«Ciao, posso fare una foto al tuo cane?» Così è iniziato l’incontro con Navid Tarazi, conosciuto sui social come DoggoDaiily. Giovane torinese di origini iraniane, Navid ha trasformato la sua passione per i cani in un progetto quotidiano che conquista migliaia di follower. Ogni giorno, durante le passeggiate per le strade di Torino, cattura scatti spontanei e autentici dei cani che incontra, immortalando gesti, sguardi e momenti unici che raccontano storie di affetto, complicità e gioia.
Dai suoi lavori fotografici sono nati prima dei video sui social, dove si possono scoprire le storie di ciascun cane e del suo proprietario, e poi un meraviglioso libro che celebra l’amore e il legame tra umani e cani: ‘Posso fare una foto al tuo cane?’, edito da Mondadori. Il titolo prende spunto proprio dalla ormai celebre frase con cui Navid ferma il proprietario del cane, diventata simbolo del suo progetto e della sua capacità di catturare momenti autentici di vita quotidiana.
Navid, come è nata la tua passione per i cani e cosa ti ha spinto a condividere le loro storie sui social con la tua pagina “Doggodaiily”?
«La mia passione per i cani è nata quando sono arrivato in Italia.In Iran i cani non si vedono spesso per strada, quindi trovarne così tanti qui mi ha colpito tantissimo. Sentivo una curiosità enorme. Ho iniziato a fermare le persone per chiedere di scattare una foto ai loro cani e, parlando con loro, ho scoperto storie incredibili. Da lì è iniziato tutto. Ho pensato che fosse un peccato che restassero solo tra me e loro e ho deciso di condividerle su una pagina, Doggodaily, per farle conoscere al mondo»
Puoi raccontarci come hai iniziato a fermare i proprietari di cani per chiedere di scattare foto e video?
«All’inizio ero timido. Mi avvicinavo e chiedevo: “Posso fare una foto al tuo cane?” senza microfoni, senza luci, solo il mio telefono. Poi ho iniziato a registrare tutto, perché ho capito che anche quel primo approccio era parte della storia. Le persone sono quasi sempre felici, perché vedono che amo davvero i loro cani».
Qual è stata la reazione più bella che hai ricevuto da un proprietario o da un follower dopo aver condiviso una storia sul cane?
«Ci sono state tante reazioni che mi hanno toccato. Una volta una signora mi ha scritto ringraziandomi perché stava vivendo un periodo difficilissimo e la storia del suo cane, che io avevo raccontato, le aveva ricordato quanto amore e forza avesse accanto. Ha detto che le avevo dato un po’ di speranza. Per me queste cose valgono più di qualsiasi numero. Un episodio che porto profondamente nel cuore è quello di Totò. Totò viene dal Sud, da una cucciolata sfortunata. Lui è l’unico sopravvissuto perché la sua mamma e i suoi fratelli sono stati uccisi da cani randagi. È una storia dura già dall’inizio, ma Totò ha avuto una seconda possibilità. Una famiglia di Torino lo ha adottato e pian piano lui ha cominciato a fidarsi del mondo. Si è legato in modo speciale a Corrado, l’uomo di casa. Corrado era il suo punto di riferimento, la sua sicurezza. Poi, nel 2021, la vita ha cambiato tutto. Corrado è uscito di casa in ambulanza (durante il covid) e non è più tornato. È morto in ospedale. Ma come si spiega a un cane che la persona che ama non lo ha lasciato, ma se n’è andata per forza? Per Totò, quel giorno si è trasformato in un abbandono. Lui non poteva capire. Così per un anno intero Totò è andato ogni giorno nel posto dove Corrado parcheggiava la macchina. Si sedeva lì, davanti a quel parcheggio, e lo aspettava. Aspettava che tornasse».
C’è un episodio particolare che ti è rimasto nel cuore durante le tue interazioni con i cani e i loro proprietari?
«Nel mio libro, Posso fare una foto al tuo cane – storie di amore, resilienza, complicità, c’è il messaggio che i cani non sono solo animali ma veri compagni di vita. Molti di loro hanno sofferto, molti hanno salvato i loro umani in modi invisibili. Vorrei che i lettori portassero con sé questo: dietro ogni cane c’è una storia che merita di essere ascoltata».
Il tuo libro si intitola “Posso fare una foto al tuo cane – storie di amore, resilienza, complicità” ed è edito da Mondadori e disponibile in tutte le librerie di Italia oltre che online, ha commosso molte persone (tra cui la sottoscritta!): quale messaggio speri che i lettori traino dalle storie che hai raccontato?
«Ho tanti sogni. Vorrei continuare a raccontare queste storie, magari anche le storie dei gatti. Sto lavorando per far crescere Doggodaily e creare progetti che possano aiutare i cani in difficoltà».
Potremo incontrarti in altre città oltre Torino in futuro oppure pensi di rimanere solo lì?
«Sicuramente verrò anche in altre città, il mio desiderio è incontrare i lettori in tutta Italia, e magari anche fuori. Mi piace poter ringraziare le persone dal vivo per il loro affetto».
Un tuo desiderio da realizzare sappiamo che è quello di adottare un cane proprio tuo: magari è un sogno da realizzare proprio nel 2026?
«E sì, il sogno di adottare un cane è sempre lì, forte. Spero davvero che il 2026 sia l’anno giusto. Vorrei dare una casa a un cane che ne ha bisogno e costruire con lui quella complicità che racconto ogni giorno con gli altri».
di Sara Spiniello















































