Partito Animalista: le elezioni amministrative fanno ben sperare
Foto di Edmond Dantès da Pexels

Alle elezioni amministrative di Napoli, tenutesi domenica 3 ottobre e lunedì 4 ottobre, il candidato del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, Gaetano Manfredi, ha ottenuto la carica di sindaco con il 62,88%. Il capolista del centrodestra, il Pm anticamorra Catello Maresca, si è invece posizionato al secondo posto, con il 21,88%. Da principio, nonostante alcune criticità incontrate, Maresca è riuscito a tenere unito tutto il centrodestra, al quale si sono affiancate anche alcune liste civiche e il Partito Animalista Italiano. Tuttavia quest’ultimo non ha potuto concorre a queste elezioni nel pieno delle sue forze e mobilitare tutti i suoi elettori. Di fatto la lista “Movimento Quattro Zampe – Partito Animalista” si è vista prima escludere dalla contesa elettorale e poi respingere il ricorso in appello dal Consiglio di Stato.

Il Partito Animalista raggiunge Forza Italia nel voto di opinione

Nonostante questi inconvenienti, il Partito Animalista è riuscito a vedersi accettare la domanda che gli ha permesso di partecipare all’elezione del Presidente e dei Consiglieri delle X Municipalità di Bagnoli – Fuorigrotta. Di fatto, ogni partito che intenda partecipare alle elezioni amministrative, deve esibire la propria domanda per ogni Municipalità in cui intende presentare la propria lista. L’unica municipalità in cui è stata accettata la documentazione del Partito Animalista napoletano è stata quella di Bagnoli – Fuorigrotta, dove si è distinta la capolista Elena Alvarez. Di conseguenza, il Partito Animalista Italiano ha provato a trarre delle conclusioni in merito a queste amministrative, sulla base dei risultati di questa unica Municipalità.

Secondo il Partito Animalista i risultati emersi da questa area di Napoli sono stati sorprendenti. Di fatto, il Partito Animalista sostiene di aver raggiunto Forza Italia nel voto di opinione, dopo aver ottenuto voti in 85 sezioni su 95, per un totale di 283 preferenze. Affidandosi così alle logiche di calcolo adottate dal Partito Animalista, se vengono moltiplicati questi 283 voti per le 10 Municipalità che suddividono il Comune di Napoli e si considera che in alcune di esse sono state rilevate alle ultime europee e alle precedenti regionali più preferenze rispetto a questa cifra che si tiene in conto, è possibile sostenere che il Partito Animalista ha fatto registrare lo 0,81%, ossia oltre 3.000 voti di opinione nella sola Napoli.

A parere del Partito Animalista questo è un risultato importante, se si considera che il totale dei loro voti ottenuti nel napoletano sono di gran lunga superiori ai voti ricevuti sul simbolo da “Noi con l’Italia”, cioè 550 preferenze, ed inoltre sono quasi pari ai voti sempre ricevuti sul solo simbolo da “Forza Italia” nell’VIII Municipalità, ovvero 3.819 preferenze. Pertanto, stando a questa particolare lettura dei dati, il Partito Animalista ha ipotizzato di essere cresciuto del 30% solamente nella città di Napoli, rispetto alle ultime elezioni europee del 2019 dove fece rilevare lo 0,63% in tutta Napoli e Provincia. Più in generale, a livello nazionale questo partito stima di essere passato dallo 0.60% ottenuto alle europee, allo 0.70% di questa tornata elettorale.

L’esclusione dalle elezione amministrative di Napoli ha di certo penalizzato il Partito Animalista, danneggiando di conseguenza la possibilità di formulare un bilancio più esaustivo. In ogni modo, attenendosi a questo unico risultato utile emerso dalla X Municipalità, il Partito Animalista afferma di aver constatato una crescita su tutto il territorio napoletano. Un risultato che qualora fosse confermato da ulteriori dati sarebbe certamente prestigioso, se si considera che questo partito non ha le risorse economiche, l’organizzazione in termini di uomini e la tradizione politica, di altri attori politici ben più rinomati a livello locale. Tutto questo grazie anche al prezioso lavoro di supervisione e coordinamento portato avanti dal Segretario nazionale, Cristiano Ceriello, e dal Responsabile nazionale per gli enti locali, Alberto Montoro.

Il partito si trova di fronte ad una storica svolta ideologica?

Fino a questo momento, la trasversalità della causa animalista ha permesso al Partito Animalista Italiano di destreggiarsi tra l’ideologia politica di sinistra e quella di destra, alleandosi con la coalizione di turno che salvaguardasse maggiormente gli interessi degli animali. In questo modo, questo attore è uscito fuori dai classici schieramenti politici che caratterizzano il nostro Paese e ha portato avanti alleanze a livello locale con partiti ideologicamente molto diversi tra loro. Di fatto, esso ha costantemente lasciato ai propri elettori la possibilità di determinare il baricentro ideologico del partito di appartenenza, nel corso del tempo.

In pratica, come si comporta spesso un partito politicamente schierato al centro, il Partito Animalista Italiano ha sempre consentito alla propria base elettorale di valorizzare i rapporti di forza acquisiti sul territorio per tessere alleanze di convenienza. Una strategia politica che in certi casi ha giovato, se si pensi che solamente alle scorse elezioni regionali in Campania la lista “Davvero – Partito Animalista Italiano” è riuscita a conquistare un seggio. Dunque, reduce dei buoni risultati ottenuti in passato, anche in queste elezioni amministrative il Partito Animalista ha lasciato scegliere ai propri attivisti con quale forza politica coalizzarsi a livello locale.

Tuttavia questa volta i risultati delle comunali in cui il Partito Animalista Italiano ha partecipato, ci indicano che forse sta avvenendo un importante cambiamento ideologico al suo interno. Questo partito ha partecipato alle elezioni del Comune di Santa Maria Capua Vetere, in una coalizione che comprendeva il MoVimento, i Verdi e diverse liste civiche, contribuendo con un 1,51%; nella X Municipalità di Napoli ha corso all’interno del centrodestra unito, ottenendo lo 0,81%; nel Comune di Cerignola in Puglia si è inserito nella coalizione con Azione e liste civiche di centro, finendo con il prendere lo 0,78%; al contrario, a Trieste ha partecipato con la coalizione di centrosinistra ed ha fatto rilevare lo 0,56%; la stessa cosa vale per Torino, dove si è alleato sempre con il centrosinistra e ha ottenuto lo 0,26%; infine, schierandosi con il centrosinistra ha fatto registrare lo 0,30% alle Regionali in Calabria. Dati che sembrerebbero indicare una definitiva svolta a destra del Partito Animalista Italiano.

Gabriele Caruso

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