Smaltimento di mascherine e guanti ai tempi della pandemia di Covid-19
https://www.ansa.it/webimages/ch_620x438/2020/4/30/804fb45c908dd61fbc0bf4e786921464.jpg

Sono passati due mesi da quando la pandemia di Covid-19 è arrivata nel nostro Paese. Durante questa pandemia abbiamo dovuto imparare a tenerci a distanza, indossare mascherine e guanti per proteggere la nostra salute e quella altrui. Sebbene ci troviamo sulla strada giusta per debellare questo virus, stiamo dando per scontato dei nemici che ci faranno retrocedere sulla strada della tutela ambientale: mascherine e guanti.

Abbiamo dovuto imparare ad indossarli e toglierli correttamente al fine di non infettarci. É arrivato il momento di imparare anche a smaltirli. Secondo una stima dell’Università di Torino, nella Fase 2 avremo bisogno di un miliardo di mascherine e mezzo miliardo di guanti al mese. Qualora l’1% di tali mascherine e guanti non venisse smaltito correttamente potremmo essere testimoni di un enorme e ulteriore disastro ambientale: la dispersione di 10 milioni di mascherine disperse al mese.

Con un semplice documento l’ISS (Istituto Superiore di Sanità) ci aiuta a capire come raccogliere e gettare correttamente i rifiuti domestici durante l’emergenza Covid-19.

Smaltimento di mascherine e guanti ai tempi della pandemia di Covid-19
Come smaltire i rifiuti domestici in caso di positività al tampone e quarantena obbligatoria.
Immagine: iss.it
Smaltimento di mascherine e guanti ai tempi della pandemia di Covid-19
Come smaltire i rifiuti domestici in caso di negatività al tampone.
Immagine: iss.it

Che tu sia positivo al tampone o no, per un corretto smaltimento le mascherine e i guanti vanno gettati nella raccolta indifferenziata racchiusi da due o tre sacchetti resistenti di plastica.

In molte città italiane l’inciviltà di persone che proprio nulla hanno imparato da questa grave emergenza sanitaria dovuta all’eccessivo sfruttamento dell’ambiente e a un mancato rispetto nei confronti della natura, porta ad assistere a scene che speravamo di non vedere: guanti e mascherine sparsi negli angoli delle strade, nelle aiuole, sui marciapiedi. Scene di ordinaria follia messe in atto da una parte delle popolazione che proprio non vuole imparare l’unica grande lezione che occorre all’uomo per continuare a popolare questo Pianeta.

A tal proposito a Milano è iniziata la campagna “Non gettarla a terra!” per sensibilizzare la popolazione al corretto smaltimento di mascherine e guanti. La campagna vede coinvolti molti Comuni ma anche supermercati affinché clienti e dipendenti effettuino un giusto e responsabile smaltimento di mascherine e guanti.

Questi DPI (dispositivi di protezione individuale) non sono stati trovati solo per strada, ma anche in mare e sulle spiagge, dove rischiano di diventare una minaccia per la fauna marina e un ulteriore pericolo per la salute dell’uomo.

La presidente del WWF Italia Donatella Bianchi ha lanciato un’appello: «Per difendere il Mediterraneo che ogni anno già deve fare i conti con 570 mila tonnellate di plastica che finiscono nelle sue acque chiediamo alle Istituzioni di predisporre opportuni raccoglitori per mascherine e guanti nei pressi dei porti dove i lavoratori saranno costretti ad usare queste protezioni per operare in sicurezza. Ma sarebbe opportuno che raccoglitori dedicati ai dispositivi di protezione fossero istallati anche anche nei parchi, nelle ville e nei pressi dei supermercati: si tratterebbe di un vantaggio per la nostra salute e per quella dell’ambiente»

Considerato che ogni mascherina pesa circa 4 grammi, conteremo 40mila chilogrammi di plastica in natura che, sommata a quella già presente, aggraverà la situazione già grave dovuta proprio all’inquinamento da plastica.

La pandemia da Covid-19 ci ha insegnato una preziosa lectio: il nostro Pianeta aveva bisogno di respirare. Con lo stop delle attività umane, gli animali hanno preso possesso delle città, l’aria è meno inquinata e le acque di fiumi e mari più pulite. Nei primi giorni di ritorno alla “normalità” abbiamo assistito alla ripresa dei crimini umani nei confronti della natura: il fiume Sarno è stata la prima vittima dell’avidità produttiva dell’essere umano.

«Siamo in Campania e questo è il fiume Sarno: al primo giorno di allentamento dei divieti e di riapertura delle aziende sono ricominciati gli sversamenti». La denuncia del Ministro Sergio Costa.
Immagine: facebook.com/SergioCostaMinistroAmbiente

Lottare per porre fine all’attuale pandemia servirà a poco se non capiremo che la battaglia più importante della nostra epoca, quella che permetterà alla specie umana di sopravvivere e che scongiurerà l’avvento di una nuova epidemia globale è quella a favore della tutela della natura.

Gaia Russo

Gaia Russo
Eterna bambina con la sindrome di Peter Pan. Amante dei viaggi, della natura, della lettura, della musica, dell'arte, delle serie tv e del cinema. Mi piace scoprire cose nuove, mi piace parlare con gli altri per sapere le loro storie ed opinioni, mi piace osservare e pensare. Studio lingue e letterature inglese e cinese all'università di Napoli "L'Orientale".

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui