partito animalista italiano
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La lista “Davvero – Partito Animalista Italiano” ha ottenuto 1 seggio alle scorse elezioni regionali in Campania, ma il Partito Animalista Italiano non sarà presente alle prossime comunali di Napoli. Il Consiglio di Stato ha infatti respinto il ricorso in appello della lista “Movimento Quattro Zampe – Partito Animalista”. Pertanto, anche se il Partito Animalista Italiano sarà comunque presente nelle X Municipalità di Bagnoli – Fuorigrotta, il Pm anticamorra Catello Maresca, candidato sindaco per il centrodestra, perde un’altra lista civica oltre a “Prima Napoli” , espressione della Lega di Matteo Salvini. Abbiamo intervistato il Responsabile nazionale per gli enti locali, Alberto Montoro, per conoscere meglio questa realtà che si occupa della tutela dei diritti degli animali sul territorio italiano.

Com’è nato questo partito e di cosa si occupa?

«Il Partito Animalista italiano è stato fondato nel 2006 dall’avvocato Cristiano Ceriello. Nel 2015 è entrato nel movimento internazionale dei Partiti Animalisti Europei e nel gruppo della Animal Politics Foundation, di cui è promotore il Partito Animalista Olandese di Marianne Thieme».

Il Partito Animalista Italiano fa parte di Animal Politics EU (APUE). Ci parli di questa realtà che raggruppa 11 partiti animalisti a livello europeo.

«Nel 2019, il Partito Animalista Italiano ha partecipato alla fondazione della prima organizzazione internazionale animalista, con la costituzione di un partito europeo, appunto Animal Politics EU (APUE), che unisce i partiti di undici Paesi europei: Belgio, Cipro, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna e Svezia. Ha quindi contribuito alla redazione del primo manifesto animalista politico della storia, il Manifesto Animalista Europeo, pubblicato il 4 aprile 2019. A maggio dello stesso anno si presenta in tutta Italia alle elezioni europee dove ottiene più di 160 mila voti (0,6% nazionale con punte di quasi l’1% in alcune regioni), ma non riesce a superare la soglia di sbarramento italiana, che peraltro è illegittima secondo i trattati europei. In Germania, infatti, alcuni partiti con lo stesso risultato elettorale hanno ottenuto un seggio all’Europarlamento, ma questa vittoria viene negata al Partito Animalista. Fortunatamente interviene in difesa della Democrazia l’avvocato Felice Besostri, massimo esperto italiano di leggi elettorali e a capo del collegio “avvocati per la democrazia”, famoso nella cronaca per aver fatto abolire il Porcellum e l’Italicum, il quale segnala le irregolarità dell’Europellum, la legge elettorale illegittima in contrasto con il Trattato di Lisbona. Besostri spiega che spetta un seggio al Partito Animalista, al Partito Comunista , a +Europa, ai Verdi e a La Sinistra, quindi meno seggi per i partiti maggiori: Forza Italia, Lega e PD. Attualmente il ricorso è pendente davanti il Consiglio di Stato».

Quale ideologia professa il Partito Animalista Italiano e dove si colloca all’interno del contesto politico del nostro Paese?

«Ogni partito ha un’ideologia politica di base, la nostra è l’Animalismo. Per noi questo va oltre la classica dicotomia destra-sinistra. Il nostro obiettivo è eliminare ogni forma di sfruttamento: sia verso animali che verso umani, essendo l’homo sapiens un animale, un primate. Noi siamo per i diritti animali, che comprendono i diritti umani (civili e sociali). Noi siamo per il benessere del 99% e contro l’1% che oggi detiene il 50% della ricchezza del pianeta. A differenza di altri, che hanno promesso di non allearsi per poi tradire gli elettori appena ne hanno avuto la possibilità, il Partito Animalista Italiano non fa demagogia e in pura trasparenza dichiara che è disposto ad allearsi con qualsiasi politico accetti di firmare un contratto con richieste inderogabili sulla questione animale. In realtà l’obiettivo finale è che gli Animalisti possano sganciarsi da ogni alleanza ed ottenere finalmente l’indipendenza, ovvero che possano candidarsi alle elezioni senza dover far parte di coalizioni, ma purtroppo la realpolitik ha regole politiche che per come sono state scritte (dai partiti di sistema) obbligano i partiti minori ad attraversare questa fase».

