Batracomiomachia poema eroicomico

Batracomiomachia, trascrizione del greco Bατραχομυομaχία , “La battaglia tra le rane e i topi”. Un poema di 303 versi esametri che, sulla scia della lezione poetica di Omero, ne tesse un’abile parodia. Difficile sentenziare riguardo all’autore e alla precisa data di composizione ma diversi sono gli indizi che rimandano all’epoca ellenistica: all’inizio del poema, l’autore parla della scrittura del testo a cominciare da una tavoletta (immagine ricorrente nella scrittura satirica, cfr. Giovenale) posta sulle ginocchia (prassi decisamente lontana dalla composizione arcaica che si basava sull’oralità).
La fonte più antica che ricorda l’opera risale al primo secolo d.C. ed è Marziale; lo stesso Aristotele cita come modello di poesia parodistica il Margite, opera attribuita al poeta del V secolo a.C Pigerete di Alicarnasso, dimostrando di non averne ancora sentore. Queste sono prove avvaloranti della posteriorità dell’opera rispetto ai poemi omerici di cui presuppone conoscenza e assimilazione.
La Batracomiomachia dunque sembra essere figlia di un autore anonimo vissuto tra il III e il I secolo a.C., presentandosi come l’esempio più rilevante della tradizione parodistica antica. Un esempio di poema eroicomico – termine coniato da Alessandro Tassoni intorno al 1635.

Perché la Batracomiomachia può essere considerata un poema eroicomico?

La comicità del testo risiede nella discrepanza tra forma e contenuto: si ricalcano toni solenni ed epici per una materia che tratta di argomenti modesti, tendenti al ridicolo. Non ci sono iperboliche esagerazioni, nulla di estremamente volgare né comico, ma vengono mischiate varie tradizioni letterarie: si incontrano il linguaggio epico (con i propri epiteti e strutture), il bagaglio culturale della poesia omerica, il genere della favola (con protagonisti animali parlanti) con il tratto fondamentale della letteratura parodistica (un tono altisonante che regala la descrizione di un microcosmo, dissonante dal gigantesco mondo degli eroi epici e omerici. Per l’appunto, eroicomico).

La trama della Batracomiomachia

In un sol giorno si consuma la guerra tra i topi e le rane, nata da un tragico evento e dall’imprevedibilità del caso.

«Supplico, qui, nel principio, che scendano giú d’Elicona
le Muse in coro a me nel seno, ed ispirino il canto
che or or, sopra le mie ginocchia fissai nelle carte:
supplico che l’immane contesa, il tumulto di Ares,
io faccia a tutte quante suonare le orecchie mortali,
come sovressi i ranocchi piombarono e vinsero i topi,
che dei Giganti nati dal suolo emularon le gesta,
come ne fu tra i mortali ricordo. E fu tale il principio
».
(vv. 1-8)

Sulla riva di uno stagno si erano incontrati il topo Rubabriciole e la rana Gonfiagote, entrambi sovrani dei rispettivi popoli. Quest’ultimo aveva invitato il topo a visitare le proprie terre, caricandolo sul dorso così come aveva fatto Zeus con Europa. Ma il sopraggiungere di una biscia d’acqua aveva spaventato la rana che, immergendosi nello stagno, aveva provocato la morte per annegamento dell’ospite. Lo scontro a questo punto è inevitabile. Alla dichiarazione di guerra segue il segnale di guerra scandito dall’arrivo di grandi zanzare: la battaglia ha inizio e gli dei decidono per la neutralità, nonostante i topi avessero rosicchiato le vesti di Atena e le rane, con il loro gracidare, disturbato il sonno. Molti i caduti, dell’una e dell’altra fazione. Finché Zeus, impietosito dalla ritirata delle rane dovuta alla furia guerriera di Rubabocconi armato di un guscio di noce, decide di inviare in loro soccorso i granchi.
L’esercito dei roditori indietreggia, ponendo termine alla faida.

L’eredità del poema: il Medioevo e Leopardi

La Batracomiomachia – conservata da più di cento manoscritti, un numero di poco inferiore a quelli che hanno tramandato l’Odissea – ebbe particolare risonanza in epoca medievale, quando era considerata un valido testo scolastico. La sua fortuna continuò grazie all’interesse di noti critici e letterari, tra cui Giacomo Leopardi.
Leopardi tradusse la Batracomiomachia ben tre volte a partire dal 1815, stilandone persino un’analisi critica dal titolo “Discorso sopra la Batracomiomachia”.

«Tradussi non letteralmente come il Lavagnoli, ma pur tradussi, e fui ben lontano dal fare un nuovo poema, come Andrea Del Sarto. Cercai d’investirmi dei pensieri del poeta greco, di rendermeli propri, e di dar così una traduzione che avesse qualche aspetto di opera originale e che non obbligasse il lettore a ricordarsi ad ogni tratto che il poema, che leggea, era stato scritto in greco molti secoli prima».

Dunque, la propensione del poeta ad un lavoro filologico sul testo accompagnava la sensazione che ci fosse del terreno fertile da cui estrapolare del nuovo materiale.

Da poema eroicomico alla satira di Leopardi

Tra il 1831 e il 1835, infatti, Leopardi compose i Paralipomeni della Batracomiomachia, poema satirico in ottave che, fingendo di proseguire la storia dell’originale eroicomico (dal greco Παραλειπόμενα, termine usato per indicare un’aggiunta ad argomenti precedentemente omessi), nascondeva chiari riferimenti alla storia e alle idee contemporanee.
Il poema ripercorre gli avvenimenti storici del 1820-1821, il fallimento dei moti rivoluzionari contro i regimi assolutisti e la sconfitta dei liberali (i topi) per mano del potere pontificio (le rane) e degli austriaci (i granchi).

Di fatto, creare un’opera parodica significa deformare la realtà, dissacrandone incoerenze e velleità. Nella Batracomiomachia a subire questo ridimensionamento all’umano è il carattere eroico di gesta lontane e mitiche, adornate da formule epiche e dal sottile velo dell’impossibilità. Una chiave di lettura lasciata in penombra e in eredità alla letteratura successiva, che ne ha raccolto la lezione e trasposto i termini.

Pamela Valerio

Fotografia di copertina – © tutti i diritti riservati – dal progetto “Batracomiomachia. La battaglia dei topi e delle rane”. Testi di Giacomo Leopardi. Illustrazioni di Patricia Mariani. Progetto grafico di Mirco Rinaldi. Introduzione di Andrea Acciai.

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here