
Regioni e centri metropolitani diventano il vero motore della crescita nazionale nella gestione dei rifiuti
Le grandi città italiane assumono un ruolo sempre più strategico nel percorso di miglioramento della raccolta differenziata. I dati ISPRA aggiornati al 2024 mostrano come il sistema nazionale continui a rafforzarsi anche in un contesto di aumento della produzione dei rifiuti urbani, che nell’ultimo anno ha quasi raggiunto i 30 milioni di tonnellate, con un incremento del 2,3% rispetto al 2023. Un dato legato alla ripresa dei consumi, che non ha però rallentato il cammino verso una gestione più sostenibile.
La percentuale di raccolta differenziata a livello nazionale si attesta al 67,7%, superando stabilmente la soglia del 65% fissata come riferimento minimo. Un risultato che conferma la solidità del modello italiano e il contributo crescente dei grandi centri urbani, chiamati a gestire volumi di rifiuti particolarmente elevati.
Il quadro territoriale vede il Nord mantenere la leadership con una media del 74,2%, seguito dal Centro al 63,2%. Il Sud raggiunge il 60,2%, segnando un progresso significativo che riduce il divario storico con le altre aree del Paese. Le città diventano così un osservatorio privilegiato per valutare l’efficacia delle politiche ambientali.
Bologna emerge come la grande città più virtuosa, con un tasso di raccolta differenziata del 72,8%. Un risultato che la colloca ben al di sopra della media nazionale e la rende un modello per i contesti urbani complessi. Seguono Padova con il 65,1%, Venezia con il 63,7% e Milano con il 63,3%, a dimostrazione di come anche le metropoli possano raggiungere livelli elevati di intercettazione dei rifiuti. Firenze supera il 60% attestandosi al 60,7%, mentre Messina arriva al 58,6%, confermando un trend di crescita costante. Roma, Napoli, Bari e Genova, pur con valori inferiori al 50%, mostrano un percorso di miglioramento progressivo.
Accanto alle città, il quadro regionale resta positivo. L’Emilia-Romagna guida la classifica con il 78,9%, seguita da Veneto (78,2%) e Sardegna (76,6%). Trentino-Alto Adige, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia superano stabilmente il 70%, mentre Marche, Valle d’Aosta, Umbria, Piemonte, Toscana, Basilicata e Abruzzo oltrepassano il 65%, a conferma di una diffusione sempre più ampia delle buone pratiche. Anche i dati sui comuni rafforzano questo scenario. Oltre il 72% supera la soglia del 65% di raccolta differenziata e quasi il 90% intercetta almeno la metà dei rifiuti in modo separato.
Accanto ai risultati sul riciclaggio, che vedono l’Italia raggiungere il 52,3% e superare l’obiettivo del 50% fissato per il 2020, resta centrale il tema della raccolta differenziata come primo vero snodo del sistema. Come sottolinea la guida di Acea Energia, la corretta separazione dei rifiuti alla fonte è determinante per garantire l’efficacia dell’intero processo. Errori nel conferimento, confusione tra imballaggi e oggetti o una gestione non accurata dei materiali possono compromettere la qualità dei flussi destinati al recupero.















































