Chi sarà il nuovo sindaco di Napoli ?
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Dopo 10 anni si conclude l’amministrazione di Luigi de Magistris come sindaco della città di Napoli. Nei giorni di domenica 3 ottobre e di lunedì 4 ottobre si svolgeranno le prossime consultazioni elettorali, con eventuale turno di ballottaggio nei giorni di domenica 17 ottobre e di lunedì 18 ottobre 2021. Gli ultimi sondaggi di YouTrend vedono in ampio vantaggio il candidato della coalizione di centro-sinistra e del MoVimento, Gaetano Manfredi, che si posizionerebbe al 46,1%; Catello Maresca candidato del centrodestra al 26,8%; Antonio Bassolino, appoggiato soprattutto da parte della sinistra del Partito Democratico, riceverebbe il 16,1%; mentre Alessandra Clemente farebbe rilevare 8,3%. Ma andiamo a conoscere meglio i singoli candidati.

I sondaggi incoronano Gaetano Manfredi

«Se questo patto per Napoli nasce è anche perché abbiamo trovato l’interprete giusto ed affidabile». Così, dal palco allestito al Rione Sanità, il leader pentastellato Giuseppe Conte suggella l’alleanza con il Partito Democratico in merito alla candidatura di Gaetano Manfredi a Sindaco di Napoli.

L’ex ministro dell’università e della ricerca e rettore dell’Università degli studi di Napoli Federico II, a margine della presentazione del suo programma ha sottolineato il ruolo che dovrà avere la città nel panorama nazionale: «Noi non abbiamo bisogno di assistenzialismo, ma di essere considerati una città importante per il Paese. Una città dove ci sono dei problemi sociali reali, una città che è stata fortemente penalizzata negli ultimi anni. Noi pretendiamo di essere messi in condizione di poter esprimere le nostre capacità: questo è quello che farò da sindaco. Napoli dimostrerà di essere all’altezza della sfida».

Tuttavia la sua coalizione non spazza via i dubbi sulla propria reputazione. Oltre al Partito Democratico e il MoVimento 5 Stelle, si è andato a costituire il listone “Napoli solidale” con l’intento di diventare la terza forza della coalizione di Manfredi. In lista tante vecchie conoscenze dei due mandati di de Magistris come Mario Coppeto, consigliere uscente e leader di Articolo 1 e Rosario Andreozzi ex capogruppo di DemA, fino al presidente uscente del Consiglio comunale di Napoli Sandro Fucito.

Questa larga coalizione ha suscitato grande ironia tra i suoi avversari politici: se Catello Maresca ha recentemente dichiarato che: «Il suo nemico è deManfredis, organismo geneticamente modificato», non le manda certamente a dire Alessandra Clemente, ex assessore alle Politiche giovanili, che reputa questa coalizione: «Un mappazzone politico con Cesaro, De Luca, De Mita, Mastella tutti a sostegno di Manfredi».

La candidatura di Catello Maresca a sindaco di Napoli

Catello Maresca è il candidato sindaco di Napoli espresso dal centrodestra. Una vita trascorsa in magistratura dove è entrato da giovanissimo, ed ora l’ingresso in politica convinto di riuscire a realizzare un grande progetto per la città. Non solo Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia a sostenerlo, ma anche UDC, Coraggio Italia e dalla partecipazione di liste civiche. Un segnale importante frutto del lavoro svolto in questi mesi da Maresca per trovare una sintesi tra i vari attori presenti all’interno del suo schieramento. Dunque, un altro sindaco magistrato che però promette di smarcarsi dalla precedente “gestione de Magistris” sostenendo: «Pulizia e decoro, viabilità e vivibilità e più sicurezza. Bisogna ripartire dal rispetto delle regole».

Tuttavia la presentazione delle liste che sostengono la candidatura a sindaco di Catello Maresca si è rivelata a dir poco controproducente. Innanzitutto, pare quanto mai inusuale che un magistrato candidato sindaco, che ha puntato tutto sul rispetto delle regole e sul ripristino della legalità, non riesca a controllare le componenti interne alla formazione che lo sostiene. La vicenda avvenuta in casa Fratelli d’Italia si è di fatto rivelata estremamente imbarazzante.

Marco Nonno, consigliere regionale e comunale, ha dubitando della regolarità delle firme che hanno consentito a Pietro Diodato, vecchia conoscenza della destra partenopea, di “traslocare” in breve tempo dalla lista di Fratelli d’Italia alla civica che porta il nome di Catello Maresca. Per questo motivo, Nonno ha presentato un esposto nei confronti di Diodato, che ha reagito dando vita a una violenta rissa tra i due al momento della consegna delle liste.

