Boomer, Millennial, Generazione Z
Fonte: reddit.com

Lo scontro generazionale è, forse, una delle costanti più frequenti nella storia, che trova ogni volta la sua declinazione, rappresentando il sentimento di rivalsa delle nuove generazioni rispetto alle precedenti. Si pensi allo slogan “Mettete dei fiori nei vostri cannoni” (ripreso dal gruppo italiano I Giganti che ne fecero una canzone, “Proposta”), con il quale i giovani boomer manifestavano la loro contrarietà alla guerra in Vietnam voluta dalla generazione precedente. Oggi la storia si ripete: stavolta contro i baby boomer e la loro incapacità nel comprendere i disagi e le difficoltà dei Millennial e della Generazione Z che hanno trovato la loro più sintetica ed efficace forma di espressione nel motto “Ok, Boomer“.

Millennial e Generazione Z vs. Boomer, è guerra aperta?

La deputata Chlöe Swarbrick (25 anni), durante il suo discorso sul climate change al Parlamento neozelandese.
Fonte: Guardian News – Canale Youtube

Il meme, nato nel 2018 su reddit secondo Know Your Meme, si è rapidamente sviluppato su TikTok, un social per giovanissimi di cui i boomer (e forse anche alcuni millennial) ignorano l’esistenza, ma è salito alle cronache solo recentemente, dopo un’articolo sul New York Times che ha aperto il dibattito negli USA anche tra i boomer. Nel resto del mondo sta avendo risalto soprattutto dopo che l’espressione è stata usata da Chlöe Swarbrick, una giovanissima deputata neozelandese, per zittire un suo collega più anziano che stava interrompendo il suo discorso sul cambiamento climatico.

“Ok, Boomer” rappresenta la reazione sarcastica e ficcante della Generazione Z (ovvero tutti coloro nati a cavallo tra gli anni ’90 e i 2000), ma anche dei millennial (i nati tra gli anni ’80 e la prima metà dei ’90) rispetto ai rimbrotti paternalistici dei loro genitori e/o nonni appartenenti alla generazione dei baby boomer (nati tra la seconda metà degli anni ’40 alla prima metà degli anni ’60), figli del boom economico e demografico del dopoguerra.

Uno dei tanti articoli di merchandising (tra cui troviamo anche tazze, cover, ecc) griffato “Ok, Boomer”.
Fonte Immagine: nytimes.com

I boomer sono ritenuti (non a torto) responsabili delle disuguaglianze socio-economiche e delle problematiche legate all’ambiente che colpiscono i giovani odierni i quali, spesso anche criticati (si pensi all’infelice termine gretini), stanno cercando di affrontarle a loro modo. Vecchie generazioni che inoltre trattano con aria di sufficienza i comportamenti (ritenuti magari troppo estrosi e/o egocentrici) e le tematiche care ai millennial, una fra tutte la questione di genere, lontana dalla percezione fondamentalmente binaria dei boomer, colpevoli inoltre di sottovalutare i rischi del cambiamento climatico.

Viene quindi ignorato del tutto il differente contesto socio-economico in cui millennial e zeta sono nati e cresciuti. Crisi economica, crisi ambientale, crisi sociale: le ultime generazioni sanno di essere le prime che avranno qualità della vita peggiore delle precedenti, con lavori precari e l’incertezza di una pensione, in sostanza una generazione senza futuro. Al tempo stesso sviliti dai boomer, che li ritengono dei bamboccioni sfaticati oppure essere la “generazione snowflakes” (fiocchi di neve), troppo sensibili per affrontare il mondo che loro hanno costruito (o distrutto?) con fatica. “Ok, boomer” condensa quindi perfettamente quest’ansia nel futuro e l’insofferenza verso una generazione che non li capisce ed è ritenuta colpevole della loro condizione. Una tagliente arma di millennial e zeta per far valere le loro opinioni e capacità, per riprendersi il proprio spazio in un mondo nel quale i boomer siedono ancora nei posti di comando.

Nonni e nipoti uniti per difendere l’ambiente

A margine di questa situazione vanno fatte, però, due importanti considerazioni. La prima è in parte un paradosso, in quanto forse è proprio grazie ad un’espressione così divisiva, di frattura come “Ok, boomer” che, nel bene o nel male, che si è riaperto il dibattito generazionale. La seconda vuole essere un monito che anche esponenti delle nuove generazioni sostengono con forza: attenzione a fare di tutta l’erba un fascio, non tutti i boomer (riprendendo l’hasthag “#NotAllBoomers“) sono colpevoli della situazione odierna, ma anzi spesso condividono con i millennial il disagio sociale e la precarietà lavorativa di questi tempi, appoggiando le loro battaglie.

Le generazioni passate hanno sicuramente grandi colpe rispetto alla situazione economico-sociale in cui ci troviamo oggi, ma forse il nemico va trovato nel sistema capitalista che ci spinge a consumare senza preoccuparci del domani. Più che una contrapposizione, servirebbe una convergenza generazionale (e di classe), tra boomer e millennial che lotti per un futuro sostenibile.

Davide Iannaccone

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