Fosse Ardeatine
Fosse Ardeatine fonte immagine: wikipedia.org

Ottantadue anni dopo – e sempre, la data di oggi 24 marzo resta indelebilmente segnata nel calendario civile della Repubblica.

Fuori dai combattimenti, durante l’occupazione della penisola, la violenza nazifascista si è abbattuta sulla popolazione civile attraverso rappresaglie, massacri e stragi: furono 24.446 le vittime, in 5.892 episodi, come documentato dall’Atlante delle stragi nazifasciste.

Tra questi, il massacro delle Fosse Ardeatine è uno dei più noti. Non solo per la sua ferocia ed entità, e non solo per il luogo in cui avvenne; ma anche, e soprattutto, perché fu la vendetta alla più importante azione della Resistenza europea in una capitale occupata: l’azione partigiana di via Rasella.

Voluto dai nazisti tedeschi e realizzato assieme ai fascisti italiani, come il questore di Roma Pietro Caruso, che contribuì alla compilazione delle liste dei condannati, costò la vita a 335 uomini: detenuti politici, antifascisti, ebrei e civili.

Condotti nelle cave di pozzolana lungo la via Ardeatina, vennero uccisi uno a uno con un colpo alla nuca. Per cancellare le tracce del crimine, l’ingresso delle cave fu fatto esplodere, trasformando quel luogo in una tomba collettiva. Le vittime rappresentavano uno spaccato dell’Italia di allora: militari e professionisti, operai e sacerdoti, giovani e anziani. Tra loro anche oltre 70 ebrei, perseguitati anzitutto in quanto ebrei.

Questa mattina, al Mausoleo delle Fosse Ardeatine, si sono svolte le celebrazioni ufficiali. Le istituzioni hanno deposto corone d’alloro davanti alle tombe, e sono stati letti i nomi dei caduti. Accanto alle autorità, numerosi cittadini hanno preso parte alla commemorazione: studenti, insegnanti e visitatori hanno attraversato in silenzio il mausoleo.

Il Comune di Roma ha dedicato grande impegno alle celebrazioni, promuovendo anche un progetto in collaborazione con l’Università LUMSA: sulla scalinata del Campidoglio, studentesse e studenti hanno dato voce alle lettere delle mogli, delle madri e delle sorelle delle vittime dell’eccidio, restituendo una dimensione profondamente umana alla memoria.

Un’iniziativa che si inserisce in un percorso più ampio di educazione alla memoria: pochi giorni fa, infatti, il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio sono rientrati da Cracovia, dove hanno accompagnato un gruppo di studenti romani in un Viaggio della Memoria al campo di Auschwitz-Birkenau.

Come ogni anno, il 24 marzo non è soltanto una ricorrenza ma un richiamo collettivo alla responsabilità storica, un monito a non dimenticare e a vigilare contro ogni forma di violenza, odio e sopraffazione. Cioè di fascismo.

Le Fosse Ardeatine restano così un luogo non solo della memoria del presente e futuro.

Gabriele Bartolini

Gabriele Bartolini
Gabriele Bartolini (Roma, 2003) studia Giurisprudenza alla Sapienza di Roma. È presidente della sezione ANPI di Trastevere e membro del Comitato Provinciale dell’ANPI di Roma. Fa parte del gruppo dell’ANPI Nazionale che lavora sulle giovani generazioni. Cura per Patria Indipendente una inchiesta sul tentativo di riscrittura della Storia tramite le intitolazioni di vie e spazi pubblici a Giorgio Almirante.

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