Il secondo scivolone compiuto da Maresca, invece, riguarda la mancata supervisione della documentazione di quattro liste che sostenevano la sua candidatura a sindaco e che sono state escluse. Si tratta della lista “Prima Napoli”, la compagine che raccoglie i leghisti partenopei; del “Movimento Quattro Zampe – Partito Animalista”; ed infine delle due liste civiche “Catello Maresca” e “ Catello Maresca Sindaco, ovvero formazioni ispirate e formate dall’aspirante primo cittadino in persona. Tutte circostanze che hanno messo alla prova Maresca, dimostrando tutta la sua inesperienza, o meglio una totale incapacità di governare una coalizione dilaniata dalla diatriba tra liste civiche e partiti già diversi mesi prima del voto.

La “vecchia volpe” Bassolino e i molteplici outsider

Dopo l’esclusione delle 4 liste in favore di Catello Maresca, Antonio Bassolino torna a sperare. Secondo i sondaggi, infatti, l’ex sindaco di Napoli dista soli 4 punti dal magistrato e potrebbe vedere vicino il ballottaggio. La sua precedente amministrazione viene ricordata in modo positivo da molti cittadini partenopei, complice l’apertura dei cantieri per la tratta metropolitana che collega Materdei a Dante, quella che va da Dante a Garibaldi e la successiva unione in un unico anello metropolitano del percorso Piscinola-Dante-Garibaldi-Aeroporto-Piscinola.

Di conseguenza, in cima all’agenda politica di Bassolino rimane il miglioramento dei trasporti: «È una delle priorità il trasporto pubblico. Dobbiamo intenderlo come moderno diritto di cittadinanza, quello su ferro e su gomma. All’apertura delle scuole abbiamo visto file assurde per fare un biglietto. Occorre completare il grande anello della metropolitana che raggiunge l’aeroporto, la stazione e il porto. Dobbiamo prolungare la linea 6 oltre Bagnoli per avere spazi adatti su manutenzione e tempi giusti per treni e bus. Inoltre serve dare vita a una grande azienda pubblica su ferro e gomma per i 3 milioni di abitanti della Città Metropolitana».

Tra gli altri candidati che possono sottrarre voti alla coalizione guidata da Manfredi, spicca la coalizione che sostiene la candidatura di Alessandra Clemente a Sindaco di Napoli. Le anime che compongono la squadra vanno dall’esperienza di due mandati amministrativi dei politici di De Magistris, alla tradizione politica che caratterizza Rifondazione Comunista e il Partito Comunista Italiano, passando per la vitalità e l’entusiasmo di tanti giovani di Potere al Popolo e la volontà del Partito del Sud di fare la città di Napoli la capitale del Mediterraneo. Insomma, un raggruppamento che non si  unisce per sete di potere ma che come cita lo slogan di Pap vuole una «Napoli giusta, verde e solidale».

La capolista Elena Coccia, intervenuta alla presentazione della coalizione a sostegno della candidatura di Alessandra Clemente a Sindaco di Napoli, ha affermato: «Ci sono addirittura persone confuse che si sono spinte ad appoggiare Maresca pensando che fosse una candidatura civica, invece è appoggiato da Salvini. Altro che civico. Se l’amministrazione de Magistris era così carente, perché le due coalizioni hanno fatto a gara per mettere in lista gli ex assessori?».

Ultimo, ma non in quanto ad importanza, troviamo “Napoli in Movimento – No alleanze” di Matteo Brambilla. Questo soggetto chiama infatti a raccolta gli attivisti dissidenti e gli elettori delusi dal MoVimento 5 Stelle. Scomparsa oramai l’atmosfera di novità che caratterizzava il MoVimento, Brambilla pronostica una loro batosta nelle periferie. Al contrario, egli promette attraverso la sua lista civica di portare i cittadini all’interno delle istituzioni, o meglio i loro problemi e le loro istanze. In pratica, questo attore politico si pone come obbiettivo quello di raccogliere l’eredità dei penta stellati, ritornare alle origini e assumersi l’onere di continuare la “democrazia dal basso” nella città di Napoli.

La campagna elettorale è ormai alle sue battute finali: tutti i candidati invitano i propri elettori a votare e strizzano l’occhio agli indecisi. Così, se l’affluenza alle urne confermerà i dati rilevati dai sondaggi, è certo che sarà stata una campagna ricca di sorprese e niente esclude possibili e inaspettati capovolgimenti di fronte al momento di un ipotetico ballottaggio.

Gabriele Caruso

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