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Fonte: people.com "The Squad: AOC, Omar, Pressley e Tlaib"

Le elezioni statunitensi dello scorso novembre sono state decisive non soltanto per la scelta del presidente, dove ha prevalso Joe Biden su Donald Trump, ma anche per il rinnovamento di tutti i 435 seggi della Camera dei rappresentanti e di 33 senatori, corrispondenti a un terzo del Senato. L’esito delle elezioni preannuncia una composizione del nuovo Congresso USA a dir poco colorita: oltre alla straripante riconferma di Alexandria Ocasio Cortez e della sua “squad”, fra i nuovi deputati figurano esponenti di Black Lives Matter (BLM) e persino l’estrema destra di QAnon. La strategia del tycoon, che tenta di attestarsi la vittoria senza alcuna prova e perdendo puntualmente i ricorsi, era già stata prevista in caso di sconfitta per delegittimare lo sfidante Biden e alimentare le teorie del complotto, cavalcando l’onda di sfiducia nei confronti delle istituzioni democratiche. Questo grande rumore causato dalle dichiarazioni senza fondamento di Trump e il lento conteggio dei voti hanno messo in secondo piano la formazione del nuovo Congresso e il buon esito delle elezioni sul fronte progressista.

La rielezione della “sisterhood” progressista e l’entrata di BLM 

Nonostante gli attacchi da parte di Trump e della più becera destra americana, la sorellanza di parlamentari progressiste, soprannominata “The squad”, è riuscita a riconfermarsi fra i banchi della Camera. Nel nuovo Congresso USA è stata rieletta Alexandria Ocasio Cortez, vincendo nel distretto del Bronx con il 68,8% dei voti, accompagnata da Ilhan Omar in Minnesota, Rashida Tlaib in Michigan e Ayanna Pressley in Massachusetts. Gli insulti sessisti e le minacce da parte di quel mondo conservatore che mal tollera la loro presenza nella politica a stelle e strisce sembrano non spaventare questo gruppo di deputate progressiste e appartenenti a minoranze etniche. Al contrario, i consensi per la squadra aumentano: Ocasio Cortez ha ottenuto 30 mila voti in più rispetto alle primarie del 2018, Omar ha visto aumentare le preferenze a suo favore in egual misura e Tlaib ha addirittura conquistato 44 mila voti in più. In barba ai complottisti di QAnon, le neo-elette socialiste godono dunque di un apprezzamento crescente, rappresentando una parte della popolazione statunitense senza voce e avvicinando i giovani alla politica attraverso una comunicazione efficace e la presenza sulle piattaforme social (un esempio su tutti le dirette Twitch di AOC intenta a giocare al celebre Among Us e a invitare i partecipanti a registrarsi per il voto). 

Alla squadra si aggiunge Cori Bush, attivista del movimento BLM e prima afroamericana a essere eletta nel Missouri, dove ha trionfato con l’84% di voti. Infermiera dalle idee socialiste e impegnata nella lotta contro il razzismo e le diseguaglianze, Cori Bush ha pronunciato un toccante discorso per la vittoria: 

«Il mio messaggio oggi è per tutti i neri, gli immigrati, i gay e i trans, e per tutti coloro che non hanno la possibilità di prosperare a causa di sistemi oppressivi; sono qui per servirvi. A ogni persona che sa cosa significa dire ad una persona cara “torna a casa sano e salvo, tesoro”. Vi voglio bene.»

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Fonte: Twitter. “La Prima”.

Un altro aspetto da considerare in queste elezioni è stato il numero da record di donne che correvano per un seggio nel nuovo Congresso USA. Ben 318 candidature, fra cui 117 donne afroamericane segnalano forse un cambio di paradigma, una diversa percezione delle donne in politica, non più elementi di estraneità e derisione. Ancor più se si considera la provenienza e il pensiero progressista di queste candidate, come Teresa Leger Fernandez, in parte latina e in parte nativa americana, che ha conquistato la vittoria in New Mexico. Oltre al movimento BLM, anche la comunità LGBTQI+ ha una sua rappresentante al Senato dello Stato del Delaware: la democratica Sarah McBride, attivista per i diritti umani e prima persona transgender a essere eletta in una delle due camere di uno Stato federale. 

Anche i complottisti di QAnon entrano al Congresso

Non mancano coloriti esponenti dell’estrema destra all’interno del nuovo Congresso statunitense, con la vittoria in Georgia della “futura stella repubblicana”, come apostrofata da Trump. Marjorie Taylor Greene è una donna d’affari e sostenitrice del movimento QAnon, diffusore di una delle più assurde teorie del complotto. In un paese solcato da tensioni politiche e sociali, colpito duramente dalla pandemia e travolto dalle proteste del movimento BLM, queste teorie prive di logica hanno avuto un significato ben preciso, soprattutto a pochi mesi dalle elezioni presidenziali. 

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Fonte: Twitter. “A giugno ho lanciato un avvertimento ai terroristi Antifa: State alla larga dal Nord-ovest della Georgia. Ora darò in regalo il mio famoso fucile AR-15. Se Joe Biden ruberà queste elezioni, proverà a metterlo al bando. Procuratevi un’arma prima che sia troppo tardi!”

Secondo queste tesi strampalate, alcuni esponenti democratici sarebbero dei pedofili adoratori di Satana. In questo scenario di depravazione morale si staglierebbe la figura di un salvatore, Donald Trump, che starebbe combattendo una guerra segreta contro il deep state, capace di controllare le sorti del mondo. Da quali ambienti dell’estrema destra provengano queste idee complottiste non è un mistero. Basti pensare che la neo-eletta al Congresso Greene ha paragonato il movimento Black Lives Matter al Ku Klux Klan, attirando l’attenzione con una sfilza di dichiarazioni razziste. Appellandosi alla vecchia red scare, la paura del radicalismo di sinistra, lo slogan della sua campagna era “Salva l’America. Ferma il socialismo”. Dulcis in fundo, un video la ritrae con un fucile semiautomatico brandito contro i “terroristi Antifa”. Passione per le armi, xenofobia e anticomunismo sono gli ingredienti del trumpismo per antonomasia.

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Fonte: Twitter. “L’addormentato Joe Biden dice che le mascherine sono patriottiche.Le mascherine non lo sono. Sono oppressive. I democratici vogliono avere il controllo di ogni aspetto della vostra vita. Le mascherine sono solo l’inizio”.

Anche Lauren Boebert, repubblicana eletta in Colorado alla Camera ha mostrato la propria vicinanza a QAnon. Secondo la CNN questa setta virtuale è divenuta un vero e proprio fenomeno globale a tre anni dalla nascita della teoria del complotto. Tuttavia, questo fenomeno globale ha dei risvolti nel mondo reale: l’FBI ha definito QAnon una potenziale minaccia terroristica alla sicurezza nazionale lo scorso anno. 

Con una Camera dei rappresentanti a maggioranza democratica e un Senato ancora in bilico, gli Stati Uniti escono da una tornata elettorale molto intensa e polarizzata. Il nuovo Congresso USA sembra riflettere le diverse anime di un Paese: da una parte, BLM con le sue proteste contro gli abusi e la violenza razzista della polizia, dall’altra, Donald Trump fiancheggiato da suprematisti e complottisti di QAnon. 

Rebecca Graziosi

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