Dear Giorgia, do you know?
Giorgia Meloni incontra la premier giapponese Sanae Takaichi al G20 del 2025. Fonte: Wikimedia Commons

Era l’aprile del 2024, poco più di un anno e mezzo fa, quando la nostra cara (rectius, il nostro caro) Presidente del Consiglio, alla corte dell’illustre e neutrale Bruno Vespa, in risposta a chi invocava un intervento del Governo italiano nella vicenda giudiziaria riguardante la cittadina italiana Ilaria Salis, detenuta in Ungheria in condizioni di certo non ossequiose, difendeva a spada tratta il pensiero Montesquieuiano ed affermava, con il suo per nulla provocatorio tono sbeffeggiante e supponente al quale ci ha abituati:

Do you know Stato di diritto?

Do you know autonomia della magistratura?

Ebbene, oggi, lo stesso Presidente (sic!) sembra aver completamente rimosso quella lezione di Filosofia del diritto brillantemente appresa durante gli anni del Liceo, tale che di fronte ai recenti sviluppi della vicenda giudiziaria di Crans-Montana che hanno visto la scarcerazione (preventiva) di uno dei principali indagati, decide, prima, di travestirsi da giocatore di Risiko!, attaccando la Svizzera e sostenendo, con tono istituzionale ma anche un po’ nazional-popolare “la sua viva indignazione” per la decisione del tribunale svizzero. Poi, pensa bene di cambiare personaggio e di adagiare sul suo capo la nobile parrucca da giudice della Francia settecentesca, come se a condurre le indagine fosse Lui (sic!, di nuovo), alludendo alla “estrema gravità del reato di cui è sospettato” (espressione quest’ultima che farebbe rabbrividire qualsiasi professore di diritto processuale penale italiano, materia completamente slegata dalla cultura mediatica del sospetto), alle “pesanti responsabilità che incombono su di lui”, e infine “al persistente pericolo di fuga e l’evidente rischio di ulteriore inquinamento delle prove a suo carico”.

Ora, tutti noi ci ricordiamo perfettamente del nostro Professore del Liceo, quello che ci diceva che eravamo bravi, ma non ci applicavamo abbastanza. Lo stesso Professore che, di fronte ai nostri errori ed alle nostre amnesie, restava profondamente deluso. Bene, proviamo a travestirci anche noi ed immaginiamo di assumere le vesti del Professore del Liceo del nostro Presidente e supponiamo di reagire alle sue recentissime affermazioni:

Ma come Giorgia?

What about lo Stato di diritto? And what about l’autonomia della magistratura?

Hai dimenticato tutto? Ma stai continuando a studiare?

Giorgia, anche tu? Tu quoque?

Ma il nostro Professore ce lo ricordiamo anche perché era paziente, perché in fondo credeva in noi e quindi insisteva tanto. Per cui, di fronte ad un tale blackout a distanza di così poco tempo, non possiamo esimerci dal ricordare al nostro Presidente le basi della sua formazione, visto che non troppo tempo fa ancora dimostrava di essere un brillante studente. Quindi, come si fa con un ripetente che non manca di presunzione, siamo qui a riformulare al nostro Presidente le stesse domande retoriche che Lui aveva posto nel salotto del buon Vespa, ed in più ci permettiamo anche di fargli ulteriori domande, che insieme raccolgono sia elementi di filosofia che un pizzico di grammatica inglese, cosi orgogliosamente sfoggiata in varie occasioni per mostrare la sua versatilità linguistica.

E allora ricominciamo da capo, con pazienza. Con la speranza di rievocare qualcosa nella mente del nostro Presidente.

Dear Giorgia,

Do you know Stato di diritto?

Do you know autonomia della magistratura?

Do you know separazione dei poteri?

Do you know che la magistratura è indipendente dalla politica?

Do you know che le indagini le fanno i pubblici ministeri e non gli ambasciatori e che quindi richiamare questi ultimi non conduce a nessuna svolta investigativa?

Do you know la presunzione di non colpevolezza e che l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva?

Do you know il diritto di difesa, inviolabile in ogni stato e grado del procedimento, anche durante le indagini?

Do you know che la libertà personale è inviolabile e che le sue restrizioni o altre forme di detenzione, anche cautelari, rappresentano l’extrema ratio?

Do you know che interferire nelle indagini condotte dalla magistratura di un altro Stato significa violare la sovranità di quello stesso Stato?

Do you know that, Giorgia? Tu quoque? Che quella sovranità la citi e la difendi in occasione di ogni convegno internazionale?

Do you know che fare la voce grossa con uno Stato solo perché piccolo e non troppo rilevante nel contesto internazionale non ti fa guadagnare rispetto agli occhi degli altri Stati?

Do you know that, Giorgia? Tu quoque, che hai taciuto e continui a tacere di fronte alle barbarie commesse dai tuoi Stati amici come Israele e gli Stati Uniti d’America?

Do you know che questi tuoi continui attacchi ai giudici italiani e stranieri non ti legittimeranno a riformare la magistratura per assoggettarla al potere esecutivo?

Do you know che la riforma costituzionale della magistratura da te promossa indebolisce il potere giudiziario e spiana la strada alle ingerenze politiche nella magistratura?

Do you know che questa riforma non renderà i processi più veloci e non creerà dei magistrati più bravi o più buoni, come invece cerchi di far credere agli elettori?

Do you know che spiare i magistrati con dei software installati nei loro pc viola la loro autonomia e la loro indipendenza?

Do you know che questa tua riforma costituzionale che tu fai passare come riforma sulla separazione delle carriere è in realtà un disegno autoritario contrario a buona parte dei principi sopra elencati?

Dear Giorgia, we are sure you know la risposta a tutte queste domande.

Ma è bene segnalare che anche noi le conosciamo, e che non le dimenticheremo in così poco tempo.

Amedeo Polichetti

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