movimento disoccupati 7 novembre (fonte immagine: radiondaurto.org)
Fonte immagine: radiondaurto.org

Il 23 febbraio 2022 la Questura di Napoli ha notificato “avvisi orali” a cinque protagonisti del Movimento Disoccupati 7 novembre e del sindacato Si Cobas.

Il movimento “Disoccupati 7 novembre” nasce all’indomani della mobilitazione contro lo Sblocca Italia del governo Renzi e il decreto su Bagnoli, nel 2014. Movimento autonomo rispetto a qualsiasi partito, ben radicato nei quartieri della città di Napoli, è da sempre a fianco di tutte le lotte e tutte le realtà: non solo quindi disoccupate e disoccupati, ma anche studenti e studentesse – con cui il movimento è sceso in piazza per protestare contro l’alternanza scuola-lavoro, e tutta la frangia proletaria. In questi 8 anni di attività il movimento ha chiesto lavoro e salario, è riuscito a riunire le varie lotte e ad allargare l’orizzonte delle loro richieste: blocco dei licenziamenti collettivi, diminuzione orario di lavoro, contratti con salario equo, per ricordare solo alcune istanze.

In questi anni di lotte la loro attività principale è stata quella di combattere lo sfruttamento padronale a scapito dei lavoratori e delle lavoratrici. E hanno presentato progetti per lavori di pubblica utilità, con le relative linee di finanziamento: a dicembre dello scorso anno c’è stato un tavolo inter-istituzionale proprio in riferimento ai lavori di pubblica utilità all’interno del programma G.O.L. – acronimo di “Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori” – programma che si inserisce nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Un tavolo a cui il Movimento e i Si Cobas sono approdati dopo un percorso di lotta (ricordiamo le giornate a Roma del Nazareno, le mobilitazioni fuori Montecitorio e il Ministero del Lavoro) che dura da anni. Da questo tavolo è emersa la volontà di valutare progetti che erano stati già presentati negli anni passati, dando così una prima risposta alle disoccupate e ai disoccupati su una garanzia di salario legato ai lavori di pubblica utilità. Le discussioni, da dicembre fino a oggi, hanno avuto come elemento principale la destinazione dei fondi del programma G.O.L., fondi che dovrebbero essere destinati alla formazione finalizzata all’inserimento nel mondo del lavoro: 124 milioni di euro che la Regione potrebbe utilizzare per fornire formazione e lavoro a donne, uomini, over 55, under 30.

fonte immagine: facebook.com

Fino a mercoledì 23 febbraio, giorno in cui la Questura di Napoli ha inoltrato avvisi orali a Eddy, Mimì, Maria, Antonio, Ciro, appartenenti al Movimento di Lotta – Disoccupati “7 Novembre” e al Si Cobas Lavoratori Autorganizzati. «Avvisi orali che esortano al buon comportamento e in cui il questore in persona ‘intima di tenere una condotta conforme alla legge’ per evitare ‘l’applicazione di una delle misure di prevenzione previste’. Intimazione che si trasforma, nel caso di Eddy, in aperta accusa di essere dedito, tramite il proprio impegno sindacale, ad attività illecite ai fini del proprio sostentamento», si legge dall’appello pubblico reso noto dal movimento napoletano. Si tenta dunque di distruggere un movimento di lotta colpendo gli attivisti e le attiviste, persone che in prima linea stanno combattendo per il rovesciamento dello status quo, provando a delegittimare il percorso e le persone, instillando dubbi sulla condotta.

Ancora, si legge nell’appello: «Al di là delle legittime valutazioni personali, siamo dinanzi all’ennesimo attacco nei confronti del movimento di lotta “Disoccupati 7 Novembre” e di un sindacato, il “Si Cobas”, sempre in prima linea nella difesa dei lavoratori e delle lavoratrici in diversi stabilimenti lavorativi. Attività perseguite non solo dalla Questura, ma anche da grandi aziende interessate nel mantenere intatti i propri profitti senza garantire diritti.

Un’escalation fatta di multe, denunce, procedimenti di vario tipo, cinque processi da tenere nel solo mese di marzo, fino all’indagine per “Associazione a delinquere” che ha colpito alcuni/e di loro. Oggi arriva la notifica dell’avviso orale, una misura dichiarata come preventiva ma che limita pesantemente i destinatari e le destinatarie, fondando la sua legittimità su congetture pretestuose, formulabili solo se si dà per assunto che la legge non valga per tutte e tutti e che dunque non esista libertà personale, sindacale e politica».

Qui è possibile consultare l’appello: http://sicobas.org/2022/03/10/napoli-solidarieta-a-ciro-eddy-maria-mimi-antonio/

Valentina Cimino

5 x mille Survival
Volevo studiare lettere e alla fine mi sono iscritta a giurisprudenza. Appassionata di libri, poesie e balletto. Proud to be nerd. Lavoro, scrivo, leggo, mangio. Dormo poco.

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