manifestazione contro il razzismo roma

Roma. Manifestazione contro il razzismo. Che quindi è contro Salvini, contro Di Maio, contro questo governo e anche contro quello precedente che ha sfornato il decreto Minniti-Orlando. È sicuramente una “manifestazione contro”, dove ampie parti del movimento antagonista si sono ritrovate a sfilare insieme, ma è anche una “manifestazione per” la solidarietà, l’accoglienza, la condivisione.

La manifestazione contro il razzismo di oggi è stata l’occasione per ritrovarsi uniti nelle differenze, un fronte compatto contro la deriva che si sta vivendo negli ultimi mesi in Italia: si parla di 450 organizzazioni diverse (tra centri sociali, associazioni, movimenti e partiti di tutta Italia) e di circa 8.000 persone. Baobab Experience, il Coordinamento cittadino di lotta per la casa, Rete Kurdistan, Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, Oxfam sono solo alcuni delle sigle presenti.

A presenziare c’è anche Mimmo Lucano, sindaco di Riace e simbolo internazionale dell’accoglienza, colui che ha subito sulla propria pelle la repressione di uno Stato che semina odio.

Manifestazione contro il razzismo: l’umanità che sfila

A partire dalle due di pomeriggio i manifestanti si sono ritrovati in piazza della Repubblica, pronti a sfilare verso San Giovanni. Cori, cartelli, musiche della Murga e suonatori erano lì presenti, sempre gli stessi e con la stessa forza propositiva.

Ma la vera novità è stata notare interi pezzi di corteo in cui i protagonisti veri erano i migranti: curdi, senegalesi, indiani, siriani. E tanti altri, a volte insieme, a volte mescolati fra di loro, tanto che non si poteva riconoscere “a chi appartenessero”, se non all’umanità intera.

È proprio questo lo slogan, infatti, che incornicia perfettamente l’atmosfera e il senso della manifestazione contro il razzismo: apparteniamo tutti ad un’unica umanità, un’unica identità che è data dal semplice fatto di essere uomini e donne. Non c’è alcun intento di annullare le differenze e, anzi, queste vengono rivendicate da ogni singola persona che lotta, come fa lo spezzone di africani si esibisce in una danza dal ritmo frenetico di certo non italiana.

Ma il collante c’è: ed è l’idea che la convivenza nelle differenze possa esistere, che la condivisione crei legami e amore contro l’individualismo che separa e divide.

Cosa chiede la manifestazione contro il razzismo a Roma

La manifestazione è l’occasione buona per ribadire alcune richieste: ritiro immediato del Decreto Salvini, no al disegno di legge Pillon, libertà per Mimmo Lucano e per le ONG contro la criminalizzazione della solidarietà, no agli sgomberi e ai respingimenti.

Il corteo di oggi si è dimostrato compatto, nonostante i recenti screzi fra Potere al Popolo e Rifondazione Comunista, entrambi presenti. A guardare queste migliaia di persone sfilare per le strade e sentire i loro accenti di tutta Italia, viene da pensare che l’antirazzismo potrebbe essere proprio il punto di partenza della lotta di lavoratori, migranti, donne, occupanti e militanti in generale per una nuova sinistra unita. Viene da pensare, anche, che forse Salvini qualcosa di buono lo farà: creare un vero fronte di opposizione alle sue politiche fasciste, sessiste e razziste.

 

Elisabetta Elia

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Elisabetta Elia, classe 1992, in lei vivono tre mondi: quello della Calabria, dove è nata, quello di Roma, dove ha studiato Lettere Moderne e poi giornalismo, quello del Kurdistan, dove non è ancora stata ma è sicura che andrà. Appassionata del mondo del sociale, dei cambiamenti che vengono dal basso e delle lotte femminili e femministe: la sua ambizione è vederli e raccontarli. E con le parole, magari, trasformare il mondo.

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