Libri 2018 Editoria promesse

It’s the final countdown

Dopo la frenetica corsa ai regali, le abbuffate in famiglia e i baci sotto al vischio, rimane un’ultima grande ricorrenza: il Cenone di fine anno 2018, che porta con sé le speranze d’inizio 2019. Adieu vecchi propositi e benvenute nuove promesse. Ogni anno ci si aspetta di dedicarsi una pausa in più, di spendere meglio il proprio tempo, di trovare l’amore, di viaggiare. Ma quando non si ha tempo o soldi, a volte, l’unico espediente per riuscire a volare e raggiungere posti inesplorati è impegnarsi con i libri.

Leggere significa di fatto viaggiare, dare una sfumatura diversa al proprio tempo, ritrovare amori perduti, conoscere storie di vite passate ed è un modo differente per prendersi cura del proprio animo. L’editoria è un mondo di cui andare fieri, da preservare e il 2018 ci ha lasciato tante piccole pillole d’emozione. Ne abbiamo selezionate 10, tra le nostre preferite.

1. “Vox” di Christina Dalcher

VOX Libri 2018 Editoria


Romanzo dalla trama degna della più attuale narrativa distopica svelata tramite l’avvincente stile del thriller politico, “Vox” di Christina Dalcher è stato curato da Editrice Nord e, in pochi mesi, si è fatto strada nelle classifiche dei libri più consigliati. È tutta una questione di potere e costrizioni. Limiti e censure per le donne che sono state private della propria dignità e diritti: non possono imparare a leggere e a scrivere, andare a lavoro, avere un passaporto per viaggiare. Possono ancora parlare, a patto che non superino le 100 parole giornaliere. Ma, nel silenzio, si annida la forza di pensare, e quindi di ribellarsi.

2. “Una giornata in giallo” della collana La memoria

 Libri 2018 Editoria

Camilleri, Costa, Giménez-Bartlett, Malvaldi, Manotti, Piazzese, Recami, Savatteri: si riuniscono otto dei più amati autori di gialli made in casa Sellerio in una nuova antologia d’indagine che porta sul campo i noti protagonisti del crimine e dell’intuizione. Minimo comun denominatore è un’interminabile unica giornata per svelare il mistero: non c’è bonaccia o giorno libero che tenga, nessuna pausa o alcun tentennamento in questa sferrata lotta contro il tempo, che intreccia perspicacia e destino. Dalla collana La memoria (nata nel 1979) che raccoglie «opere letterarie dimenticate e nuove, preferibilmente di rapida lettura», edizione tascabile.

3. “Macerie Prime. Sei mesi dopo” di Zerocalcare

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Sequel della precedente – omonima – graphic novel, “Macerie Prime. Sei mesi dopo”, edito da Bao Publishing e sempre firmata Zerocalcare, è l’ultimo capitolo, tragico e conclusivo, della storia che racconta della precarietà del umano. Il personaggio Zero aveva lottato con il senso di sconfitta di una generazione in resa: uno scontro con le certezze e gli amici di una vita che lo aveva portato a ritrovarsi con un pugno di sole macerie in mano. Sei mesi dopo, i nuovi equilibri vengono alterati, le tenebre avanzano e, tra nuove rivelazioni e la metamorfosi dell’armadillo, si svela un inimmaginato futuro post-apocalittico.

4. “Donne, razza, classe” di Angela Davis

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Baluardo di Edizioni Alegre, “Donne, razza, classe” si inserisce di prepotenza – e a buona ragione – nella collana dedicata alla lotta femminista. Pubblicato per la prima volta nel Stati Uniti nel 1981, è stato subito riconosciuto come spartiacque per un nuovo approccio al problema della discriminazione prima di tutto sessista e poi razziale. Angela Davis, in quest’opera che nasce come saggio appuntato in carcere nel 1971, propone un attento studio storico che denuncia la condizione delle afroamericane durante lo schiavismo e – dei troppo a lungo insabbiati – atti di resistenza e ribellione. Una nuova prospettiva ideologica, linguistica e pratica per una guerra che deve ancora essere vinta.

