diritti umani, memoria, libertà

Ci siamo lasciati alle spalle un anno impietoso soprattutto dal punto di vista umanitario. Un 2018 che tuttavia ha lanciato al 2019 una sfida, difficile certo ma a cui nessuno può sottrarsi: trovare un nuovo umanesimo e rinnovare il valore etico dell’humanitas, quel principio di filantropia che dovrebbe essere alla base di ogni relazione umana. E rispondere in maniera concreta agli attacchi ai diritti umani fondamentali, tra cui la memoria e la libertà. Tutto questo è stato il motore della diciassettesima edizione della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria Più libri più liberi ospitata dalla Roma Convention Center-La Nuvola a dicembre scorso. Un evento denso di incontri con ospiti nazionali e internazionali e che ha registrato una affluenza di persone per ogni fascia d’età, specialmente studenti.

diritti umani, memoria, libertà

Proprio a una platea di studenti si rivolge Liliana Segre, testimone dell’Olocausto, che racconta la sua storia ripercorrendo le leggi razziali fasciste del 1938, la deportazione e infine il difficile ritorno alla vita normale segnato dallo studio e da un desiderio irrefrenabile di libertà, quella che le era stata negata nel campo di sterminio dove visse ai limiti dell’umanità. Il nuovo umanesimo ha qui i tratti della memoria: nelle parole della Segre c’è un invito alla riflessione su un capitolo buio della storia d’Italia, inascoltato e mai seriamente affrontato, e la speranza nelle nuove generazioni, quelle che riempiono le aule dove lei porta la propria testimonianza.

All’importanza della cultura come momento altissimo di umanità ci riportano Giovanna Cristina Vivinetto, poetessa transessuale, e Monica Cirinnà, senatrice del Partito Democratico che ha regolamentato le unioni civili nel 2015 con la cosiddetta legge Cirinnà. La raccolta di Vivinetto, “Dolore minimo” (Interlinea, 2018), ripercorre il dolore personale dovuto alla transizione a cui segue una scia di invisibilità e incomprensioni da parte di chi, quella rinascita, la vede dall’esterno. La scrittura diventa allora una sutura delle ferite e insieme una richiesta di ascolto e riconoscimento, diritto che riguarda non solo lei ma tutta la comunità.

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E sono sulla pelle di tutti anche casi come quello di Stefano Cucchi su cui per anni hanno gravato il silenzio, l’ingiustizia e le menzogne e si è arrivati a briciole di verità solo in tempi recenti. Stefano muore perché considerato cittadino di serie B, perché chi avrebbe dovuto tutelarlo si è voltato dall’altra parte. Le parole della sorella Ilaria si rivolgono specialmente ai giovani proprio in questo senso:


«Voi siete coloro che hanno in mano il mondo, che hanno la possibilità di cambiare questa società, e quindi non stancatevi mai di informarvi, imparate a non voltarvi mai dall’altra parte, anche rispetto a situazioni che non vi riguardano e non vi riguarderanno mai direttamente.»

L’umanesimo parte anche da questo: non rimanere mai indifferenti di fronte alle violazioni dei diritti umani. In questo il comune di Riace è stato uno degli esempi più forti: ha costituito un modello di accoglienza e integrazione funzionante e ha dimostrato nel concreto cosa vuol dire “restare umani”, sentirsi parte di una comunità. E l’ex sindaco, Domenico Lucano, ha dato una risposta ai richiedenti asilo che sono stati inseriti nel tessuto del piccolo comune calabrese e soprattutto in una comunità di nuovo viva, ospitale. Alla base di un progetto semplice ma efficace c’era l’idea di un’accoglienza spinta non dalla pietà, bensì da un profondo senso di giustizia.

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A Più libri più liberi si è parlato tanto anche di libertà di stampa: secondo il rapporto RSF (Reporter Sans Frontieres) del 2018 l’Italia ha guadagnato sei posizioni rispetto all’anno precedente, collocandosi così al 46° posto, ma ad oggi sono ancora numerosi i casi di intimidazioni, minacce e insulti ai danni di giornalisti: basti pensare all’aggressione ai due giornalisti de L’Espresso avvenuta a Roma lo scorso 7 gennaio, oppure alle quotidiane difficoltà che cronisti che si occupano di mafia come Federica Angeli e altri sotto scorta sono costretti ad affrontare. Una battaglia da portare avanti per amore del libero pensiero e secondo il principio sancito dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo:

«Chiunque ha il diritto alla libertà di opinione ed espressione; questo diritto include libertà a sostenere personali opinioni senza interferenze ed a cercare, ricevere, ed insegnare informazioni e idee attraverso qualsiasi mezzo informativo indipendentemente dal fatto che esso attraversi le frontiere»

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Dunque un appello forte sia al mondo della cultura sia a quello della politica e delle istituzioni. Riusciremo a rimanere umani?

Arianna Saggio

1 commento

  1. Un articolo scritto con una penna leggera , cioè senza girare intorno a ipocrisie ma allo stesso tempo una penna intelligente e libera.
    Complimenti Arianna Saggio

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