Quale differenza c’è tra il Partito Animalista Italiano e il Movimento Animalista di Michela Vittoria Brambilla?

«Alcuni lo confondono, ma non esiste e non è mai esistito nessun legame tra i due partiti politici. Altra differenza è che il Partito Animalista si presenta a tutte le elezioni possibili dal 2019 ad oggi».

Il Partito Animalista Italiano è stato protagonista delle scorse regionali in Campania, sostenendo la ricandidatura dell’attuale Presidente Vincenzo De Luca. In vista delle elezioni comunali per eleggere il nuovo Sindaco, quale candidato sosterrà il partito e di quale schieramento farà parte?

«Catello Maresca, che è a capo di una coalizione civica supportata da tutto il centro destra».

Le scorse elezioni regionali hanno visto iscritto nelle liste del Partito Animalista Italiano un manager del settore della pelle. In quale modo proverete a convincere gli elettori rimasti delusi in merito a questa vicenda?

«Questa vicenda è stata riportata in modo non corretto. Ricordo che alle regionali abbiamo fatto la lista insieme al partito Davvero. Il simbolo presentato rappresenta i due gruppi. Nell’accordo tra i due gruppi nelle provincie di Napoli, Salerno e Caserta la lista era mista, a Benevento i candidati li esprimeva il Partito Animalista e ad Avellino la lista Davvero. I candidati di Avellino sono stati inseriti l’ultima notte prima della presentazione delle liste. Appena ricevuta segnalazione, ci siamo riuniti e chiesto ufficialmente al partito Davvero il ritiro di questa candidatura ritenendo che fu tradito il patto elettorale in cui chiedevamo la massima attenzione sui candidati. Il resto della storia è di dominio pubblico – abbiamo fatto la campagna elettorale separati. Nonostante ciò abbiamo avuto più di 10.000 preferenze solo come Partito Animalista».

Quali sono le maggiori problematiche in ambito animalista che contraddistinguono il Comune di Napoli?

«Il Comune di Napoli, così come molti altri comuni italiani (purtroppo leggi e regolamenti sono carenti in tutto il territorio italiano) si trova a dover fronteggiare numerosi problemi legati alla salvaguardia del benessere animale. Primo fra tutti randagismo e canili non idonei a ospitare esseri senzienti che come tali necessitano di strutture idonee a ospitarli, e purtroppo molti canili napoletani non rispettano gli standard minimi di adeguatezza».

Quali sono le principali proposte del Partito Animalista Italiano per sensibilizzare il comune di Napoli in merito alla questione animale?

«Le nostre proposte per il benessere degli animali sono:il Progressivo svuotamento dei canili con incentivi economici alle famiglie che adottano; l’individuazione di strutture dismesse per creare rifugio sul territorio con annessa sala operatoria e ambulatorio veterinario per animali e randagi feriti o bisognosi di cure; la sterilizzazione di randagi su tutto il territorio comunale; la lotta al commercio illegale di cuccioli; la chiusura dei canili non conformi alle norme; la creazione di un assessorato ad hoc, con delega al benessere animale; la realizzazione di aree di sgambamento attrezzate e illuminate in tutti i quartieri; la creazione di un gattile; l’introduzione del divieto di utilizzo di animali vivi in spettacoli, sagre e fiere, così come il divieto o l’innalzamento delle tasse per chi gestisce attività circensi sul territorio, in modo da scoraggiarne la presenza».

Il 1° luglio è partita la raccolta firme per indire un referendum per l’abolizione della caccia. Quale è la posizione del Partito Animalista Italiano in merito a questa vicenda?

«Dall’ 11 settembre il partito è entrato nel comitato “Si Aboliamo La Caccia” e contribuirà alla raccolta firme per il referendum in maniera diretta con banchetti ed invitando tutti i cittadini a firmare, approfittando dei vantaggi della firma digitale».

Gabriele Caruso

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