Giorgia Meloni, la leader di Fratelli d'Italia che non fa (solo) ridere
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È da un mese ormai che il magico mondo di internet è invaso da remix e meme sul discorso di Giorgia Meloni alla manifestazione dei partiti italiani di destra a Roma, tra cui il suo: Fratelli d’Italia. Un remix di un discorso vergognoso nei contenuti, che è stato ridicolizzato e che è riuscito a diventare virale

Viralità che ha contribuito, almeno in parte, a un aumento di consenso per Fratelli d’Italia nei sondaggi, e che forse ci ha fatto dimenticare la gravità delle affermazioni di Giorgia Meloni. Abbiamo quindi deciso di passare in rassegna alcune delle frasi, e delle idee politiche, più violente e pericolose espresse in passato da Meloni, come promemoria per chi avesse dimenticato che tipo di politico sia.

1. Potere incontrollato alle forze dell’ordine 

«Difendiamo chi ci difende: abbiamo presentato due proposte di legge per aumentare le pene a chi aggredisce un pubblico ufficiale e per abolire il reato di tortura che impedisce agli agenti di fare il proprio lavoro. Siamo sempre dalla parte delle forze dell’ordine!».

Giorgia Meloni Fratello d'Italia
© RollingStone

Questo è il contenuto di un tweet di Giorgia Meloni, poi cancellato, che riassume alcune proposte di legge di Fratelli d’Italia avanzate meno di un anno fa. Secondo la leader sarebbe, quindi, normale che le forze dell’ordine agiscano in modo violento, tra percosse e lesioni, con il lasciapassare del codice penale. Inoltre, si accenna all’abolizione del reato di tortura (approvato in Italia solo dal 2017), nonostante lo stesso sia ancora giuridicamente imperfetto, come sottolineato dalle critiche rivolte da alcune associazioni tra cui Amnesty International.

Inoltre, è proprio di pochissimi giorni fa la sentenza di colpevolezza per due dei carabinieri che hanno picchiato a morte Stefano Cucchi dieci anni fa. La sentenza parla chiaro: si è trattato di omicidio preterintenzionale, Stefano è morto a causa delle percosse ricevute dalle forze dell’ordine. Un esempio, tra gli altri, di quanto sia pericoloso lasciare i pubblici ufficiali svincolati da possibili ripercussioni circa il loro operato, e di quanto quello che propone Giorgia Meloni possa rivelarsi lesivo dei diritti umani. 

2. La posizione ideologica della Meloni sui migranti

«La Sea Watch deve essere sequestrata, l’equipaggio arrestato, gli immigrati a bordo fatti sbarcare e rimpatriati immediatamente mentre la neve va affondata come accade con le navi che non rispettano il diritto internazionale».

Questa è una delle tante affermazioni della leader di Fratelli d’Italia sulla questione sbarco dei migranti. La destra italiana ha più volte ribadito la sua posizione sull’argomento, e spesso non si è preoccupata di fare dichiarazioni anche molto forti. Affermazioni che, vogliamo ricordare, vanno contro le leggi internazionali in materia, ma che soprattutto rischiano di nuocere i diritti umani fondamentali.

Si può essere d’accordo sul fatto che la gestione dei migranti non sia per nulla coerente, e che quanto viene fatto non sia ancora abbastanza, ma calpestare i diritti non è certo la soluzione e tantomeno può essere auspicabile. I partiti della destra, compreso quello di Giorgia Meloni, dovrebbero cooperare con il Governo italiano e l’Unione Europea per raggiungere un compromesso che abbia come obiettivo quello di salvare le persone costrette a emigrare, e che garantisca un loro inserimento (reale e ottimale) nelle società che dovrebbero accoglierli. 

3. Le pericolosità del sovranismo 

Giorgia Meloni Fratelli d'Italia
© giorgiameloni.it

Giorgia Meloni, e il partito di cui è leader, si definiscono sovranisti. Il sovranismo prevede la ri-acquisizione della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno Stato, perché non si crede o non si vuole far parte di strutture e organizzazioni politiche ed economiche sovranazionali o internazionali. E così, Giorgia Meloni, insieme ai suoi amici, coglie ogni occasione per ribadire la sovranità italiana e quanto l’Unione europea faccia solo del male, a livello politico ed economico, all’Italia.

Anche nel discorso diventato il protagonista dei meme Giorgia Meloni ribadisce che la Costituzione italiana prevede che “la sovranità appartiene al popolo” e che quindi spetta al popolo eleggere il Presidente della Repubblica, il capo del Governo, i ministri e così via. Peccato che destra e disinformazione camminino mano nella mano, infatti il primo articolo della nostra Costituzione afferma che la sovranità appartiene sì al popolo, ma che esso la “esercita nelle forme e nei limiti previsti della Costituzione”. 

Sovranismo è un termine che si è affermato solo recentemente e che non è stato scelto a caso dalla destra europea: ci si doveva allontanare da quanto legato al nazionalismo che, come sappiamo tutti, ha avuto delle pessime conseguenze. La storia si ripete, anche se sotto diverse forme e con caratteristiche simili. Oggi viviamo la gara alla riaffermazione dell’odio: la destra fa leva su populismo e disinformazione per sottolineare dinamiche e umori che sembrano vicini a quanto si affermava prima e durante la Seconda Guerra Mondiale e non solo. Non è certo un caso che tutti i partiti di destra presenti in Parlamento abbiano votato contro o si siano astenuti circa il voto per l’istituzione della commissione Segre sull’antisemitismo. Non è un caso che in piazza, insieme a Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, ci sia sempre anche CasaPound. 

Giorgia Meloni e i suoi amici sovranisti dovrebbero fare i conti con la realtà. Stanno crescendo, ma hanno iniziato a subire già le prime sconfitte (in Italia e in Europa), e quando sono stati al potere non si sono dimostrati all’altezza delle promesse che hanno fatto e del ruolo che gli era stato affidato. Per questo è cruciale che i cittadini non si facciano ammaliare, che non abbocchino alle trovate populiste e che non si dimentichino della pericolosità di alcune affermazioni (che magari un giorno potrebbero diventare azioni e leggi). Va bene ballare sul remix “Io sono Giorgia”, ma è vitale che si vada ad ascoltare il discorso di Giorgia Meloni su cui è basato, che lo si analizzi e che si capisca quanto sia deleterio.

Federica Ruggiero

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