Zerocalcare Macerie Prime, racconto di una generazione perduta che continua a lottare

Macerie Prime, nuova opera di Zerocalcare, si conclude con la seconda parte uscita a maggio 2018 e presentata in occasione del 31° Salone internazionale del libro a TorinoQuesto libro a fumetti, tra ironia e disincanto, elabora una perfetta fotografia della generazione dei nati negli anni ’80, perduta, sola, dispersa tra le macerie, ma che continua a sognare.

Zerocalcare sin dagli esordi de “La profezia dell’armadillo”  utilizza il proprio punto di vista per descrivere quella che è la condizione di vita della sua generazione, ossia quella dei nati negli anni ’80 e che dopo la crisi del 2008 devono fare i conti con una realtà a cui non erano per nulla stati preparati. In ogni sua opera il personaggio e le persone che gli sono intorno crescono un passo alla volta: questo suo ultimo libro segna il passaggio alla consapevolezza definitiva di una nuova fase della vita.

In Macerie Prime, Zerocalcare racconta l’epopea di una generazione a cui era stato promesso un sogno e che ora purtroppo si trova a fare i conti con la cruda realtà, a dover vivere ripartendo dalle macerie di un Paese che non ha pensato ai propri figli, a confrontarsi con le generazioni precedenti che non hanno saputo prepararsi al mondo che cambiava e che questo cambiamento ancora faticano a comprenderlo. Ma le generazioni del passato hanno riversato tutte le responsabilità del cambiamento nella cosiddetta “generazione80”.

Zerocalcare costruisce il proprio racconto tramite le figure e le storie dei suoi amici di sempre: Secco, Deprecabile, Sara, Cinghiale e Katja. Essi sono infatti tutti personaggi che aiutano lo sviluppo della narrazione, senza mai essere di contorno e sono fondamentali ai fini della storia, non apparendo mai stereotipati. 

Secco è una persona  che si è arresa prima di combattere, abituato a sentirsi dire che non sarà mai nulla finisce con prendere la vita così come viene, adattandosi alle situazioni. Deprecabile invece è vittima di se stesso, incatenato alla sua routine e alla sua zona di comfort rappresentata dall’amico Bitter Immaginario, un lavoro che gli dà giusto il poco per vivere e godere delle proprie “comodità”. Sara per tutta la sua vita ha lavorato per ottenere semplicemente quello che meritava e che forse in un Paese diverso, nel Paese che i suoi genitori gli avevano raccontato e a cui l’avevano preparata, avrebbe ottenuto quello che le spettava, un lavoro stabile sulla base delle sue aspirazioni e meriti. Cinghiale si fa portavoce di coloro che nonostante le difficoltà decidono di buttare il cuore oltre l’ostacolo perché, nella vita si può solo andare avanti.

Grazie a lui, tutti i personaggi fanno i conti con la stringente “problematica” del diventare genitori e quindi di trovarsi costretti a dover superare quella che è la condizione di “essere figli”.

Katja alla soglia dei quarant’anni, è ingabbiata in una relazione che sa non la porterà da nessuna parte a causa dell’immobilità di Deprecabile ed è per questo logorata dalla sua esigenza di certezze, il desiderio di apportare un cambiamento definitivo e la paura del tempo che sembra scadere. Se Cinghiale si trova a misurarsi con il matrimonio, l’arrivo di una bambina e la sua paura del non essere mai pronti a un passo del genere, Sara e Katja vivono il tema della maternità con sentimenti opposti.

Sara ha una relazione con Sailor Uranus che vorrebbe con lei un bambino e spinta dalla possibilità di un matrimonio legale finalmente anche in Italia insiste per costruire qualcosa di più, Sara al contrario è presa dalle aspirazioni mancate e la sua totale mancanza di uno spirito materno. Invece Katja desidera a tutti costi un qualcosa che per lei è importante, ma sa che il tempo corre contro di lei.

In questo affresco generazionale il protagonista e narratore Zerocalcare si muove tra i suoi impegni di fumettista e la vita dei suoi amici. Se nella prima parte di “Macerie Prime” la storia è incentrata sul protagonista e sul suo percorso personale, nella seconda si assiste alla presa di coscienza che lo porta a guardare oltre il proprio spazio e a confrontarsi con il mondo e le vicissitudini di chi da sempre ha sempre fatto parte della sua vita.

Le paure vengono rappresentate dallo scrittore sotto forma di mostri, schedati come “pokemon” e descritti nei minimi dettagli. Per poter superare la vita tra le macerie il fumettista di Rebibbia non dà soluzioni, ma fornisce una visione completa della situazione, con un finale che non vuole essere un lieto fine ma che vuole comunque lasciare una speranza.

Macerie Prime Sei Mesi Dopo
Macerie Prime Sei Mesi Dopo

L’unica lezione di questo lungo racconto è quella di lottare e continuare a prendere il buono che c’è, anche tra le macerie, ogni giorno. Perchè non siamo tutti nati per essere campioni: ci sono anche i campioni incompiuti, quelli che la vita mette davanti a scelte difficili, ma che non smettono di proseguire il proprio cammino.

Per spiegare tutto questo Zerocalcare si aiuta utilizzando la morale dei personaggi dei cartoni degli anni ’80 veri e propri maestri di vita per i trentenni di oggi.

Il tutto è raccontato tra ironia, ricordi e situazioni nostalgiche e nonostante il velo di tristezza che copre l’intero libro, l’autore riesce a far ridere, appassionare e commuovere.

Macerie Prime è dunque un’opera che parla del passaggio all’età adulta, un’età che passa attraverso l’affrontare le proprie paure, l’accettazione di se stessi, il cambiamento delle proprie abitudini, il tutto tra le ansie, lo stress, la precarietà e i rapporti liquidi dell’età moderna, scritta dal punto di vista di quelli che fanno parte di  “Una generazione sotto scacco” come riportano i dati Istat:

“La  generazione più compromessa – afferma lo studioso in un’intervista ad Alley Oop-Il Sole 24 Ore – non è l’ultima generazione di laureati, per la quale, mi dispiace dirlo perché può sembrare una frase elettorale, un po’ di speranza comparativa con le generazione precedenti c’è. La generazione sotto scacco è quella dei 30-40enni. Su questi ci vogliono cure specifiche da parte della politica”.

Una generazione in profonda difficoltà a cui nessuno guarda e che vive un forte disagio emotivo ed esistenziale perché costretta a vivere in una situazione di continua incertezza. Isolata, vittima della visione individualista del mercato del lavoro che spinge all’estrema competitività, che sembra non essere più né carne e né pesce e che ha bisogno di riscoprire se stessa per ritrovare il proprio destino, appunto tra le macerie.

Salvatore Gennaro Boccarossa