Continua l’emergenza idrica nel territorio salernitano. Emblematica la situazione della città di Salerno, dove il sindaco Napoli, con un’ordinanza speciale, ha chiuso le fontane pubbliche. Il provvedimento segue quello della Salerno Servizi che, a partire dalle scorse settimane, ha sospeso il servizio idrico durante le ore notturne in tutta la zona est della città. Inquadriamo le origini e approfondiamo le ripercussioni della vicenda nelle aree provinciali maggiormente colpite dall’emergenza.
L’emergenza idrica, già avvertita dall’inizio dello scorso Giugno continua a mietere disagi nel salernitano. Il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, negli scorsi giorni ha ritenuto opportuno far bloccare le fontane
pubbliche sparse per la città per far capo all’emergenza.
Giornaliere ormai le sospensioni del servizio di erogazione dell’acqua nelle ore notturne in tutta la zona est della città, inoltre con una seconda ordinanza ha anche vietato l’utilizzo dell’acqua erogata dalla rete comunale «per usi diversi da quelli potabili, civili, domestici e igienico sanitari».
L’acqua dunque non si potrà utilizzare per svolgere azioni quotidiane come irrigare, annaffiare, lavare un piazzale, in caso contrario scatteranno delle sanzioni
Ma non è il solo caso: anche a Cava de’ Tirreni, il sindaco Servalli ha diffuso diversi appelli 
Queste misure drastiche, a detta delle pubbliche amministrazioni, dovrebbero favorire la regolare distribuzione del servizio durante il giorno. La vicenda preoccupa di gran lunga anche gli imprenditori turistici e quelli agricoli, il presidente di Coldiretti, la la maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana, ha rilasciato queste dichiarazioni in merito:
“Siamo in piena emergenza: la crisi idrica che ha colpito il nostro territorio rischia di mettere in ginocchio l’agricoltura salernitana. La questione “acqua” è affrontata in questa regione in maniera impropria ed è considerata un problema solo se manca per uso potabile o se arreca danni in caso di improvvise e pesanti precipitazioni. E’ invece una risorsa che va gestita e valorizzata”.
Lo scorso inverno è stato secco, è da mesi che non piove e ciò inevitabilmente – se non si agisce con senso civico per prevenire tali situazioni – ha comportato un abbassamento radicale del livello dell’acqua sorgiva.
Giuseppe Luisi
















































