Genuino Clandestino: storia di resistenza contadina e sovranità alimentare
Immagine originale: genuinoclandestinonurra.noblogs.org

Un gruppo di attivisti, un’idea comune, un progetto locale destinato a diventare una vera rete di realtà contadine che combattono ogni giorno contro le logiche capitalistiche di un sistema agroalimentare che tutela le grandi industrie alimentari danneggiando al contempo i piccoli produttori di cibo, i contadini. È la storia di Genuino Clandestino, un movimento nato nel 2010 che ha come scopo quello di ridare dignità e valore al piccolo ma grande mondo contadino. È il racconto di una resistenza contadina che lotta per l’autodeterminazione e la sovranità alimentare, che mette al centro la terra come bene comune.

Gli obiettivi di Genuino Clandestino

«Rivendichiamo la libera trasformazione dei cibi contadini, restituendo un diritto espropriato dal sistema neoliberista». Nel Manifesto redatto da Genuino Clandestino, movimento dichiaratamente antirazzista, antifascista e antisessista, i molteplici obiettivi rappresentano un vero e proprio passo verso il futuro dell’agricoltura. Combattere contro quel groviglio di norme ingiuste che equiparano le trasformazioni dei cibi contadini a quelli delle grandi industrie alimentari è il punto di partenza su cui è stata costruita una strategia di lotta partecipata ed efficace.

Genuino Clandestino: storia di resistenza contadina e sovranità alimentare
Immagine: genuinoclandestino.it

«I sistemi di garanzia partecipata sono lo strumento fondamentale per tessere relazioni fra città e campagna e sperimentare reti economiche alternative». Contro le politiche agricole comuni che tendono a tutelare le grandi industrie alimentari penalizzando nel mentre i piccoli agricoltori, la resistenza contadina per l’autodeterminazione e la sovranità alimentare parte proprio dalle comunità territoriali che attraverso assemblee popolari discutono e definiscono le proprie norme tramite specifici piani condivisi che tengano conto della terra come bene comune da salvaguardare attraverso pratiche di agricoltura biologica. La difesa dell’ambiente viaggia in parallelo con la protezione dell’economia: l’eliminazione dei fertilizzanti, degli OGM, dei pesticidi chimici e di conseguenza l’abbattimento dell’inquinamento di aria e suolo sono accompagnate dal sostegno delle economie locali, svincolate dall’agribusiness e che si sleghino da quei sistemi ufficiali di certificazione attraverso un procedimento di autocontrollo partecipato.

Dalla produzione al controllo condiviso alla vendita dei prodotti: oltre al principio della terra come bene comune, la resistenza contadina, l’autodeterminazione e la sovranità alimentare condividono come causa prima anche il diritto al cibo genuino ed economicamente accessibile. A tal proposito Genuino Clandestino punta a sostenere il proprio mercato tramite mercatini di vendita diretta, rendendo reale lo slogan “dalla terra alla tavola”, e attraverso i gruppi di acquisto, un insieme di persone che decidono di acquistare prodotti alimentari direttamente dai produttori.

In conclusione il Manifesto si concentra su obiettivi sociali quali:

  • il sostegno alle esperienze di ritorno alla terra come scelta di vita e strumento di azione politica;
  • l’appoggio e la diffusione di scelte e pratiche cittadine di resistenza al sistema dominante;
  • la costituzione di un’alleanza fra movimenti urbani, singoli cittadini e movimenti rurali, che sappia riconnettere città e campagna superando le categorie di produttore e consumatore. Un’alleanza finalizzata a riconvertire l’uso degli spazi urbani e rurali sulla base di pratiche quali l’autorganizzazione, la solidarietà, la cooperazione e la cura del territorio;
  • il sostegno delle comunità locali in lotta contro la distruzione del loro ambiente di vita.

Perché abbiamo bisogno della resistenza contadina

«Genuino Clandestino è un movimento con un’identità volutamente indefinita. Al suo interno convivono singoli e comunità in costruzione, è aperto a tutti, diffida di gerarchie e portavoce e non richiede nessun permesso di soggiorno o diritto di cittadinanza; è fiero di essere Clandestino e porterà avanti le sue lotte e la sua esistenza con o senza il consenso della Legge». Contro un sistema neoliberista che si riempie la bocca di valori in chiara contrapposizione col sistema stesso e che quindi non potrà mai tutelare, contro le politiche europee e nazionali che tendono a favorire sempre, e molto spesso solo, le grandi industrie agroalimentari che si macchiano continuamente di delitti nei confronti della natura, contro l’eccessivo sfruttamento delle risorse naturali, la delocalizzazione produttiva, lo sfruttamento del lavoro, contro l’impoverimento ecologico e culturale, la resistenza contadina per l’autodeterminazione e la sovranità alimentare sembra essere l’unica arma efficace a disposizione dei piccoli agricoltori.

«Il neoliberismo distrugge ma ha la necessità indispensabile, per restare in vita, di reinventare un mondo incantato narrando beni comuni che non contribuisce a preservaredichiarano a Terra Nuova i co-autori del libro “Genuino Clandestino – Viaggio tra le agri-culture resistenti ai tempi delle grandi opere” Michele Lapini, Sara Casna e Michela Potito.

Abbattere le logiche frutto del capitalismo che ingabbiano i piccoli agricoltori in una rete burocratica da cui ci si può liberare solo con la possibilità d’accesso a grandi capitali. Nelle politiche nazionali e internazionali, presentate al popolo come misure a sostegno dei proprietari di piccole aziende agroalimentari, non c’è giustizia per queste ultime, non c’è spazio che per le grandi industrie del cibo e per le principali associazioni nazionali che ormai da tempo hanno come unico obiettivo la tutela del profitto. Esperienze come quelle messe in campo da Genuino Clandestino e da altri movimenti contadini che lottano per l’autodeterminazione e la sovranità alimentare, si rendono quindi sempre più necessarie nella battaglia per il diritto al cibo, nella guerra contro il sistema neoliberista, nel conflitto contro l’ipocrita politica capitalista che ha avuto, ha e avrà a cuore solo ed esclusivamente la strenua salvaguardia di un sistema economico che opprime milioni di piccoli produttori nell’interesse di poche grandi industrie agroalimentari.

Marco Pisano

Greenpeace

Sono Marco, un quasi trentenne appassionato di musica, lettura e agricoltura. Da tre e più anni mi occupo di difesa ambientale e, grazie a Libero Pensiero, torno a parlarne nello spazio concessomi. Anch'io come Andy Warhol "Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare". Pace interiore!

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