Olimpiadi
fonte immagine: Pixabay, a cura di Diema

Le Olimpiadi rappresentano un punto d’incontro multilinguistico e multiculturale, un’occasione in cui la sana competizione tiene gli spettatori incollati allo schermo, mentre le nuove generazioni di atleti riempiono il medagliere. Le Olimpiadi sono un punto d’incontro multilinguistico e multiculturale da sempre. Inoltre, sono un punto d’incontro multilinguistico e multiculturale, e possono favorire lo scambio tra popoli.

A Bormio, Livigno, Milano, Predazzo, Anterselva e Cortina, città ospitanti dei Giochi, i tifosi stranieri interagiscono con i ristoratori locali senza troppi problemi, dimostrando che non è necessario essere perfettamente bilingue per comunicare.

Etimologia e lingue dei Giochi

Il termine “Olimpiade” deriva dal latino Olympiade(m), a sua volta dall’aggettivo greco olympiakós, riferito alla città sacra di Olimpia, dove ogni quattro anni si svolgevano gare panelleniche in onore di Zeus.

Sul modello della parola inglese Paralympics, è stata coniata anche la parola “paralimpiade”, combinando para (da paraplegico) e olimpiade. Simili composizioni esistono in francese (Jeux paralympiques), tedesco (Paralympische Spiele) e spagnolo (Juegos paralímpicos).

L’istituzione che regola i Giochi è il Comité International Olympique (CIO), con sede a Losanna. La lingua ufficiale è il francese, in onore del barone De Coubertin, ideatore dei Giochi moderni. Le cerimonie seguono l’ordine francese-inglese-lingua del paese ospitante; i documenti ufficiali, come la Olympic Charter, sono redatti in francese.

Competenze linguistiche e culturali


Non esiste un bilingue perfetto. Le abilità linguistiche – parlato, scrittura, comprensione e ascolto – progrediscono in modo diverso da persona a persona. È normale essere più forti nella comprensione scritta del francese rispetto all’ascolto, o eccellere nel parlato spagnolo ma non nella scrittura.

Oggi però la comunicazione va oltre la lingua. Nei contesti globalizzati come i Giochi Olimpici è fondamentale conoscere le usanze culturali: rispettare la distanza tra parlanti, capire quando e quanto inchinarsi, osservare il contatto visivo.

Un esempio recente è avvenuto sul podio della discesa femminile: le tre atlete hanno ricevuto medaglie accompagnate da stretta di mano e baci sulle guance, pratica comune in Italia ma non in tutti i Paesi. Le sciatrice tedesca e la sciatrice americana sono rimaste sorprese, mentre l’italiana appariva a proprio agio. La diversità culturale non è disuguaglianza, ma ricchezza. Dopotutto, le Olimpiadi danno spazio a tradizioni differenti.

Atleti poliglotti e minoranze linguistiche


Gli atleti italiani e naturalizzati mostrano come le lingue siano strumenti di condivisione, non di separazione: Maria Gasslitter rappresenta l’Italia rispondendo in ladino, lingua minoritaria delle Dolomiti derivata dal latino volgare; Lucas Pinheiro Braathen, norvegese naturalizzato brasiliano, comunica in inglese, portando con orgoglio entrambi i cognomi.

Questi esempi dimostrano che non esiste una lingua pura: l’italiano può diventare base di comprensione per le minoranze linguistiche presenti nel Paese.

Curiosità storiche e culturali sulle Olimpiadi


Durante la cerimonia di apertura, la cantante Mariah Carey ha trovato il testo di una canzone di Modugno trascritto in chiave fonetica, per facilitare la pronuncia italiana. Questo stratagemma ricorda i frasari usati dai soldati alleati durante la Seconda Guerra Mondiale, che indicavano parole in inglese seguite da pronuncia e traduzione in italiano, francese e tedesco: un esempio di comunicazione semplice ed efficace. Le Olimpiadi sono davvero un punto d’incontro multiculturale e multilinguistico, anche nei dettagli storici.

Un’altra curiosità risale ai Giochi di Berlino del 1936: due atleti giapponesi nel salto con l’asta arrivarono pari al secondo posto. Invece di ripetere la gara, tagliarono a metà le medaglie d’argento e di bronzo e le fusero, così che ciascuno avesse una medaglia metà argento e metà bronzo.

Dall’antica Grecia a oggi


Nell’antica Grecia, l’importante era vincere. Al campione spettava la gloria rappresentata dalla corona di alloro e, spesso, la possibilità di intraprendere carriere politiche o militari. Nessun oro materiale, ma fama e opportunità future, simili ai contratti di sponsorizzazione moderni.

Oggi le Olimpiadi continuano a celebrare non solo la competizione, ma anche l’incontro tra culture e lingue, unendo il mondo attraverso lo sport. Infine, si può affermare che le Olimpiadi sono un punto d’incontro multilinguistico e multiculturale anche nel XXI secolo.

Francesco Magnelli


Francesco Magnelli
Francesco Magnelli, romano di origine, valtellinese di adozione. Sono professore di lingue straniere nella scuola secondaria, naturalmente curioso e interessato ai diversi settori della comunicazione. Da estimatore del mondo della voce, ho creato LinguAdHoc: un podcast in cui tratto i molteplici aspetti delle lingue con un tono adatto a tutti, anche grazie alle interviste di professori universitari e dottorandi nei rispettivi campi di specializzazione. Da due anni a questa parte, collaborando con una docente esperta di violino, gestisco il progetto “Musica, lingua inglese, e gioco”, rivolto ai bambini di età prescolare.

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