La necessità del verde urbano nel futuro delle città
Immagine: verdeprofilo.com

Anno 2050: 9,7 miliardi di esseri umani coabiteranno sul pianeta Terra condividendo le sempre più scarse risorse naturali. Sono le cifre del nuovo rapporto delle Nazioni Unite “The World Population Prospects 2019: Highlights”, numeri destinati a crescere ulteriormente entro la fine del secolo. Appena un anno prima un altro studio dell’Onu affermava che proprio nel 2050, l’anno del sovraffollamento globale, il 68% della popolazione mondiale vivrà nelle città che prolifereranno soprattutto nei Paesi in via di sviluppo quali India, Nigeria e Cina. Per John Wilmoth, decimo direttore della Divisione Popolazione dell’Onu, l’aumento della percentuale dell’urbanizzazione potrebbe essere considerato un evento positivo. «La crescente concentrazione di persone nelle città offre un modo più economico di fornire servizi» ha dichiarato Wilmoth al Guardian. Tale concentrazione potrebbe anche «aiutare a ridurre al minimo il nostro impatto ambientale sul pianeta» a patto che le amministrazioni cittadine inizino a progettare politiche e pratiche eco-friendly per prepararsi al consistente futuro afflusso.

Biodiversità in città: un manifesto per il buon governo del verde urbano

Con un terzo della popolazione mondiale ammassato in città, le megalopoli del futuro dovranno quindi costruire una nuova e forte alleanza con la natura. A tal proposito il 6 ottobre scorso, in occasione della terza edizione di Urban Nature, un’intera giornata dedicata alla natura urbana, il WWF ha presentato il report “Biodiversità urbana: percorsi e proposte in campo“. «Le città non devono essere deserti artificiali, delle trappole dove il nostro benessere, la nostra salute e la nostra sicurezza vengono messi a rischio per soddisfare scelte fatte per mantenere modelli di produzione e di consumo superati e insostenibili», sostiene la presidente di WWF Italia Donatella Bianchi, che poi spiega: «nel modo con cui concepiamo e costruiamo le nostre aree urbane, facciamo le nostre scelte energetiche e di mobilità, gestiamo il ciclo di vita dei beni di consumo, il loro recupero, riutilizzo e smaltimento per i prossimi decenni».

La necessità del verde urbano nel futuro delle città
“Festeggiare la natura in città significa, in primo luogo dare valore a tutto quello che arricchisce le nostre giornate all’interno delle città, quello che migliora la nostra salute e la qualità della vita negli ambienti urbani dove spesso si trova la natura che non ti aspetti” Presidente WWF Italia – Donatella Bianchi (Immagine: wwf.it)

Grazie all’impegno del WWF e al coinvolgimento di associazioni e federazioni nazionali e di quaranta realtà civiche appartenenti alle quattordici aree metropolitane italiane è stato possibile creare il “Manifesto per il Buon Governo della Natura in Città“, un documento che suggerisce ventidue azioni da sottoporre alle amministrazioni comunali. Di seguito i sei filoni di intervento in cui si divide tale manifesto. È importante sottolineare che tali punti riguardano norme, esperienze e strumenti già radicati o in via di sperimentazione nel nostro Paese:

  • Strumenti urbanistici e adattamento climatico: integrare la nuova pianificazione urbanistico-territoriale comunale con la individuazione e regolamentazione delle green and blue infrastructure e con i Piani Urbani di adattamento climatico;
  • Linee Guida nazionali: definire “Piani comunali del Verde” a tutela delle aree seminaturali, agro-selvicolturali e di importanza ecologica e paesaggistica e per l’individuazione di “cinture verdi” periurbane;
  • Legge n. 10/2013: verificare la reale attuazione della legge n. 10/2013, nonché rendicontare e valorizzare gli interventi predisposti o realizzati per la messa a dimora di alberi per ognuno dei bambini nati o adottati nel territorio comunale, privilegiando gli interventi coordinati su area vasta e la cura delle nuove alberature impiantate;
  • Patti di collaborazione: promuovere la cittadinanza attiva adottando, laddove non sia stato ancora fatto, i “Regolamenti per la collaborazione dei cittadini con le amministrazioni per la cura, la gestione condivisa e la rigenerazione dei beni comuni urbani” e i “Patti di collaborazione amministrazione e cittadini attivi” da questi previsti;
  • Gestione civica: accompagnare e favorire le esperienze civiche dei “giardini condivisi” e degli “orti sociali”, dei parchi urbani con: Delibere quadro che definiscano meglio gli obiettivi generali su scala cittadina; razionalizzare e semplificare le procedure e gli atti di affidamento;
  • Manutenzione della biodiversità: favorire la diffusione di apposite Ordinanze e/o Regolamenti comunali (quali quelli approvati già da almeno 65 Comuni) per la gestione della biodiversità in città con metodi biologici, e che vietino, nel contempo, l’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi (fitofarmaci e biocidi) nella gestione del verde urbano.

I vantaggi delle aree verdi urbane e periurbane

Tendiamo erroneamente a considerare il verde urbano come una necessità che riguardi esclusivamente la tutela ambientale oltre che come un’opportunità utile a migliorare l’estetica del luogo in cui viviamo. Secondo il report “Reti ecologiche, reti del verde e riqualificazione urbana delle periferie” esistono almeno altre due motivazioni per cui la riqualificazione delle aree verdi debba avere un ruolo principale nel futuro delle nostre città. La presenza di una rete del verde negli agglomerati urbani e periurbani incentiverebbe attività sociali tramite la semplice offerta di spazi per l’aggregazione collettiva. Inoltre, con la realizzazione di parchi attrezzati utili a svolgere attività didattico-culturali e ricreative, si favorirebbero le funzioni di tipo urbanistico.

La necessità del verde urbano nel futuro delle città
Bosco Verticale, Milano
Immagine: stile.it

I motivi pro-aree verdi finora elencati potrebbero non bastare in una società capitalista in cui nulla è prioritario se non produce profitto economico. Per Carlo Calfapietra, direttore ad interim presso l’Institute of Research on Terrestrial Ecosystems ed esperto della Commissione europea per le soluzioni basate sulla natura, «Lavorando in sperimentazione, possiamo quantificare economicamente tali vantaggi che vanno a mitigare gli effetti dell’inquinamento […] Per ogni euro che investiamo in una foresta urbana ne abbiamo tre di ritorno dal punto di vista dei benefit ambientali» Oltre a ciò un costante aumento del verde urbano nelle città avrebbe effetti positivi anche sul settore immobiliare, aumentando il valore delle proprietà fino al 15-20%.

La tutela e la gestione delle aree verdi urbane e periurbane delle città del futuro rientrano perfettamente nell’ottica dello sviluppo sostenibile sostenuto dall’Agenda 2030. Per raggiungere tale sviluppo infatti è importante armonizzare tre elementi fondamentali: la crescita economica, l’inclusione sociale e la tutela dell’ambiente. Un buon governo della natura in città rappresenta quindi un’opportunità da cogliere al volo per le amministrazioni e un vantaggio per cui vale la pena lottare per la popolazione e per le future generazioni. Riprendendo le parole della presidente del WWF Italia Donatella Bianchi, «Passare dal grigio al verde nelle nostre città è possibile, basta volerlo. Città e natura non devono essere considerate come entità separate, ma parti integrate in un unico un organismo vivente in cui la biodiversità è indispensabile per garantire la qualità della vita, la salute, il benessere e la sicurezza delle popolazioni urbane e il verde è un bene comune».

Marco Pisano

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