’armi girare con la pistola in tasca» – in gara per la PagellaCup, competizione per eleggere le dichiarazioni più sbagliate dell’anno di Pagella Politica.
  • Vanity Fair pubblica un’intervista ad Alessandra Mussolini dal titolo “Sono una ragazza di sinistra“.
  • Il senatore Pillon ritiene imbecille chiamare “architettrice” Plautilla Bricci, ma il termine è stato coniato nel ‘600.
  • Odontoiatra di Biella va a fare il vaccino con un braccio in silicone. Viene invitato in TV a raccontare la sua storia.
  • Draghi si è definito «un nonno al servizio delle istituzioni» nella conferenza stampa di fine anno, in risposta all’ennesima domanda sul Quirinale.
  • L’Isis minaccia Di Maio e l’Italia. Messaggi di solidarietà da Letta a Meloni: “Minacce intollerabili“.
  • «A volte è lecito anche domandarsi: questi uomini erano completamente fuori di testa, completamente obnubilati oppure c’è stato anche un comportamento esasperante e aggressivo anche dall’altra parte?» – finisce il 2021 e le scuse pubbliche da parte di Barbara Palombelli, conduttrice di Forum, non sono mai arrivate, dopo aver ipotizzato che un femminicidio possa essere causato dalla vittima.
  • Il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi considera un “paradosso” lo Sciopero generale indetto da CGIL e UIL, “l’esatto opposto della grande convergenza che servirebbe, come invece ha colto la CISL“.
  • A settembre il Ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani definisce gli ambientalistiradical chic” e “peggio della catastrofe climatica” verso la quale ci stiamo dirigendo. A dicembre si autocelebra e annuncia la fine del suo mandato.

Ce ne restano mille

Risulta chiaro ed evidente che in questa rubrica non possono essere inseriti proprio tutti i peggiori momenti del 2021. Sul finire dell’anno, però, almeno due menzioni speciali sono necessarie.

Qualche giorno fa, in visita all’hub vaccinale di Torino, il generale Francesco Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza Covid, ha invitato all’attesa: “per chi è capace di aspettare un anno intero per il Black Friday, perché tanta fretta per un tampone?“. Una risposta efficace arriva da un tweet del filosofo Diego Fusaro, le cui intenzioni, però, erano di dimostrare il contrario.

Siamo in sala d’attesa mentre chiediamo posizioni dure per condannare la semplicità con cui la vita e la dignità si spengono in Italia (unico paese UE in cui i salari sono diminuiti dal 1990), in un anno che ha accumulato ingiustizie (35k nuovi assunti a ottobre, per lo più precari e tutti uomini) e morti sul lavoro (oltre tre al giorno secondo l’INAIL). Ciò che sembrava scontato, come la mobilitazione nazionale, ha colto tuttǝ di sorpresa. Concludiamo i peggiori momenti del 2021 mettendo da parte i nostri nuovi bonus per tapparelle, terme e monopattini.

Sara C. Santoriello

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