5. “Le assaggiatrici” di Rosella Postorino

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Vincitore del Premio Campiello, il romanzo di Rosella Postorino, edito da Feltrinelli, dà voce alle dimenticate di un periodo storico fatto di tensione e paura. È l’autunno 1943, nei pressi della nota Tana del Lupo, il nascondiglio di Hitler. Qui si consumava quello che era il potenziale ultimo pasto delle assaggiatrici personali del Führer, per assicurarsi che questo non venisse avvelenato col cibo. È la storia romanzata di Margot Wölk (assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf), soggiogata dalla storia, umiliata giorno dopo giorno dal ruolo assegnatoli, costretta all’anti-eroismo per sopravvivere. Un amletico dubbio esistenziale tra la vita e la morale.

6. “La campana non suona per te” di Charles Bukowski

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Il libro, edizioni Guanda, riunisce i racconti pubblicati sparsi sulle riviste tra il 1948 e il 1985: resoconti settimanali, battuti rigorosamente a macchina, dal nostro ‘vecchio sporcaccione’ che amava destreggiarsi tra i più disparati argomenti, scottanti e irriverenti. “La campana non suona per te” è la postuma rivisitazione delle avventure del grande amante e amatore di un’America sacra e  profana, dissacrata in quei lunghi quarantanni postbellici.

7. “Racconti parigini” a cura di Corrado Augias

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Corrado Augias, profondo conoscitore della storia artistica della capitale francese, ha raccolto e intrecciato venti tra i racconti più belli che vedono protagonista la città di Parigi, ‘sirenico richiamo’ per gli animi degli scrittori otto e novecenteschi. Si leggono le storie di Gertrude Stein e Benjamin, le analisi satiriche di Balzac e Zola, le riflessioni di Vila -Matas e Némirovsky: non c’è antro parigino che non sia stato descritto, via che non sia stata citata, ricordo che non sia stato rievocato. Un’enciclopedia sensoriale e mnemonica, firmata Einaudi, di una città avvolta dal romantico alone di luci e misteri.

8. “Storia della mia ansia” di Daria Bignardi

 Libri 2018 Editoria

“Storia della mia ansia”, pubblicato da Mondadori, è un chiaro esempio di come un aggettivo possessivo possa liberarsi del suo naturale riferimento ad una specifica persona e riesca ad abbracciare il tratto universale del generico. La Bignardi stessa lo ha definito il ‘il suo libro più impegnativo‘, nonché figlio di una maturità scribendi: un vero e proprio viaggio catartico nella psiche umana, costantemente attaccata da paure e incertezze che si traducono in ansia. A quel punto si può o soccombere, o spiccare il volo.

9. “Resto qui” di Marco Balzano

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Arrivato secondo nella competizione 2018 del Premio Strega, “Resto qui” di Marco Bolzano è un ritorno alle origini per l’Italia che vuole restare fedele alla propria tradizione. C’era una volta una terra di confine, come l’Alto Adige, che si oppose con forza ai cambiamenti imposti dal regime fascista. Era una terra fiera e indomita, di quei vinti dalla storia che, nella storia, trovarono il proprio orgoglio e la propria condanna. Fragili come umani, forti come quell’unico campanile superstite che ricorda la nobile bellezza del paese di Curon (evacuato nel 1950 e sommerso da un lago artificiale).

10. “The outsider” di Stephen King

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Per gli amanti del genere, il Re del thriller – cosparso di una patina di horror – è tornato! “The outsider”, che ha già visto il proprio esordio cinematografico, è l’ultimo lavoro di King: attenzione certosina nella costruzione dei personaggi, resa visiva nella descrizione delle scene, immancabile ascesa di angoscia e terrore. Torna, inaspettata, Holly Gibney che da semplice aiutante del noto detective Bill Hodges nella trilogia “Mr. Mercedes”, “Chi perde paga” e “Fine turno”) diventa protagonista di una difficile epifania riguardo all’essenza del male nel mondo. Insidiose ombre e numerosi dubbi, risolti in una densa cortina di fumo.

Pamela Valerio

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Laureata in Filologia Classica a Bologna e sostenitrice dell'arte sotto ogni sua forma. Amo la scrittura, la musica, le mostre, il teatro e mi piacerebbe condividere questo patrimonio con qualche nota fuori dal coro: sulla scia del rispettoso ossequio per l'antico, mi avvalgo di una curiosa simpatia per il moderno.

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